Un’altra vittima della Sla: è morto Giovanni Bertini Si è spento questa mattina in una clinica romana l’ex calciatore di Roma, Fiorentina, Ascoli, Catania e Benevento

Un’altra vittima della Sla. E’ morto questa mattina in una clinica romana Giovanni Bertini, ex calciatore – tra le altre – di Roma, Fiorentina, Ascoli, Catania e Benevento. Nel giugno 2016 gli era stata diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica: dal 1960 ad oggi siamo già a quasi 50 vittime della Sla tra gli ex calciatori. Numero altissimo, dato il tasso di diffusione della malattia (per fortuna molto basso).

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CARRIERA

Bertini, 68 anni, detto “Giovannone” giocò da difensore negli anni ’70. Cresciuto nell’Ostiense, arrivò nella Roma di Marchini ed esordì in A non ancora 19enne, il 14 dicembre 1969 (in Fiorentina-Roma 2-2). Nella stagione successiva le presenze si dimezzarono e nel novembre del ’71 venne ceduto in prestito all’Arezzo, dove disputò 7 gare in Serie B. Rientrato a Roma, collezionò altre 20 presenze nelle 2 stagioni successive prima di essere ceduto al Taranto. In carriera ha totalizzato 54 presenze in A e 29 in B. E’ stato anche opinionista, tra le altre emittenti, di Tv2000. La Roma lo ha ricordato questa mattina con un tweet.

AS Roma

@OfficialASRoma

L’ piange la scomparsa di Giovanni Bertini, difensore che vestì la maglia giallorossa tra il 1969 e il 1974. Ai familiari va il cordoglio da parte del Club.

Dzeko, il bene è in comune

 – L’estate calda di Edin, cominciata con il muso lungo e la voglia di andare all’Inter ed è finita con i sorrisi e una fascia di capitano della Roma (spessissimo) al braccio. Ma non solo: un contratto pluriennale e onerosissimo in tasca, una moglie, Amra, soddisfatta e un’idea di finire la carriera qui, a Roma, dove le buche della città (così come disse proprio al Messaggero lo stesso Dzeko) gli ricordano quelle di Sarajevo dopo i bombardamenti.

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QUANTO MI COSTI – La rinuncia all’Inter è costata tanto alla Roma in termini economici (poco più di 5 milioni di euro a stagione fino al 2022, e cioè per i prossimi tre anni, da elargire al numero 9), tanto (ma anche no) potrebbe costare a Petrachi, che lo avrebbe trattato (anche molto male per certi versi, specie quando disse testuale «non accettiamo ricatti, non trattengo nessuno con la forza e allo stesso tempo non mi piace essere preso con la gola, né mi piace sapere che un mio giocatore abbia preso accordi con un’altra società che già di per sé è scorretto. Non è il padrone in questa casa, la Roma non si farà strozzare da nessuno») quando era ancora sotto contratto con il Torino (Dzeko – descritto come uno permalosissimo, anche se quelle frasi avrebbero fatto arrabbiare chiunque – si infuriò ma pensò bene di non rispondere).

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REAZIONI DA MILANO – Conte, a cose fatte, era furibondo, per lui fu alto tradimento, visto che era un po’ che lo corteggiava, ricevendone ripetuti sì e promesse di matrimonio. Il voltafaccia di Dzeko ai nerazzurri è figlio della strategia della Roma (di Petrachi, appunto) e delle pressioni di Fonseca, che ha voluto trattenerlo, lavorando ai fianchi, giorno dopo giorno, amichevole dopo amichevole, musino dopo musino. A Trigoria non poteva arrivare nessun centravanti migliore di Edin, per i costi in rapporto alla qualità: Higuain no, Icardi è stata una suggestione.

 

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Chi c’era di meglio? Dzeko. Quindi, lo sforzo andava fatto su di lui, ecco perché quel po’ po’ di stipendio. Del resto, la Roma aveva comunicato a Dzeko di non aver intenzione di rinnovargli il contratto, quindi di ritenersi libero di andare, portando un’ offerta congrua. Ecco, lui la squadra l’aveva trovata, l’Inter, l’offerta congrua no, ma ha trovato Petrachi… Conte ha spinto fino a quando ha potuto, davanti al no di Marotta non c’è stato nulla da fare, provocando l’ira di Antonio, che sognava un duo d’attacco formato da Lukaku e Dzeko. Edin ha fatto felice Fonseca, molti tifosi della Roma, i suoi compagni di squadra e un po’ anche l’Inter, che adesso si sta godendo uno straordinario Lautaro (8 gol in campionato) che, con Dzeko a Milano, avrebbe fatto tanta panchina, come lo scorso anno. Ma questo a Trigoria poco importa, tutti oggi qui si godono Dzeko (6 reti), che a 33 anni ancora corre e lotta come un ragazzino e che nel giro di poco tempo è diventato il leader, l’uomo squadra. Un trascinatore. Venerdì salirà a San Siro. All’Inter, Edin, ha segnato due reti in sette partite, due vinte e tre pareggiate. Quattro assist e due gol, entrambi all’Olimpico. Quindi al Meazza non ha mai segnato ai nerazzurri. C’è sempre una prima volta, si dice in questi casi.

fonte  IL MESSAGGERO – ANGELONI

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La trattativa di Friedkin entra nel vivo

 

 – Servirà ancora qualche giorno per entrare nella fase cruciale, ma la prossima settimana dovrebbe essere quella determinante per il possibile ingresso a tappe di Dan Friedkin all’interno della Roma. Il texano è pronto a mettere per iscritto le proprie intenzioni, formulando una manifestazione formale d’interesse riguardo alla trattativa per entrare nel mondo giallorosso.Gli advisor di Friedkin, presentatosi il mese scorso nella Capitale in compagnia della moglie e di uno dei quattro figli, non hanno ancora completato la due diligence avviata su tutte le società sottoposte al controllo della capogruppo AS Roma Spv Llc, la società in cui è più probabile che avvenga il passaggio di quote.

 

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Friedkin, la cui intenzione futura è quella di diventare l’azionista di maggioranza del club guidato da Pallotta, ha impostato l’operazione direttamente negli Stati Uniti, una strada che permette una maggiore rapidità burocratica rispetto ad un ingresso nella Neep (controllata al 100% da AS Roma Spv Lllc), società con sede legale in Italia e detentrice dell’83,284% delle azioni della Roma. Il primo step della trattativa – di cui vanno stabiliti ancora molti paletti – interesserà con ogni probabilità l’aumento di capitale da un massimo di 150 milioni di euro da eseguire entro il 31 dicembre del 2020. Il futuro stadio che sorgerà a Tor di Valle ha un ruolo più che importante nelle contrattazioni e la probabile opzione sulla maggioranza si attiverà quando arriverà l’ok definitivo del Campidoglio al progetto, le cui carte sono state visionate e gradite da Friedkin e i suoi uomini.

In questi giorni gli uffici dell’Urbanistica e quelli dell’Avvocatura del Comune continuano a lavorare e a incontrare i proponenti ma al momento la priorità è il bilancio e la votazione sulla Variante e sulla Convenzione Urbanistica avverrà solo con il nuovo anno.

fonte   il tempo  BIAFORA 

La trattativa di Friedkin entra nel vivo