Roma, si tratta a Londra coi legali di Friedkin Ieri l’incontro tra lo studio legale incaricato di trattare la cessione del club e gli advisor del gruppo che ha intenzione di rilevare le quote giallorosse

Sono giorni e ore importanti per il futuro societario della Roma. Va avanti, infatti, la trattativa per la cessione delle quote del club giallorosso da parte di James Pallotta.

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Un’altra tappa importante è andata in scena ieri: come riporta ‘La Repubblica’, lo studio legale incaricato di trattare la cessione della Roma era ieri a Londra per incontrare gli advisor del Friedkin Group, che vuol entrare nel club. Pallotta è pronto a restare anche in caso di un’improbabile fumata nera.

fonte  La Repubblica

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Mercato Roma, Mourinho punta Dzeko: osservatori del Tottenham in Italia Il manager degli Spurs avrebbe individuato nel bosniaco il perfetto vice-Kane

Si avvicina il calciomercato invernale. Come in ogni sessione, la Premier League sarà di certo grande protagonista e potrebbe guardare in Serie A. Come riporta il tabloid inglese ‘Mirror’, infatti, il Tottenham avrebbe messo gli occhi in casa Roma per l’attacco.

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Il nuovo manager José Mourinho ha inviato il suo osservatore più esperto in Italia per visionare da vicino Edin Dzeko la scorsa settimana, nel match dei giallorossi in casa del Verona.

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Il bosniaco sarebbe il candidato ideale per il ruolo di vice-Kane, ancora vacante dopo l’addio di Llorente a parametro zero. Il giovane Troy Parrott è ancora acerbo, lo ‘Special One’ vuole un giocatore più esperto e le prestazioni del numero 9 romanista in questo senso hanno colpito il manager portoghese.

fonte ‘Mirror

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Dzeko arriva a Trigoria nonostante l’influenza. Si spera possa farcela per l’Inter

Nonostante il virus influenzale che gli ha impedito di allenarsi negli ultimi giorni, Edin Dzeko si è regolarmente presentato a Trigoria stamattina. Il bosniaco, a bordo della sua vettura, è arrivato intorno le 10:30 al Centro Sportivo Fulvio Bernardini.

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Alle 11 la squadra scenderà in campo per l’allenamento e non si sa ancora se Dzeko si aggregherà ai compagni, ma c’è ottimismo circa una sua possibile convocazione per la sfida di domani contro l’Inter.

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Ancora febbre per Dzeko, il bosniaco è a forte rischio

 Oggi potrebbe esserci il verdetto finale, in un senso o nell’altro. Anche se poi la Roma si terrà aperta ovviamente qualsiasi opzione fino alla fine. Anche ieri, però, Edin Dzeko non si è allenato a causa della febbre.

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A tratti anche alta. Il centravanti bosniaco è rimasto a casa tutto il giorno, sperando appunto di sfebbrare. Ad oggi, però, le possibilità che possa essere in campo a San Siro sono basse, molto basse. Dipenderà tutto da come si sentirà questa mattina. E da quella maledetta febbre. Se dovesse essere andata via, allora potrebbe anche esserci (nonostante si senta un po’ debilitato). In caso contrario, rischia il forfeit o – al massimo – la presenza in panchina.

FONTE  GAZZETTA DELLO SPORT

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Veretout carica per l’Inter: «Stiamo bene, ce la giochiamo»

 – Veretout è stato ed è tuttora il perno della Roma. E a fronte di alcune difficoltà con l’italiano, il centrocampista in campo è cresciuto di partita in partita. E con lui la Roma, che domani andrà a Milano a sfidare l’Inter capolista.

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La ricetta di Veretout è chiara: «Andremo a fare una grande partita, ci proveremo – il suo pensiero ai microfoni di Sky -. Loro sono primi in classifica, noi quarti. Ma abbiamo vinto tre partite di fila e siamo pronti a giocarcela. Sappiamo di affrontare una grande squadra con tanta fisicità, hanno Lukaku e Lautaro che sono pericolosissimi, ma dobbiamo fare una grande prestazione. Dobbiamo continuare così – dice ancora il centrocampista francese -, con questa aggressività per poter fare qualcosa di grande. E questa partita arriva in un buon momento».

FONTE  GAZZETTA DELLO SPORT –

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Stretta sullo stadio della Roma: Cpi compra i debiti di Eurnova La società ceca acquisterà a breve 50-60 milioni di crediti da UniCredit. Il passaggio successivo è la cessione dei terreni per impianto e business park

Se lo stadio della Roma si farà sarà grazie a un gruppo ceco. È infatti Cpi, dell’immobiliarista Rodovan Vitek, che sta per acquistare da Unicredit i crediti ipotecari che gravano su Eurnova. 

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Trattative serrate dovrebbero portare, come si legge su Il Sole24 Ore, alla firma del preliminare per l’acquisto di tali crediti in meno di due settimane. Eurnova ha debiti per 50-60 milioni di euro con Unicredit. A fare gola sono lo sviluppo dello stadio della squadra Roma e del business park di Slp. Si tratta di due progetti che insieme valgono 1,3 miliardi di euro sui quali Vitek vuole mettere le mani, per poi rivenderli. Per i nuovi progetti ci sono 250 milioni di investimento di opere urbanistiche, infrastrutture al servizio dello Stadio, anche se la convenzione urbanistica non è stata ancora firmata. Sull’asset stadio sono puntati gli occhi della Roma, che non è proprietaria di nulla al momento e in futuro dovrà trattare con Vitek. Per il tema stadio il tavolo è a tre tra Comune, l’ AS Roma ed Eurnova, proprietaria dei terreni di Tor di Valle dove sorgerà la nuova struttura: il futuro stadio della squadra giallorossa costerà 600 milioni di euro. Il nodo è oggi legato alla ristrutturazione di Eurnova, operazione alla quale è legata tutta l’operazione con Cpi. Un iter tutto in salita e senza l’importante passaggio della ristrutturazione del debito, l’operazione non si può fare. Passaggio essenziale è quindi la volontà e la possibilità di Eurnova di mettere ordine nei conti per vendere poi a Cpi i terreni. In questo caso la vendita si potrebbe concretizzare nel giro di due mesi.

FONTE  Il Sole24 Ore

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Nel derby Capitale è Pellegrini il vero re degli assist

Lazio e Roma sono vicine, insieme a Cagliari e Atalanta, e si stanno giocando i due posti in Champions League. Da una parte Luis Alberto, dall’altra Lorenzo Pellegrini, i due re degli assist di questo campionato.

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Sono 9 finora in Serie A per il biancoceleste e 6 per Pellegrini, con una differenza però: il romanista ha giocato metà delle partite dello spagnolo a causa dell’infortunio ed ecco che diventa lui il vero re, con una media più alta. “Mi piace molto fornire assist ai miei compagni, ho sempre detto che per me è come fare un gol. Certo, mi piacerebbe anche segnarne qualcuno, perché l’emozione di segnare è unica” ha detto lui in conferenza.

FONTE  LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Smalling-Lukaku: nemici per caso

 – Chris e Romelu hanno scelto di lasciare Manchester, come fu qualche anno fa per Dzeko, che poi a Roma ha cominciato una, e pure brillante, seconda vita. La Premier era diventata troppo grande per loro, l’aria che si cominciava a respirare stava diventando un po’ pericolosa, c’era aria di esclusioni, di un ciclo che si stava esaurendo: Smalling e Lukaku non rientravano nei piani dello United, quindi meglio cercar fortuna altrove: il difensore giallorosso lì era praticamente cresciuto (dieci anni di fila, con la maglia rossa dello United), il belga doveva cominciare il terzo anno.

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SVOLTA – Ecco che il ds della Roma, Gianluca Petrachi, dopo aver corteggiato Lovren ha colto l’occasione Smalling, e dall’altra parte, Piero Ausilio, ha accontentato Conte, pagando Lukaku al Manchester fior di milioni, 65 più bonus. La Roma non ha speso, l’Inter sì, alla fine sono entrambe più che soddisfatte, e alla fine lo è stato anche il Manchester. Chris e Smalling sono amici, sono stati avversari, compagni di squadra, oggi ancora amici e di nuovo avversari venerdì a Milano. Le strade si sono separate in estate, dopo aver vissuto una tournée con il broncio, dopo aver capito che per loro, allo United, c’era davvero poco spazio in futuro. Venerdì toccherà a Chris tenere d’occhio il suo amico gigante Lukaku, come ai tempi in cui il belga vestiva la maglia dell’Everton. Sfide accese, fisiche. Si era pure più giovani. Per la Roma a San Siro sarà l’esame di maturità per la difesa, Smalling è suo il docente e il migliore studente: da quando è titolare, la Roma ha incassato solo sei reti su azione. Chris è quello che ha cambiato l’assetto difensivo (con l’ottimo supporto di Mancini, ormai sono una coppia di fatto: Lecce, Cagliari, Sampdoria, Brescia, Basaksehir e Verona sono le sei partite in cui sono stati schierati entrambi al centro della difesa, incassati due gol, con una media di 0,33 a partita, quando non sono insieme, è tutto diverso, gli expected goal – calcolati con un algoritmo – passano da 1,3 a 0,67). Non a caso la squadra di Fonseca, da che imbarcava gol, dal mese di ottobre viaggia come migliore difesa del campionato. Nelle ultime nove partite, sei reti incassate, l’Inter ne ha presi il doppio.

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L’ESORDIO – Chris ha esordito in A nella sfida contro l’Atalanta e da quel momento ha giocato dieci partite in A e tre in Europa League, tutte da novanta minuti. Fonseca lo considera imprescindibile, Dzeko gli ha addirittura donato per qualche minuto la fascia da capitano, a lui che non è nemmeno definitivo nella Roma. Come noto, il Manchester lo ha solo prestato ai giallorossi: servono quindici-diciotto milioni di euro, più un solido – scontato – contratto a lui che, a quanto pare, ha voglia di restare qui e a trent’anni ha pure la necessità di ottimizzare. La prova della difesa a San Siro contro l’attacco dell’Inter, che è niente male, e non prevede solo il suo amico Lukaku, che fino a oggi conta dieci gol in campionato (e uno in Champions). Lautaro è il compare del belga, otto reti in A e cinque in Champions: l’Inter ne ha segnati 31, quindi c’è lavoro per tutti, non solo per Smalling, insomma.

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VOCI CONTRO IL RAZZISMO – Con Lukaku c’è unione forte pure nella lotta contro il razzismo. Sono due attivisti. Pronti a uscire dal campo in caso di insulti. «So che sarebbe una decisione difficile, perché deluderemmo i tifosi che non c’entrano nulla, ma penso che prima o poi sarà necessario fare qualcosa. Forse così si può spingere le autorità ad agire più velocemente. Purtroppo prima di poter vedere un vero cambiamento deve succedere sempre qualcosa di grave, questo è vero in tutti gli ambiti, ma io credo che finché non ci sono sanzioni davvero severe, ci avvicineremo sempre di più allo scenario in cui i giocatori abbandonano il campo. Se un giocatore viene preso di mira, allora la squadra deve unirsi intorno a lui, e così sarà», il pensiero dell’inglese. Lukaku condivide.

fonte    IL MESSAGGERO – ANGELONI

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Dubbio Kluivert, febbre per Dzeko. Florenzi cerca spazio sulla fascia

 – Dzeko ha la febbre, Kluivert invece un edema al flessore sinistro. Di colpo Fonseca, si ritrova con l’attacco dimezzato. Se Kalinic ha nell’Inter una delle sue vittime preferite (4 gol in 5 gare, tracui una clamorosa tripletta a San Siro), il tecnico portoghese conta comunque di recuperare almeno il bosniaco per venerdì. Rimane in dubbio l’ex Ajax: non essendoci lesione si spera nel recupero ma nessuno a Trigoria vuole rischiare. L’ultima parola spetterà al calciatore.

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Qualora dovesse dare forfait, ballottaggio a tre tra Perotti (favorito), Mkhitaryan e Florenzi. Chissà che per il capitano quella con l’Inter non sia una sorta di sliding-door. A fronte di quella porta che in giallorosso rimane sempre più chiusa (appena una gara da titolare negli ultimi 40 giorni) potrebbe aprirsene un’altra a tinte nerazzurre. Alessandro, per ora, non ci pensa. E punta ad una maglia da titolare. Ma è chiaro che se entro Natale non dovesse trovare spazio, a gennaio potrebbe partire. Buone notizie sul versante Cristante: dopo un consulto medico con il professor Orava, ha avuto l’ok per aumentare i carichi di lavoro. Mirante nuovamente in gruppo, Pastore è invece ancora alle prese con la contusione tra anca e bacino.

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TRATTATIVA FRIEDKIN L’attesa per la gara con l’Inter, non deve far perdere di vista la partita che si gioca su altri tavoli. Sono giorni febbrili, di trattative che ormai si stanno svolgendo per lo più negli Usa per l’entrata del magnate Friedkin all’interno della Roma.A seconda degli sviluppi dei negoziati, il tycoon texano (e/o il figlio) dovrebbe tornare in Italia la prossima settimana o quanto meno prima di Natale. Benché l’intenzione di Friedkin sia quella di diventare l’azionista di maggioranza del club, lo schema del suo ingresso è già tracciato.

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Il primo step riguarderà la partecipazione al prossimo aumento di capitale. Con Pallotta disposto a coprirne una parte (40 milioni), toccherà a Friedkin garantire gli altri 90 milioni (considerando la quota spettante a Pallotta: 130 su 150). Sullo sfondo rimane la questione-stadio. Intanto la compagnia che raggruppa le aziende attive in Africa della Friedkin Group ha definito «falsi e ingannevoli» gli articoli apparsi sul settimanale keniano Jamhuri riguardo alcune operazioni poco lecite in Tanzania, volte a eludere il fisco.

fonte  IL MESSAGGERO – CARINA 

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Tra Pallotta e Friedkin trattativa negli States

 – Dieci giorni al massimo e la Roma conta di ufficializzare la chiusura con il gruppo Friedkin per l’ingresso in società, a meno che il banco non salti. In attesa di trovare il definitivo accordo economico e di capire quanto sarà effettivamente l’impegno dei texani, si continua a trattare negli States.

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Entro metà mese le parti vorrebbero raggiungere l’accordo su cui preparare i passi futuri. Sarà certamente l’attuale management a gestire il futuro, ma intanto gli avvocati di Friedkin stanno per completare la due diligence, per poi passare agli atti formali, considerando che l’aumento di capitale al quale parteciperà andrà eseguito entro il 31 dicembre 2020. 

fonte  LA GAZZETTA DELLO SPORT

Tra Pallotta e Friedkin trattativa negli States

Un’altra vittima della Sla: è morto Giovanni Bertini Si è spento questa mattina in una clinica romana l’ex calciatore di Roma, Fiorentina, Ascoli, Catania e Benevento

Un’altra vittima della Sla. E’ morto questa mattina in una clinica romana Giovanni Bertini, ex calciatore – tra le altre – di Roma, Fiorentina, Ascoli, Catania e Benevento. Nel giugno 2016 gli era stata diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica: dal 1960 ad oggi siamo già a quasi 50 vittime della Sla tra gli ex calciatori. Numero altissimo, dato il tasso di diffusione della malattia (per fortuna molto basso).

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CARRIERA

Bertini, 68 anni, detto “Giovannone” giocò da difensore negli anni ’70. Cresciuto nell’Ostiense, arrivò nella Roma di Marchini ed esordì in A non ancora 19enne, il 14 dicembre 1969 (in Fiorentina-Roma 2-2). Nella stagione successiva le presenze si dimezzarono e nel novembre del ’71 venne ceduto in prestito all’Arezzo, dove disputò 7 gare in Serie B. Rientrato a Roma, collezionò altre 20 presenze nelle 2 stagioni successive prima di essere ceduto al Taranto. In carriera ha totalizzato 54 presenze in A e 29 in B. E’ stato anche opinionista, tra le altre emittenti, di Tv2000. La Roma lo ha ricordato questa mattina con un tweet.

AS Roma

@OfficialASRoma

L’ piange la scomparsa di Giovanni Bertini, difensore che vestì la maglia giallorossa tra il 1969 e il 1974. Ai familiari va il cordoglio da parte del Club.

Dzeko, il bene è in comune

 – L’estate calda di Edin, cominciata con il muso lungo e la voglia di andare all’Inter ed è finita con i sorrisi e una fascia di capitano della Roma (spessissimo) al braccio. Ma non solo: un contratto pluriennale e onerosissimo in tasca, una moglie, Amra, soddisfatta e un’idea di finire la carriera qui, a Roma, dove le buche della città (così come disse proprio al Messaggero lo stesso Dzeko) gli ricordano quelle di Sarajevo dopo i bombardamenti.

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QUANTO MI COSTI – La rinuncia all’Inter è costata tanto alla Roma in termini economici (poco più di 5 milioni di euro a stagione fino al 2022, e cioè per i prossimi tre anni, da elargire al numero 9), tanto (ma anche no) potrebbe costare a Petrachi, che lo avrebbe trattato (anche molto male per certi versi, specie quando disse testuale «non accettiamo ricatti, non trattengo nessuno con la forza e allo stesso tempo non mi piace essere preso con la gola, né mi piace sapere che un mio giocatore abbia preso accordi con un’altra società che già di per sé è scorretto. Non è il padrone in questa casa, la Roma non si farà strozzare da nessuno») quando era ancora sotto contratto con il Torino (Dzeko – descritto come uno permalosissimo, anche se quelle frasi avrebbero fatto arrabbiare chiunque – si infuriò ma pensò bene di non rispondere).

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REAZIONI DA MILANO – Conte, a cose fatte, era furibondo, per lui fu alto tradimento, visto che era un po’ che lo corteggiava, ricevendone ripetuti sì e promesse di matrimonio. Il voltafaccia di Dzeko ai nerazzurri è figlio della strategia della Roma (di Petrachi, appunto) e delle pressioni di Fonseca, che ha voluto trattenerlo, lavorando ai fianchi, giorno dopo giorno, amichevole dopo amichevole, musino dopo musino. A Trigoria non poteva arrivare nessun centravanti migliore di Edin, per i costi in rapporto alla qualità: Higuain no, Icardi è stata una suggestione.

 

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Chi c’era di meglio? Dzeko. Quindi, lo sforzo andava fatto su di lui, ecco perché quel po’ po’ di stipendio. Del resto, la Roma aveva comunicato a Dzeko di non aver intenzione di rinnovargli il contratto, quindi di ritenersi libero di andare, portando un’ offerta congrua. Ecco, lui la squadra l’aveva trovata, l’Inter, l’offerta congrua no, ma ha trovato Petrachi… Conte ha spinto fino a quando ha potuto, davanti al no di Marotta non c’è stato nulla da fare, provocando l’ira di Antonio, che sognava un duo d’attacco formato da Lukaku e Dzeko. Edin ha fatto felice Fonseca, molti tifosi della Roma, i suoi compagni di squadra e un po’ anche l’Inter, che adesso si sta godendo uno straordinario Lautaro (8 gol in campionato) che, con Dzeko a Milano, avrebbe fatto tanta panchina, come lo scorso anno. Ma questo a Trigoria poco importa, tutti oggi qui si godono Dzeko (6 reti), che a 33 anni ancora corre e lotta come un ragazzino e che nel giro di poco tempo è diventato il leader, l’uomo squadra. Un trascinatore. Venerdì salirà a San Siro. All’Inter, Edin, ha segnato due reti in sette partite, due vinte e tre pareggiate. Quattro assist e due gol, entrambi all’Olimpico. Quindi al Meazza non ha mai segnato ai nerazzurri. C’è sempre una prima volta, si dice in questi casi.

fonte  IL MESSAGGERO – ANGELONI

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La trattativa di Friedkin entra nel vivo

 

 – Servirà ancora qualche giorno per entrare nella fase cruciale, ma la prossima settimana dovrebbe essere quella determinante per il possibile ingresso a tappe di Dan Friedkin all’interno della Roma. Il texano è pronto a mettere per iscritto le proprie intenzioni, formulando una manifestazione formale d’interesse riguardo alla trattativa per entrare nel mondo giallorosso.Gli advisor di Friedkin, presentatosi il mese scorso nella Capitale in compagnia della moglie e di uno dei quattro figli, non hanno ancora completato la due diligence avviata su tutte le società sottoposte al controllo della capogruppo AS Roma Spv Llc, la società in cui è più probabile che avvenga il passaggio di quote.

 

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Friedkin, la cui intenzione futura è quella di diventare l’azionista di maggioranza del club guidato da Pallotta, ha impostato l’operazione direttamente negli Stati Uniti, una strada che permette una maggiore rapidità burocratica rispetto ad un ingresso nella Neep (controllata al 100% da AS Roma Spv Lllc), società con sede legale in Italia e detentrice dell’83,284% delle azioni della Roma. Il primo step della trattativa – di cui vanno stabiliti ancora molti paletti – interesserà con ogni probabilità l’aumento di capitale da un massimo di 150 milioni di euro da eseguire entro il 31 dicembre del 2020. Il futuro stadio che sorgerà a Tor di Valle ha un ruolo più che importante nelle contrattazioni e la probabile opzione sulla maggioranza si attiverà quando arriverà l’ok definitivo del Campidoglio al progetto, le cui carte sono state visionate e gradite da Friedkin e i suoi uomini.

In questi giorni gli uffici dell’Urbanistica e quelli dell’Avvocatura del Comune continuano a lavorare e a incontrare i proponenti ma al momento la priorità è il bilancio e la votazione sulla Variante e sulla Convenzione Urbanistica avverrà solo con il nuovo anno.

fonte   il tempo  BIAFORA 

La trattativa di Friedkin entra nel vivo

“Ero nervoso ma ho fatto gol”. Perotti è rinato

 – Si è commosso dopo aver realizzato la rete del vantaggio romanista a Verona, Diego Perotti, di nuovo a segno, su rigore – la sua specialità – dopo sei mesi di digiuno i giallorossi vincono sotto la pioggia (1-3) con l’attaccante che non è partito titolare, costretto ancora alla panchina e poi subentrato in corsa, a metà del primo tempo, al posto di Kluivert, dolorante alla coscia dopo un’azione di recupero.

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E l’argentino ha subito deciso di prendersi la responsabilità di tirare il rigore rimediato da Dzeko, tanta era la voglia di tornare protagonista, dopo tante settimane di continui problemi muscolari, per un calvario fisico che continua a condizionare la carriera. In pratica, il suo è stato un gol liberatorio {il primo al Bentegodi), visto che non segnava dall’ultima di campionato della scorsa stagione. contro il Parma. Un’astinenza fatta di tanti guai fisici e dalla paura di non essere più decisivo. “Una rete importante, non potevo sbagliare – le parole dell’attaccante argentino – Ero entrato da poco, quindi mi sentivo un po’ nervoso, ma è andata bene. La gara è stata molto combattuta, il campo pesante non ci ha aiutato, ma noi abbiamo lottato per vincere”. La rete della vittoria porta la fin ma di Mkhitaryan, al suo secondo centro in giallorosso, dopo un paio di mesi di stop per infortunio, con assist proprio di Perotti.

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Non è ancora brillante dal punto di vista fisico, invece, Cengiz Under. L’attaccante turco smaniava per dimostrare a Fonseca e ai tifosi di essere di nuovo un giocatore integro e decisivo, ma contro il Verona ha faticato tanto, mettendo in difficoltà la squadra dalla sua parte. Under non giocava titolare da tre mesi, dal primo settembre nel derby, bloccato poi da problemi muscolari che ne hanno rallentato l’inserimento nei meccanismi di gioco assimilati dai compagni. Avrebbe bisogno di giocare con continuità, ma la concorrenza in attacco è serrata ed è per lui complicato trovare spazio.

Adesso la squadra deve recuperare energie fisiche e mentali: la prossima partita si giocherà infatti venerdì prossimo, a San Siro, contro l’Inter. Gli uomini di Fonseca dovranno preparare la difficile sfida contro l’attuale nuova capolista, facendosi trovare pronti e concentrati. Rientrerà Nicolò Zaniolo, a Verona assentte per squalifica. li ragazzo sarà titolare sulla destra, mentre sono da verificare le condizioni di Justin Kluivert, uscito ieri sera dal campo perché dolorante alla coscia sinistra. Nelle prossime ore verranno valutate le condizioni dell’olandese, punto fermo della Roma, diventato, con il gol di ieri, l’attaccante più giovane tra quelli che hanno fatto almeno tre reti nell’attuale campionato. È in fase di crescita, Kluivert, e il tecnico portoghese lo considera un punto fermo della sua squadra. A Milano potrebbe rivedersi Alessandro Florenzi, ieri sera rimasto in panchina.
Il capitano giallorosso è stato corteggiato da Conte e vorrebbe trovare spazio proprio contro l’Inter

fonte    LA REPUBBLICA – FERRAZZA 

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Cinismo e gol sotto la pioggia di Verona. E Fonseca: «Non dominiamo ma cresciamo»

– L’aria sembrava quella della fatal (o quasi) Verona, ma pur non dominando (come voleva Fonseca alla vigilia) la Roma è riuscita a vincere pure sul difficile campo del Bentegodi restando attaccata al treno Champions e staccando il Napoli ora a -8. Una vittoria di carattere contro la seconda migliore difesa della serie A che mai aveva subito 3 reti finora.

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Le stesse rifilate a Brescia e Istanbul. Lo ha fatto soffrendo fino alle fine sotto una pioggia incessante e nel corso di una gara sempre viva. Vittoria di grande spirito anche se non abbiamo fatto un bel gioco. Il Verona è una squadra bellissima e aggressiva e serviva quel tipo di atteggiamento, non potevamo dominare. Stiamo migliorando molto, se la ride Fonseca. Nonostante il buon inizio del Verona è arrivato un po’ a sorpresa il gol di Kluivert in contropiede e sull’ennesimo assist di un Pellegrini formato leader. Poi lo stesso olandese, in un eccesso di sacrificio per un recupero su Zaccagni, ha rimediato l’ennesimo infortunio muscolare della stagione (oggi i controlli alla coscia sinistra).

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E’ entrato Perotti che, su un rigore guadagnato da un Dzeko, ha ribaltato il pareggio momentaneo di Faraoni e nel finale ha servito l’assist del ko a Mkhitaryan. Un ritorno importante quello del Monito che dopo il gol ha versato pure qualche lacrima visto l’ultimo anno passato tra infermeria e voci di mercato. Il Verona, dopo l’1-2, ha continuato a fare la partita con la Roma brava a ripartire e non mollare. Nel finale, dopo aver sventato l’incubo Pazzini, è arrivato il sospiro di sollievo per Fonseca che mette a bilancio la sesta vittoria nelle ultime 8 partite a una settimana dal big match contro l’Inter quando tornerà Zaniolo. Intanto si gode Pellegrini. Gruppo fantastico, ora tutti danno il massimo e forse negli ultimi anni non accadeva. Mi piace fare assist ma ora vorrei pure fare qualche gol, le parole di Lorenzo. Le sue qualità le conosco bene, nell’ultima scelta è un grande, l’elogio di Fonseca.

fonte  LEGGO 

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Pellegrini, continua il pressing della Juventus. Ma la Roma vuole blindarlo Paratici è ingolosito dalla clausola rescissoria, che la società giallorossa vuole eliminare

Se già nei mesi scorsi le attenzioni della Juventus su Lorenzo Pellegrini si erano fatte insistenti, le sue ultime prestazioni dopo il rientro dall’infortunio non hanno fatto altro che alzare il pressing.

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Il direttore sportivo dei bianconeri Paratici ha messo da tempo nel mirino il gioiello della Roma, sul quale pende ancora una clausola rescissoria da 30 milioni. Come riporta “Tuttosport” la Juve anche in queste settimane sta seguendo il trequartista giallorosso. La Roma però sta discutendo il rinnovo di contratto (di cui Pellegrini ha detto “non è un problema”), eliminando la clausola e mettendosi alle spalle anche l’interesse di Inter e Tottenham. Stasera Pellegrini sarà ancora titolare alle spalle di Dzeko e cercherà di aiutare la sua Roma a centrare la terza vittoria consecutiva.

FONTE  Tuttosport”

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