Corner, cross e imbucate: Pellegrini mago dell’assist

 – Quando nel finale della partita di Europa League contro il Basaksehir, Lorenzo Pellegrini con una geniale verticalizzazione ha mandato in porta Kalinic, a molti tifosi della Roma è sembrato di rivedere in campo il numero «10». Un colpo alla Totti […]. Solo la conferma che Pellegrini sta affinando sempre di più l’arte dell’assist […].

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Già perché il centrocampista giallorosso è in testa alla classifica di specialità. Quattro assist, nessuno come lui in Serie A in questi primi 4 turni. La magia è partita nella gara contro il Sassuolo, quando Fonseca, recuperando Veretout in mediana, ha avanzato Pellegrini al centro del trio di suggeritori alle spalle di Dzeko. 

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Risultato? Tre assist per Lorenzo, di cui uno da corner per Cristante. Perché nel suo repertorio, oltre all’imbucata (vedi i gol di Mkhitaryan e Kluivert), ci sono anche gli angoli e le punizioni. Il bis contro il Bologna, dove Pellegrini ha pennellato (stavolta su azione) per la testa di Dzeko il pallone del 2-1 al 94’, facendo esultare i tifosi giallorossi, ma anche i fantallenatori.

fonte    LA GAZZETTA DELLO SPORT 

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Dzeko l’antidivo, falso attaccante e vero goleador

In giallorosso Edin ha ritoccato il profilo dell’attaccante moderno

La Roma e i suoi tifosi stanno avidamente, più avidamente di prima, sfogliando le pagine della favolosa storia di un centrocampista mancato: Edin

Forse era un po’ troppo alto per fare il regista: e infatti col suo 1,93 attirò il soprannome di “kloc”, il lampione. Ma sapeva cosa fare e come muoversi. Un giorno tutto cambiò (ma per fortuna non del tutto), come riporta Sisti su La Repubblica.

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II suo allenatore, il ceco Jiri Plisek, ebbe un’intuizione: Edin, vogliamo spostarci più a ridosso della porta? Sì. Proviamo. Edin si sarebbe trovato a meraviglia. Ma senza mai dimenticare le sue origini di playmaker. Ed è questo che oggi lo rende quasi unico: è un’evoluzione del “falso nueve”. Quando si abbassa non si aggiunge al gioco: lo crea. Quando controlla il pallone di petto (come lui solo Lewandowski del Bayern), non fa alzare la squadra: la fa sbocciare, accanto a Salah o a Kluivert e Pellegrini. E va anche a segnare.

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E pensare che non è mai stato un vero centravanti. Dopo aver vinto col City in Inghilterra è sbarcato a Roma tra gli equivoci: grande “striker” o piedi da Van Basten? Più la seconda. Inseguendo il lato oscuro della popolarità, musone e poco incline ai social, in giallorosso Edin ha ritoccato il profilo dell’attaccante moderno. A marzo sembrava perduto (e partito per l’Inter). Invece Fonseca (domani alle 19 Roma-Atalanta) se lo ritrova migliorato, con quel suo modo colto di impostare e chiudere i discorsi del pallone.

Tutto ciò che Plisek non riuscì a scrostare dal patrimonio tecnico del ragazzo (il cesto di frutti della valle dell’Edin), è il vecchio valore aggiunto della nuova Roma. Si prega di proteggere.

fonte  Sisti La Repubblica. 

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La Roma non lascia solo Bouah: rinnovo di 5 anni, l’annuncio può arrivare già oggi

Il terzino giallorosso si è infortunato di nuovo al crociato, ma il club gli ha confermato la fiducia

Il primo a cui era stato riservato un trattamento così era stato Strootman. Dopo la rottura del legamento crociato del ginocchio gli fu proposto il rinnovo di contratto dalla Roma per confermargli la fiducia della società.

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Stavolta succede con Bouah: lo sfortunatissimo terzino giallorosso già l’anno scorso aveva riportato lo stesso infortunio e a gennaio era arrivato il rinnovo fino al 2021, stavolta il club giallorosso ha voluto prolungare per cinque anni. Firmerà fino al 2026 e l’annuncio può arrivare già oggi: un segnale di quanta fiducia la Roma nutra per il terzino classe 2001, anche se le trattative erano iniziate già da qualche tempo.

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Nei giorni scorsi, dopo la notizia dell’infortunio, Bouah ha anche ricevuto due videochiamate da De Rossi. L’ex capitano da Buenos Aires si è voluto assicurare delle due condizioni. Lui intanto dopo l’operazione ha già messo nel mirino il rientro. In estate si è allenato stabilmente in ritiro con Fonseca e la prima squadra. Il suo destino è quello del calcio dei grandi e anche le parole di Florenzi l’hanno spronato: “È un ostacolo, ma alla fine della salita il panorama sarà bellissimo”. E Bouah, fresco di rinnovo, già non vede l’ora.

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