Valeria Biotti…La pancia del tifoso  “Siamo semplici: aspettiamo un rinforzo”

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La Roma è terza, la Roma è sesta, la Roma sta lì dove sta. Bazzica le zone medio-alte, raccontando il battito del proprio polso e quello delle altre.
La classifica degli ultimi dieci giorni è una fotografia perfetta: istantanea e dinamica come come solo una sintesi sa essere. Individua il range entro cui si muovono le quasi-grandi e il lampo orgoglioso di una outsider. Come griderebbe un commentatore figlio di questi tempi: <<è bagarre!>>.

Prepariamoci, dunque, ad un campionato che non ricordiamo da un po’. In cui si lotta, si vince e si perde, si gioisce e si soffre. In cui anche le minime ingiustizie fanno la differenza, pesano, incidono, scaldano gli animi. Un campionato vero, insomma, con l’unico rimpianto di non poterci permettere di guardare in alto, dove le prime due hanno allungato anche senza brillare.
La crisi del Napoli ci consegna un posto in più a cui aspirare, ma anche molti alibi in meno: è inammissibile non dimostrarsi all’altezza.
La Roma ha chiuso il mercato estivo con acquisti mirati. Uomini d’esperienza con “contratto a progetto”, un instant team per arrivare in Champions: è questo il compito di Smalling e Mkhitaryan.
Poi c’è la suggestione, il sogno. C’è un allenatore che ricorda che “non abbiamo ancora vinto nulla” e implicitamente ci autorizza – pur con l’imbarazzo di chi non vorrebbe apparire troppo presuntuoso – a immaginare di poter stringere un trofeo tra le dita. Gli fanno eco le parole di alcuni giovani; Kluivert, per esempio, che ha il pallino della vittoria di famiglia.
E allora chiedo. Chiedo se davvero si pensa che Edin Dzeko – con la faccia spaccata e un cuore enorme – sia giusto che debba reggere il peso delle nostre ambizioni da solo. Chiedo se Kolarov debba giocarle tutte, condannando se stesso e noi a prestazioni che non gli rendono giustizia. Chiedo se quell’autocritica di cui ha parlato il CEO Fienga nell’imbarazzata conferenza di commiato di De Rossi ci consegnerà qualche scelta in controtendenza rispetto al passato. Per esempio uno scambio tra Florenzi – che merita di giocare – e un giocatore che risponda maggiormente alle esigenze dell’allenatore; magari un rinforzo esplosivo e di sostanza lì davanti, per supportare con coraggio e metodo gli obiettivi stagionali e consentire a noi tifosi di sentirci nuovamente orgogliosi.

 

FONTE   Valeria Biotti    Corriere dello Sport 

Speaker e giornalista   ReteSport fm 104,200 

Dal lunedì al Venerdì dalle  15 alle 18

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