Giallorossi mai ko con il Sassuolo

– La prima sfida contro il Sassuolo, nel novembre 2013, non andò bene (finì 1-1). Sono passati 6 anni e due mesi, il bilancio adesso dice tutt’altro: 8 vittorie e 5 pareggi in 13 incontri, il Sassuolo è l’unica squadra dell’attuale serie A contro cui la Roma non ha mai perso.

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Al Mapei Stadium, dove giocherà domani sera, il dominio della Roma è assoluto: 5 vittorie consecutive e un pareggio (lo 0-0 dell’ultimo confronto, nel maggio 2019, costato le residue speranze di andare in Champions League), 11 gol segnati e uno solo subito.

Non è che il Sassuolo sia un avversario facile per tutti, anzi, è una delle due sole squadre (l’altra è la Juve) in vantaggio con l’Inter nella storia della serie A, 7 vittorie a 5; ha battuto 4 volte il Milan (nel 2014 fece licenziare Allegri con un poker di Berardi), 2 volte la Lazio, una la Juve e il Napoli. Ma contro la Roma gli è andata sempre buca. Come a De Zerbi: che in 5 confronti su 3 panchine diverse (Palermo, Benevento e Sassuolo) ha raccolto solo un punto.

fonte  CORRIERE DELLA SERA

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Ora la fascia va al bosniaco Dzeko

 – La fascia da capitano della Roma passerà ufficialmente nelle mani di un giocatore non romano e romanista 7763 giorni dopo l’era di Totti, De Rossi e Florenzi. Con il trasferimento del laterale difensivo al Valencia sarà Edin Dzeko a guidare la squadra giallorossa, diventando il 29° capitano designato della storia del club capitolino.

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L’attaccante bosniaco, riconosciuto dai compagni e dall’allenatore come uno dei leader dello spogliatoio, ha già ricoperto il ruolo in diverse occasioni, ma quella con il Sassuolo sarà la prima partita da capitano a tutti gli effetti, andando ad aggiungersi ad Aldair, Balbo, Voeller, Del Sol, Peirò e Ghiggia tra i calciatori stranieri che hanno avuto tale posizione nella Roma. La storia del centravanti di Sarajevo (la curiosità è che anche il capitano della Lazio è bosniaco) è cambiata in maniera repentina einaspettata in pochi mesi: Dzeko è passato da un addio quasi certo in estate la trattativa è saltata perché l’Inter non ha soddisfatto le richieste di Petrachi – al ruolo di stella assoluta dentro la società di Trigoria. L’obiettivo del numero 9 è quello di  riuscire a conquistare il primo trofeo nella sua avventura italiana e di portare la Roma tra le qualificate alla prossima Champions. Nel mirino personale c’è invece quota 100 gol, un traguardo distante appena una rete dopo essere andato a segno nel derby. Intanto guardando alla partita contro il Sassuolo Fonseca dovrà ancora fare a meno di Mkhitaryan, che ha rinviato ai prossimi giorni il rientro in gruppo dopo la lesione al retto femorale della coscia. «Spero di tornare in gruppo la prossima settimana, voglio segnare e fornire assist. Purtroppo gli infortuni capitano e spero di essere a disposizione per la seconda parte della stagione» le parole rilasciate dall’armeno nel corso dell’evento «A scuola di tifo». Contro i neroverdi il tecnico portoghese  dovrebbe confermare la formazione vista nel derby, con l’unico dubbio che riguarda la fascia sinistra con il ballottaggio tra Spinazzola, tra i più in forma in rosa dopo il mancato trasferimento all’Inter, e Kolarov. In panchina ci saranno anche i nuovi acquisti Ibanez, Villar e  Perez.

fonte  IL TEMPO – BIAFORA

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Petrachi: “Il mercato non è ancora chiuso. Smalling può restare alla Roma, deciderà lui”

Le parole del direttore sportivo giallorosso in merito al riscatto del centrale inglese: “Il ragazzo è molto carismatico, gli piace la città e lo stile di vita italiano”

Dopo gli arrivi di Ibanez, Villar e Perez, Petrachi lavora al riscatto di Smalling dal Manchester United. Il direttore sportivo in un’intervista per Daily Mail ha rilasciato le seguenti dichiarazioni sul centrale inglese:

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“Esiste la possibilità che Smalling resti alla Roma. Sarà il giocatore a decidere cosa fare. Se davvero vorrà rimanere allora noi saremo ben felici di trasformare il prestito in un trasferimento permanente. Noi siamo molto contenti di Smalling e lui lo sa. Con il Manchester United i rapporti sono eccellenti e fra i club c’è davvero grande feeling. Il ragazzo è molto carismatico, gli piace la Roma e lo stile di vita italiano. Credo che Smalling si trovi molto bene a Roma, si senta felice e questo lo fa rendere ad alti livelli. Segue un corso di italiano per migliorare la sua conoscenza della lingua. Questo mi ha reso molto felice perché dimostra che il ragazzo è intelligente. Tecnicamente è molto forte, ero convinto che questo affare potesse funzionare e sono contento stia andando bene. Smalling voleva dimostrare la sua forza. Il mio obiettivo è far giocare meglio le persone e creare armonia intorno a loro. Stavo cercando un difensore centrale aggressivo per sostenere un giovane come Gianluca Mancini. Smalling è stato perfetto per aiutarlo a crescere rapidamente. L’inglese è un ragazzo serio e professionale, una brava persona.”

Petrachi era oggi presente all’Hotel Sheraton e ha lasciato alcune dichiarazioni ai cronisti presenti sul campo: “Il mercato non è ancora chiuso. Valuteremo le occasioni, finchè questa finestra non si chiude non si può dire che sia finito. Un sostituto di Florenzi? Non parlo delle opzioni”.

fonte  Daily Mail

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Mercato, l’ex Roma Iturbe torna in Italia: visite mediche con il Genoa

L’esterno argentino arriva in rossoblù con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 4 milioni di euro

Juan Manuel Iturbe torna in Italia. Come riporta Sky Sport, l’ex calciatore della Roma è arrivato questa mattina presso il Baluardo di Genova per sottoporsi alle visite mediche di rito con i rossoblù.

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Un ultimo step prima di apporre la propria firma sul contratto. Il paraguaiano, nell’ultima stagione al Pumas in Messico (20 partite e 2 gol), arriva sulla base di un prestito con diritto di riscatto, pronto a diventare obbligo al raggiungimento di un determinato numero di presenze, a circa 4 milioni di euro.

fonte  Sky Sport

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Fonseca: “La Roma è un club con tifosi unici. Sono molto orgoglioso dei miei calciatori”

Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha parlato ai microfoni di Empower Sports del derby e dell’atmosfera che si respire all’Olimpico:

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I tifosi all’allenamento pre derby?
“La Roma è un club con tifosi unici, avere avuto i nostri tifosi vicino nell’allenamento della viglia è stato un momento molto forte e molto emozionante. Posso dire che ho vissuto tante cose nel calcio, ma niente è uguale a questa. Avere questo tipo di supporto prima di una partita è un qualcosa che non ho mai vissuto e ricorderò per sempre”.

Il tifo allo stadio?
“La passione che i tifosi hanno per la Roma è qualcosa di unico. Il tifo allo stadio, l’atmosfera che si è creata il giorno del derby è stata qualcosa di fantastico e che ci ha dato una grande spinta”.

Il derby?
“Peccato non aver vinto, siamo stati coraggiosi e abbiamo creato tanto contro una squadra forte come la Lazio. Meritavamo di vincere, non è stato così ma sono molto orgoglioso dei miei calciatori”.

fonte  Empower Sports 

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Fonseca insiste per il killer Mertens ma a Petrachi manca il sì del belga

Pronta per l’estate un’operazione da circa trenta milioni totali, stipendio compreso

Petrachi, con la supervisione di Fienga che è l’unico riferimento del futuro proprietario Friedkin, già guarda all’estate. E si muove, con largo anticipo, sul mercato, seguendo le indicazioni di Fonseca che ha chiesto 3 rinforzi per la nuova Roma, scrive Ugo Trani su “Il Messaggero”. Eccoli: l’attaccante che porti in dote gol in doppia cifra e capace di fare sia l’esterno che il vice Dzeko; la coppia di terzini, destro e sinistro, per arricchire la difesa a 4.

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Il portoghese, prima di Natale, è uscito allo scoperto con il ds. “Mi serve un killer in area di rigore”. E il profilo ideale per il suo sistema di gioco: Mertens. Il belga del Napoli, 33 anni il prossimo 6 maggio, sarà libero il 30 giugno: contratto in scadenza. Il club partenopeo sa che sarà complicato trattenerlo, anche perché De Laurentiis non è disposto ad accontentarlo sull’ingaggio. Trattativa sospesa e spostata a metà febbraio.

La Roma, a fine 2019, ha invece aperto il contatto con l’entourage del calciatore e impostato il piano per portarlo nella Capitale. L’investimento, pur non dovendo pagare il cartellino, sarebbe comunque di primo piano: triennale da 4 milioni netti, bonus d’entrata di 5 e premio alla firma per il manager di 3. Operazione da circa 30 milioni (compreso lo stipendio lordo nelle 3 stagioni). L’acquisto, considerata l’età del belga, sarebbe in contrasto con il nuovo corso che punta sui giovani e su giocatori di 26-27 anni (gli over 30, invece, solo in prestito: vedi Mkhitaryan e Kalinic). Lo strappo alla regola, però, diventerebbe possibile per le caratteristiche di Mertens, titolare a sinistra e centravanti di scorta. Nella sede di viale Tolstoj sanno di dover ancora affrontare l’ultimo ostacolo. Non è l’ingaggio, ma il sì di Dries. Che, legatissimo al Napoli, preferirebbe andare all’estero per non passare da traditore.

fonte  Ugo Trani su “Il Messaggero

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Florenzi, Fonseca e il colloquio post derby. Ecco il retroscena

Il capitano avrebbe chiesto garanzie tecniche e spiegazioni riguardo il like su Instagram al commento sulla sua possibile cessione

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Quasi ai titoli di coda l’avventura di Florenzi con la Roma. La situazione si sarebbe complicata, secondo quanto riporta Sky Sport, subito dopo il derby dello scorso weekend. Il capitano giallorosso avrebbe chiesto infatti un colloquio con Fonseca, sia per capire la sua posizione a livello tecnico sia per chiedere spiegazioni riguardo il like del profilo dell’allenatore su un post Instagram che invocava la cessione del calciatore. Fonseca avrebbe confermato la sua linea di non assicurare il posto da titolare a nessuno e, per quanto riguarda i social, avrebbe spiegato a Florenzi di aver già chiesto l’aiuto della polizia postale per individuare i responsabili del like incriminato.

fonte     Sky Sport

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Mercato Roma, piace Favilli: ecco il domino con Inter e Monaco per arrivare all’attaccante

Il diesse giallorosso dopo Ibanez, Perez e Villar potrebbe piazzare un ultimo colpo per il reparto offensivo

“Il calciomercato non è ancora chiuso, saremo attenti alle ultime opportunità” ha detto Petrachi oggi da Milano.

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Come scrive il portale gianlucadimarzio.com, l’occasione potrebbe chiamarsi Favilli. Il diesse giallorosso sarebbe molto interessato dal profilo dell’attaccante classe 97′ del Genoa. Un’operazione, però, che a cascata ne coinvolge altre due perché l’Inter cerca un centravanti al posto di Sanchez e lo avrebbe individuato in Slimani del Monaco che per tutelarsi avrebbe chiesto a sua volta Kalinic ai giallorossi. Con la partenza del croato allora la Roma potrebbe chiudere per l’attaccante rossoblu.

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Florenzi sceglie l’Europeo

 – Fa effetto che l’uomo designato a rappresentare la squadra ammaini la bandiera a metà stagione. Alessandro Florenzi lascia la Roma e va in prestito al Valencia. Sulla sua decisione influisce il fatto di voler giocare per non perdere il treno dell’Europeo a giugno.
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Un arrivederci che somiglia molto ad un addio posticipato. Perché con Fonseca in panchina (con il quale ha avuto un incontro chiarificatore negli ultimi giorni) appare improbabile trovare spazio. Florenzi è atteso in Spagna per svolgere le visite mediche e apporre la firma sul contratto.

La partenza dell’ormai ex capitano giallorosso ha effetti anche su altre operazioni di mercato. Cetin, ad esempio, nonostante il Lecce prema per averlo in prestito, ha per ora ricevuto il veto di Fonseca, che si sente più sicuro con il turco in rosa che eventualmente può essere spostato a destra. L’altro indiziato a salutare, Jesus, ha rifiutato il Cagliari. Rimane la Fiorentina che tuttavia, dopo essersi risollevata in classifica, non sembra più avere l’urgenza di prendere un difensore. Il Rennes non intende garantire l’intero ingaggio a Nzonzi che a sua volta ha rifiutato il West Ham. E il coronavirus ha bloccato il trasferimento in Cina di Pastore. La Roma, infatti, aveva trovato una squadra all’argentino, bypassando il salary cup di tre milioni con uno sponsor che copriva per intero l’ingaggio del trequartista. Il rinvio del campionato di due mesi ha però fatto saltare il trasferimento.

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Valeria Biotti …La Pancia del Tifoso “Ambiente” Roma? Ma io non ci sto più e i pazzi siete voi

 

“Roma è così – ci dicono – basta fare risultato una volta e sono tutti fenomeni, sbagli una partita e diventano tutti mediocri”. È il luogo comune che ci racconta altalenare tra le due polarità, in un estremismo esasperato che non giova al cosiddetto ambiente.
Ma se ci sediamo sul divano con un’abbondante dose di generi di conforto e ci “gustiamo” in rapida sequenza Roma-Torino e Roma-Lazio, forse il dubbio che la bipolarità non appartenga esclusivamente alla piazza possiamo anche concedercelo.
La Roma contro il Toro a mala pena scende in campo. Disunita, pigra, povera di idee e di voglia: sembra una scolaresca alla prima ora del lunedì mattina. Il risultato, giustamente, la punisce.
Il derby vede una squadra del tutto rilucidata. In cui perfino Santon ne dribbla tre-quattro, mentre più avanti Under pare un fenomeno. Combatte – la Roma – propone, torna. Dialoga e inventa. Se vedesse anche la porta – e solo quella avversaria, risparmiando la propria – sarebbe perfetta. L’esito sancisce uno striminzito, immeritato pareggio.
Al netto degli episodi, degli arbitri e delle congiunture astrali, al termine dei 180 minuti di visione delle due gare, qualsiasi osservatore super partes attribuirebbe la dissociazione più che altro ai calciatori, liberando dal peso della diagnosi i tifosi.
Dopo un derby in cui hai preso a pallonate la terza in classifica, fa ancora più male il ritardo dalle prime. Eppure – assieme ai meriti della prestazione – i limiti della rosa appaiono palesemente sotto gli occhi di tutti.
In una Roma “commissariata” dal cambio di proprietà in corsa, allora, la rabbia per un campionato non del tutto inespugnabile si fa ancora più forte. Sarebbe facile gridare contro gli obiettivi che sfumano e un non esaltante quarto posto ancora in bilico.
Eppure l’Olimpico canta; e le trasferte si colorano di giallorosso. “Questi tifosi sono dell’altro mondo”, esclama Fonseca con gli occhi sgranati e lo sguardo serio.
Ecco, lui lo ha capito: questo è “l’ambiente”. Non scordatelo mai

FONTE   Valeria Biotti    Corriere dello Sport 

Speaker e giornalista   ReteSport fm 104,200 

Dal lunedì al Venerdì dalle  15 alle 18

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Oggi si decide se operare Diawara

 

– Giorno di riposo per la Roma dopo il tour de force con Parma, Genoa, Juventus e Lazio. I giallorossi riprenderanno ad allenarsi domattina alle 11 in vista del match di sabato in casa del Sassuolo, una partita in cui Fonseca probabilmente avrà di nuovo a disposizione anche Mkhitaryan dopo aver già recuperato Pastore e Perotti. Nulla di preoccupante per Santon, costretto al cambio ieri per dei semplici crampi.

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Intanto in giornata arriverà il responso su Diawara e si capirà la strada da seguire per recuperare al meglio dalla lesione al menisco esterno del ginocchio sinistro. Il centrocampista in caso di operazione rischierebbe di star fuori fino a tre mesi, saltando quasi tutto il resto della stagione. Per questo motivo la Roma e lo stesso Diawara stanno valutando l’ipotesi di una terapia conservativa, in modo da accorciare lo stop.

fonte IL TEMPO – BIAFORA

Oggi si decide se operare Diawara

Fonseca: “Sono triste e orgoglioso”

– Non ha ancora vinto un derby ma non lo ha neppure perso. Due pareggi su due, molto diversi tra loro. Se all’andata la bilancia delle occasioni pendeva per la Lazio, stavolta c’è da mangiarsi le mani per Fonseca. Un dominio totale contro la squadra più in forma del campionato non è bastato per vincere. Perché questa squadra ha ricominciato a «segnarsi» dei gol contro da sola e fa una fatica enorme a buttarla dentro la porta avversaria. «Sì, sono triste – ammette il portoghese – meritavamo di vincere come dice Inzaghi, ma quello che i ragazzi hanno fatto mi lascia molto orgoglioso. Abbiamo giocato una grande partita contro una bellissima squadra. Le statistiche del match sono incredibili, abbiamo avuto coraggio, giocando sempre nella metà campo offensiva e creando situazioni. Cosi è più facile credere in questa squadra».

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Al gruppo dispensa solo elogi. «I ragazzi sono tristi per non aver vinto. Dobbiamo mantenere sempre l’equilibrio e avere questo coraggio, ma vincendo». Sarebbe bastato un banale intervento diPau Lopez per portarla a casa, ma Fonseca non infierisce. «E’ una situazione infelice che può succedere. Lui è un gran portiere e ha fatto tanto bene in altre partite». Applausi anche a Under,che ultimamente lo aveva deluso: «Ci ho parlato in settimana e abbiamo affrontato tante cose. Ha capito che deve dare di più in fase difensiva. Sono molto soddisfatto del suo atteggiamento». Poi spiega la scelta più delicata: tenere in panchina in un derby Kolarov. «E’ un giocatore molto importante, ho avuto il dubbio fino a sabato poi ho deciso che Spinazzola era meglio per affrontare la Lazio. Penso che con Lazzari su quella fascia sia stato giusto così».

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Sul rigore prima dato e poi tolto glissa – «la situazione non è chiara, devo vederla meglio» – e ora guarda avanti con più fiducia: «Possiamo vincere, perdere o pareggiare, ma con questo atteggiamento è più facile vincere». E, magari, con qualche giocatore in più disponibile, anche grazie al mercato. «Normalmente quelli che stanno meglio si infortunano. Non è facile trovare una stabilità, ma giocando così possiamo sopperire». Menzione finale per il sostegno dei romanistiprima e durante il derby. «Questi tifosi sono di un altro mondo. E’ stato fantastico quello che hanno fatto. Vivere con questa atmosfera è più facile per chi ama realmente il calcio».

fonte  IL TEMPO – AUSTINI

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Lo Stadium colpisce ancora. Piccola Roma, la Juve vince facile

 

– Il decimo ko allo Stadium della gestione Pallotta è servito, ed è uno dei piatti più pesanti da dover far digerire alla tifoseria giallorossa. La Roma, infatti, al 45′ è già sotto per 3-0 contro una Juventus a cui è bastato pigiare leggermente il piede sull’acceleratore per portare a casa una semifinale di coppa Italia che da queste parti manca dal 2016.

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La Roma sembra fare da sparring partner nel primo tempo e si piega come una canna al vento sotto i colpi di Cristiano Ronaldo, Bentancur e Bonucci. Il vantaggio del fenomeno portoghese arriva su un pasticcio di Florenzi, il raddoppio è un regalo di Mancini. Il tris nasce da una dormita generale con il difensore juventino lasciato tutto solo in area. Un disastro senza appello e un approccio che ha ricordato il primo quarto d’ora visto all’Olimpico 10 giorni fa sempre con la Juve.

Nella ripresa la squadra di Sarri ha tirato i remi in barca così la Roma ha trovato prima il palo clamoroso di Kalinic a porta vuota, poi il bel gol di Under nell’unico lampo del turco prima dell’errore sotto porta di Florenzi e nelle parate di Buffon in un finale senza storia. Quello del numero 17 è il secondo gol su azione degli ultimi 9 anni allo Stadium. Un dato inquietante mai registrato nella storia giallorossa.

Fonseca si giustifica così: “Fino agli ultimi 30 metri abbiamo fatto una buona partita. La differenza con la Juve sta nella qualità sotto porta. Ronaldo è uno che non sbaglia. Tutti gli attaccanti potevano fare meglio, non solo Kalinic”. Poi lancia un segnale preciso a Petrachi: “Sono molto preoccupato per il derby viste le assenze. Dal mercato ci servono uno-due giocatori. Ora cerchiamo di recuperare qualcuno perché con la Lazio sarà dura”. Una nuova sconfitta nel derby aprirebbe di fatto la crisi. In attesa di Friedkin. Tanto per rendere ancora più amara la serata è arrivato pure l’infortunio a Diawara, uscito per un dolore al ginocchio sinistro che sarà valutato in giornata. Il rischio, visto il gesto del centrocampista, è che possa trattarsi di un problema serio.

fonte  LEGGO – BALZANI 

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Friedkin, tentazione derby

– Non era allo Stadium, ma non è esclusa una capatina al derby di domenica. Di sicuro Dan Friedkin non vede l’ora di diventare il presidente della Roma. Il magnate texano, in compagnia del figlio Ryan, è ancora a Milano, dove è atterrato in elicottero da Lugano lunedì scorso. La settimana scorsa si è incontrato a Londra con Vitek.

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La due diligence legale di fatto al termine del suo percorso. La data probabile per il passaggio di consegne ufficiali è quella di San Valentino. Intanto però l’ultimo mercato di Pallotta piange: Politano è vicino al Napoli mentre Klopp ha chiuso la porta per Shaqiri almeno fino a giugno. Resta Januzaj su cui c’è il Milan, e spunta l’ex Caprari.

FONTE    LEGGO – BALZANI –

 

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Juventus-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani: Florenzi e Cristante dal 1′, dentro Kalinic

Il capitano giallorosso torna titolare dopo la squalifica in campionato. Anche l’ex Atalanta verso una maglia dall’inizio mentre Dzeko è out per il rosso a Firenze dello scorso anno e lascia spazio a Kalinic

La Roma torna in campo per sfare il tabù Juventus. Nove sconfitte nelle ultime nove sfide in trasferta sono un fardello pesante, di cui stasera Fonseca proverà a disfarsi. I giallorossi scendono in campo nei quarti di finale di Coppa Italia confermando – con alcuni cambi – la formazione che ha vinto in casa del Genoa, ad eccezione del ritorno di Cristante dal 1′ al posto di Veretout e il possibile impiego anche di Florenzi da terzino a destra (o, in alternativa, addirittura da esterno alto al posto di Under) con Spinazzola in panchina. Per il resto spazio a tutti i titolarissimi, con Dzeko squalificato che lascia lo scettro di riferimento centrale a Nikola Kalinic. Ecco le probabili formazioni dei principali quotidiani:

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IL CORRIERE DELLA SERA (4-2-3-1):
Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Under, Pellegrini, Kluivert; Kalinic.

IL CORRIERE DELLO SPORT (4-2-3-1)
Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Under, Pellegrini, Kluivert; Kalinic.

IL MESSAGGERO (4-2-3-1):
Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Under, Pellegrini, Kluivert; Kalinic.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (4-2-3-1):
Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Under, Pellegrini, Kluivert; Kalinic.

TUTTOSPORT (4-2-3-1):
Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Under, Pellegrini, Kluivert; Kalinic.

LEGGO (4-2-3-1):
Pau Lopez; Spinazzola, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Diawara; Florenzi, Pellegrini, Kluivert; Kalinic.

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Iturbe: “Roma mia, che rimpianti! Dopo quella notte a Torino ho tradito le tue attese”

L’ex attaccante giallorosso torna sugli anni a Trigoria e il flop: “Dispiace non essere riuscito a fare quello che Sabatini si aspettava da me”

L’ultimo gol della Roma in casa della Juventus è datato 5 ottobre 2014, quando i bianconeri vinsero 3-2. Era la Roma di Rudi Garcia, che quella sera ‘suonò’ il violino in seguito alle polemiche arbitrali per le decisioni di Rocchi sul gol di Bonucci e sui rigori. A mettere a segno quella rete è stato Iturbe, che sembrava aver cominciato con il piede giusto, salvo poi rivelarsi un flop totale. Il paraguaiano, ora ai messicani del Pumas, ha parlato a ‘La Gazzetta dello Sport’: “Ricordo che abbiamo fatto una bella gara e anche loro non hanno giocato male. Sapevamo che andavamo ad affrontare i campioni d’Italia, una squadra fortissima, noi invece eravamo un gruppo abbastanza nuovo e siamo andati a giocarcela. La Juve ha vinto alla fine, ma se ci fosse stato il Var…“

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Oggi c’è Fonseca, lei ha avuto Spalletti e Garcia: che ricordi ha di loro?
Garcia mi ha voluto a Roma, gliene sono grato. Spalletti ha un carattere forte, è stato uno dei migliori per me. Lui ti insegna, si in****a se le cose non vanno bene, io lo vorrei tutta la vita uno del genere. Garcia è un po’ più tranquillo, diciamo così.

Di Sabatini invece?
Gli voglio molto bene. È stato il primo a chiamarmi per portarmi a Roma e ha fatto tutto lui. Se ho giocato nella Roma è merito suo, mi ha voluto a tutti i costi e io non posso che ringraziarlo. Mi dispiace non essere riuscito a fare quello che si aspettava da me.

I tifosi si aspettavano tanto da lei…
E a me dispiace che le cose non siano andate nel modo giusto. La Roma è ancora oggi per me una squadra unica, mi sono trovato bene, ero e sono innamorato della città, purtroppo non è andata. Sapevo cosa significa giocare nella Roma, c’erano tanti giocatori forti, per me è stato un onore.

fonte    La Gazzetta dello Sport