Spinazzola: chance europea per tornare protagonista

– L’Europa League è la sua competizione preferita (…). Delle sette presenze internazionali fatte da Leonardo Spinazzola sei sono state nella competizione «minore». Giocava con l’Atalanta, il terzino sinistro, due anni fa, e sembrava destinato a un futuro luminoso (…). L’infortunio, la cessione alla Juventus e le difficoltà che sono ormai storia hanno fatto sì che la scorsa stagione facesse, in Champions League, solo una partita.

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Di quelle indimenticabili, però. Perché i 67’ contro l’Atletico Madrid sono stati i migliori della sua carriera ed è proprio quel giocatore lì che la Romavuole ritrovare il prima possibile (…). «Questa notte – le sue parole dopo la partita contro l’Atletico – la ricorderò per tutta la vita. Spero però di viverne anche altre, forse pure migliori». Magari già stasera, visto che sembra probabile l’esordio da titolare (…).

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(…) L’amato ruolo di terzino sinistro sarebbe l’ideale per lui, ma anche a destra, perché in questo momento la priorità è giocare, trovarsi con i compagni e ritrovarsi con se stesso. Dal punto di vista fisico, in particolare modo, visto che come ha sottolineato il direttore Petrachi non è nuovo a problemi di natura fisica.

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Tutto questo, cioè la sua presenza in difesa, è possibile, ma non certa, visto che Fonseca potrebbe sorprendere tutti e schierare Spinazzola sì a sinistra, ma più avanti. Nei giorni scorsi è stata provata questa soluzione, che consentirebbe al tecnico portoghese di avere due mancini come lui e Kolarov capaci di attaccare, ma anche di saltare l’uomo e arrivare sul fondo con continuità. Che poi è la cosa che gli riesce anche meglio. E Spinazzola, dopo essersi sentito troppo a lungo poco protagonista, in passato, adesso ha voglia (e necessità) di far innamorare di sé i tifosi della Roma.

fonte    LA GAZZETTA DELLO SPORT 

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Europa League, ogni vittoria conta: vale 570.000 euro Oltre al successo sportivo c’è anche un ritorno economico fatto di bonus

Anche l’Europa League può essere un buon affare. La UEFA ha destinato 510 milioni di euro ai club che parteciperanno all’edizione 2019-2020, ai quali vanno aggiunti altri 50 milioni di contributi aggiuntivi, provenienti dai club che disputano la Champions League, come riporta il Corriere della Sera.

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La quota di partenza di 140 milioni sarà suddivisa tra i 48 club qualificati alla fase a gironi, che riceveranno 2,92 milioni di euro ciascuno, suddivisi in acconto da 2,75 milioni di euro e un saldo da 170.000 euro. Ogni partita della fase a gironi assegna bonus: 570.000 euro per una vittoria e 190.000 per un pareggio.

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Le squadre vincenti dei gironi riceveranno un bonus di 1 milione di euro, mentre le seconde classificate 500.000 euro. Tutti i turni successivi, quelli a eliminazione diretta, apporteranno ai club altri bonus. Qualificazione ai sedicesimi di finale; 500.000 euro.

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Qualificazione agli ottavi di finale: 1,1 milioni di euro. Qualificazione ai quarti di finale: 1,5 milioni di euro. Qualificazione alle semifinali: 2,4 milioni di euro. Qualificazione alla finale: 4,5 milioni di euro. La squadra vincitrice, oltre a essere automaticamente qualificata alla prossima Champions League, riceverà 4 milioni di euro supplementari.

È stata introdotta una nuova classifica sulla base delle prestazioni degli ultimi dieci anni, con il totale di 84 milioni di euro diviso in “quote di coefficiente” dal valore singolo di 71.430 euro. La squadra più in basso in classifica riceverà una sola quota di coefficiente (71.430 euro). Una quota verrà aggiunta ad ogni posizione, quindi la squadra prima in classifica riceverà 48 quote di coefficiente (pari a 3,42 milioni di euro). Il Chelsea, vincendo la scorsa edizione, ha messo in tasca quasi 28 milioni di euro tra premi Uefa, bonus a prestazione e market pool dei diritti televisivi.

fonte    Corriere della Sera.

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Amarcord Cervone: “Rigore regalato e la Coppa volò via” L’ex portiere giallorosso ricorda la doppia finale giocata contro l’Inter nella stagione 1990-91

Negli ultimi anni l’Europa League è una competizione a cui la Roma non è più troppo abituata, ma c’è stato un periodo, soprattutto negli anni 90, in cui i giallorossi erano sempre protagonisti in quella che una volta si chiamava Coppa Uefa.

Nella stagione ’90-91 la squadra allenata da Ottavio Bianchi raggiunse la doppia finale, persa contro l’Inter (0-2 all’andata, 1-0 al ritorno). Giovanni Cervone era un leader di quel gruppo.

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“Per me è stata una competizione importante perché rientravo da un grave infortunio. Le prime partite le aveva giocate Peruzzi, che poi venne squalificato per la vicenda doping, e fino agli ottavi ci fu Zinetti. Facemmo un bel cammino, trascinati da Voeller” dice l’ex portiere giallorosso intervistato da Gianluca Piacentini sul Corriere della Sera.

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Nella doppia finale contro l’Inter avreste meritato di più?
“Furono due partite strane: all’andata fu regalato loro un rigore che ha cambiato tutto. Al ritorno, nonostante l’Olimpico pieno che ci ha spinto, non siamo riusciti a riprendere il risultato“.

Che competizione è l’attuale Europa League?
“Da un po’ di anni sembra essere diventata una coppa meno importante, ma poi, quando si arriva ai quarti, diventa una manifestazione vera. Chi la vince va in Champions e allora tutti ci puntano. Basta vedere le ultime vincitrici: Chelsea, Atletico Madrid e Manchester United“.

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Le piace la squadra costruita da Petrachi?
“Si può sempre fare meglio, ma, viste le condizioni in cui ha dovuto operare, ha fatto un grande lavoro. Non era facile piazzare tutti i giocatori in esubero e, allo stesso tempo, far arrivare calciatori importanti. Sono stati presi dei giovani, alcune operazioni sono state obbligate come lo scambio Pellegrini-Spinazzola o l’acquisto di Diawara. Ha lavorato, in silenzio, in condizioni che non sono state create da lui“.

Mkhitaryan e Smalling possono dare qualcosa in più?
“Specialmente Miki, è un calciatore che ha giocato ad altissimi livelli. Si è sempre ritagliato uno spazio importante in ogni squadra. Ha tante qualità, speriamo che riesca ad inserirsi subito. È un acquisto eccezionale“.

Cosa pensa di Paulo Fonseca?
“Mi sembra un allenatore serio e preparato. Anche lui ha bisogno di tempo, di poter lavorare con tutto il gruppo per trasmettere la sua idea di calcio. Finora non ha mai avuto tutta la rosa a a disposizione: bisogna avere pazienza, senza pretendere subito la luna perché deve ricostruire dalle macerie dello scorso anno“.

Un giudizio su Pau Lopez? “Mi sembra un tipo sveglio, si prende responsabilità e ha personalità. Alla Roma serviva un portiere così, uno che si fa sentire e comanda“

fonte    Gianluca Piacentini Corriere della Sera.

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Fonseca: “Puntiamo su questa coppa” Il tecnico pronto a cambiare qualcosa: dentro Spinazzola e Diawara, torna Zaniolo

Tre, massimo quattro, cambi di formazione rispetto all’undici iniziale sceso in campo contro il Sassuolo. Fonseca non ha nessuna intenzione di stravolgere la squadra di domenica, ma per la partita d’esordio in Europa League contro l’Istanbul Basaksehir è pronto a lanciare dal primo minuto Diawara, Spinazzola e Zaniolo, facendo rifiatare alcuni elementi di spicco della rosa, anche per preservarli in vista del doppio impegno ravvicinato con Bologna e Atalanta, due avversarie più che ostiche in questo momento. Il tecnico portoghese – riporta “Il Tempo”

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– non ha voluto dare alcuna indicazione agli avversari nella conferenza stampa della vigilia (di solito anche ai giocatori comunica le scelte il giorno stesso della gara), ma nella rifinitura ha provato l’inedito terzetto formato da Spinazzola, Zaniolo e Kluivert alle spalle di bomber Dzeko: “È impossibile non cambiare giocatori quando giochi di nuovo dopo due giorni. Vogliamo andare più avanti possibile e partecipiamo con ambizione a questa competizione, che è importante. Bisogna però rispettare i tempi di recupero dei calciatori e – ha dichiarato il quarantaseienne di Nampula sul turnover – sto pensando di apportare alcuni cambiamenti alla squadra, ma sempre con la massima fiducia e sicurezza che queste siano soluzioni valide, di garanzia per raggiungere l’obiettivo. È impossibile non tenere conto dei prossimi impegni”. 

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Il laterale di Foligno, eventualmente intercambiabile con Florenzi, in carriera ha giocato la maggior parte delle partite come esterno sinistro di centrocampo e non avrà alcun problema ad avanzare di alcuni metri il proprio raggio d’azione, facendo tandem con Kolarov sulla fascia. Alle spalle del centravanti bosniaco è probabile che Pellegrini e Mkhitaryan osservino un turno di riposo, lasciando spazio a Zaniolo, la cui duttilità è parecchio apprezzata da Fonseca, costretto a rinunciare nuovamente a Smalling oltre a Zappacosta, Under e Perotti. A destra toccherà ancora una volta a Kluivert, elogiato e coccolato dall’allenatore giallorosso: “Ha caratteristiche importanti, come quella di attaccare la profondità. La sua velocità può essere un’arma importante per la squadra”. In mediana Cristante si accomoderà in panchina e verrà data continuità a Veretout, che sarà affiancato da Diawara, a cui verranno affidati i compiti di regia. Il quarto giocatore che punta ad una maglia da titolare è Juan Jesus, anche se la coppia formata da Mancini e Fazio è in vantaggio per giocare al centro della difesa. Kalinic, ritenuto ancora non pronto per giocare titolare, e Pastore sperano di avere fiducia a gara in corso: “Javier – l’ammissione di Fonseca – sta tornando al meglio della condizione fisica. La speranza è che possa rispondere bene dal punto di vista fisico, ma vedrete tutti che si tratta di un giocatore di grande livello”. 

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In casa Basaksehir l’allenatore Buruk, che punterà sul 4-2-3-1 e dovrà fare a meno di due vecchie conoscenze del campionato italiano come Robinho e Inler, è convinto che la sua squadra non parta sconfitta in partenza: “La Roma è una squadra forte, cercheremo di giocare la partita al meglio. Vogliamo iniziare bene la sfida, loro subiscono e fanno molti gol, cercheremo di far leva sulle loro debolezze. Vogliamo giocare al meglio la partita per ottenere un buon risultato, non vogliamo uscire dal campo avendo sfigurato”. Gli fa eco il capitano Tekdemir: “In queste partite gli avversari non perdonano. Siamo pronti e vogliamo cercare di fare un buon risultato giocando al meglio”. 

fonte    Il Tempo

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Svolta stadio: Pallotta a ottobre torna a Roma

L’ottimismo è tornato, così il presidente potrebbe fare tappa nella Capitale il prossimo mese

Ottobre può diventare il mese decisivo per il nuovo stadio della Roma. Ieri l’incontro tra il Comune e l’Acea, mentre entro fine mese può esserci un nuovo incontro ufficiale tra i proponenti e gli stessi vertici del comune.

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Per questo James Pallotta – riporta “La Gazzetta dello Sport” – dopo oltre un anno potrebbe fare ritorno nella Capitale proprio nel mese di ottobre, agevolando la fine dell’iter amministrativo.

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Le sensazioni che arrivano dal nuovo governo sono positive e l’ottimismo è tornato. Sullo sfondo resta il piano B di Fiumicino, che negli scorsi mesi è stato sondato dallo stesso Mauro Baldissoni, che si occupa in prima persona dell’affare stadio. Il presidente giallorosso non è passato da Roma ma è stato anche recentemente in Italia: tra vacanze e meeting con la dirigenza è stato prima in Toscana e poi in Puglia.

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