Roma, difesa horror: nel 2020 tra le 5 peggiori. Ma Smalling può restare

Nei cinque match giocati in quest’anno solare i giallorossi hanno incassato dieci gol (come la Sampdoria). Peggio solamente Cagliari, Torino, Brescia e Spal

John Madden, uno dei più grandi allenatori della storia del football americano, diceva che “gli attacchi fanno vendere i biglietti, ma le difese vincono le partite”. Una frase presa in prestito nel corso degli anni a decine di latitudini, applicabile come teoria fondamentale in ogni sport.

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Questo ci dice che Paulo Fonseca e la Roma oggi hanno un problema doppio. L’attacco non gira come dovrebbe da inizio campionato, ma se prima la difesa stava dando qualche soddisfazione, adesso la situazione è cambiata. Nel 2020, dunque nelle ultime cinque partite di campionato, i giallorossi hanno incassato dieci gol. Due a partita. Come la Sampdoria. Peggio di loro solo quattro squadre: Cagliari, Torino, Spal e Brescia.

CHE SUCCEDE? Il tecnico portoghese dopo il crollo col Sassuolo si è detto molto preoccupato e ha provato a interpretare questa nuova attitudine negativa come “problema mentale”. L’approccio al match di Reggio Emilia della sua squadra non può che dargli ragione. Lo stesso si è ripetuto nel match contro la Juventus, quando dopo 10′ i bianconeri erano avanti 0-2. Errori di mentali dunque, ma non solo. Spesso la componente individuale è decisiva. E come capitava lo scorso anno a Di Francesco (che spesso sottolineava gli errori dei suoi giocatori), anche ora la Roma continua a pagare carissima ogni distrazione. Il gol subìto a Genoa quasi a tempo scaduto è stato l’unico ininfluente. L’errore di Veretout contro la Juventus, quello di Pau Lopez al derby e quelli di Mancini contro il Sassuolo sono costati almeno 6 punti. Troppi.

RISCATTO La Roma ha in rosa sei centrali difensivi. Nonostante ciò la titolarità della coppia Smalling-Mancini non è in dubbio. La colpa delle difficoltà non può essere solo loro (la linea mediana non fa filtro come dovrebbe) ma di certo una fetta di responsabilità ce l’hanno. Fonseca continuerà ad affidarsi ai suoi due titolari, sperando nel riscatto già col Bologna. Il clean sheet in campionato manca ormai dal 6 dicembre.
Le trattative per trattenere l’inglese intanto proseguono. E più passa il tempo, più aumenta la convinzione della Roma di chiudere positivamente la questione. Il Manchester United è pronto a lasciarlo andare definitivamente, anche perché Smalling ha già detto a chiare lettere di voler restare nella capitale a fine stagione. La sua famiglia è felice, lui pure. Petrachi spera di chiudere prima della fine del campionato.

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Trigoria, Roma al lavoro: parte dell’allenamento in gruppo per Mkhitaryan –

Squadra in campo per il secondo allenamento della settimana con i giallorossi che torneranno a giocare venerdì all’Olimpico contro il Bologna

Secondo giorno di lavoro settimanale per la Roma, che dopo la sconfitta con il Sassuolo ha l’occasione per riscattarsi venerdì alle 20.45 all’Olimpico. Fonseca non avrà Pellegrini (squalificato) ma ritroverà almeno nei convocati Mkhitaryan. Al posto del numero 7 sulla trequarti ci sarà il ritorno di Javier Pastore, con Under e Perotti sulle fasce. In difesa tornerà Kolarov.

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INDISPONIBILI

Nicolò Zaniolo: rottura del legamento crociato anteriore con annessa lesione meniscale, stop di sei mesi.

Davide Zappacosta: rottura del legamento crociato del ginocchio destro, rientro tra 1 mese.

Amadou Diawara: lesione al menisco esterno del ginocchio sinistro, rientro tra circa un mese.

ALLENAMENTO

Ore 11.00 Lavoro diviso tra palestra e campo per la squadra con la seduta che è durata circa due ore. Ampio focus tattico in vista del Bologna e la buona notizia arriva dal parziale rientro in gruppo per Mkhitaryan. Svolgono differenziato Diawara, Zaniolo e Zappacosta. 

PROBABILE FORMAZIONE

La Roma cambia, squalifiche e infortuni ridisegnano ancora la formazione di Fonseca. Pau Lopez tra i pali, a destra ballottaggio tra Santon e Spinazzola. Mancini e Smalling rimangono in difesa mentre torna Kolarov torna sulla sinistra. In regia Cristante e Veretout. Dopo la delusione di Reggio Emilia davanti Under, Pastore (Pellegrini squalificato) e Perotti a sinistra al posto di Kluivert. Dzeko centravanti.

Roma (4-2-3-1): Pau Lopez; Santon, Mancini, Smalling, Kolarov; Veretout, Cristante; Under, Pastore, Perotti; Dzeko.

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Roma, niente operazione per Diawara: continuerà con la terapia conservativa

Nuovi accertamenti tra una settimana, al più tardi dieci giorni, diranno di più sulla situazione del ginocchio sinistro infortunato

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Amadou Diawara, infortunatosi con la Juventus in Coppa Italia, aveva riportato una lesione al menisco esterno del ginocchio sinistro. Per oggi era atteso un responso sul possibile intervento chirurgico che per il momento sembra scongiurato. Il centrocampista guineano, infatti, continuerà con la terapia conservativa già intrapresa dopo i primi esami a Villa Stuart. Ulteriori accertamenti per monitorare lo stato di risposta del ginocchio verranno fatti tra una settimana, al più tardi entro dieci giorni. Dovesse essere confermato questo iter riabilitativo, l’ex Napoli potrebbe accorciare i tempi di recupero inizialmente stimati.

 

Europa League, ufficializzata la lista Uefa

E’ stata ufficializzata la lista Uefa da parte della Roma per la seconda parte di stagione che vedrà i giallorossi partire dai sedicesimi di Europa League, con avversario il Gent. Oltre ai nuovi, fatta eccezione per Ibanez, entra tra gli utilizzabili in Europa anche Cetin. Escluso invece Juan Jesus oltre a Zappacosta. Queste le scelte di mister Fonseca:

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Portieri: 13 PAU LOPEZ, 83 MIRANTE, 45 CARDINALI*

Difensori: 6 SMALLING, 11 KOLAROV, 15 CETIN, 18 SANTON, 20 FAZIO, 23 MANCINI, 37 SPINAZZOLA, 61 CALAFIORI*

Centrocampisti: 4 CRISTANTE, 7 LOR. PELLEGRINI, 14 VILLAR, 21 VERETOUT, 27 PASTORE, 42 DIAWARA, 77 MKHITARYAN

Attaccanti: 8 PEROTTI, 9 DZEKO, 17 ÜNDER, 19 KALINIC, 31 PEREZ, 53 RICCARDI*, 99 KLUIVERT

* giocatori Under 21 nella Lista B

 

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Kluivert: “Roma, sogno di vincere la Champions. Che fastidio quando mi davano del raccomandato”

Le parole dell’esterno olandese ai microfoni di Dazn: “Cristiano Ronaldo è un idolo, io e de Ligt abbiamo bisogno di tempo: la gente è sempre pronta a criticarti”

Justin Kluivert ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Dazn, parlando dei suoi esordi fino all’arrivo alla Roma. Ecco le sue parole.

La prima partita con l’Ajax.
Questo è stato l’inizio di tutto, il mio debutto con l’Ajax. Non riuscivo a smettere di sorridere, ero felice perché il sogno che avevo da ragazzino si stava realizzando. Nessuno avrebbe più potuto rovinare quel giorno o quella stagione. Ero felicissimo, il telefono era impazzito. Anche mio padre era giovanissimo quando ha esordito con l’Ajax, che ci sia riuscito anche io è meraviglioso, non riesco neanche a immaginare come sarebbe se ci riuscisse anche mio figlio, un giorno. Per arrivare a quel momento ho speso un sacco di “energie, sangue, sudore e lacrime”, come dice la canzone di André Hazes che si sente all’Amsterdam Arena: “Bloed, zweet en tranen”. Ed è veramente tutto quello che devi fare. La dedizione è importante ed è per questo che ho avuto questa opportunità.

 

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Sul rapporto col padre (gli mostrano una foto, ndc).
È il mio idolo, la guida che ho sempre seguito fin da bambino. Ha fatto così tante cose nella sua carriera… abbiamo tutti un modello, per me è mio papà. Sul pallone è disegnata una mela, per un compleanno mi regalò una specie di mela di vetro e mi disse: “La mela non cade mai lontano dall’albero”. È una cosa speciale per me. È una bella immagine. Lui aveva bei numeri. Sono molto diverso da lui, però vedendo questi video penso di aver ereditato qualche giocata. Qui era al Barcellona, una fase bellissima della sua carriera. Dopo le partite potevo correre in campo e giocare con i miei fratelli, siamo due dalla stessa madre e altri due fratelli ma comunque siamo solo maschi in famiglia. Con i miei fratelli giocavamo ovunque, che fosse in uno stadio enorme o per strada.

La conversazione con Mourinho. 
Quando ho giocato con l’Ajax contro Mourinho è venuto da me e tutti mi chiedevano cosa avesse detto. In realtà era solo felice di vedermi giocare nell’Ajax perché mi aveva visto crescere quando era nello staff del Barcellona. No, non ha provato a comprarmi (ride, ndc). Non è andata così, no.

Le giovanili all’Ajax (gli mostrano un video)
Qualche azione la facevo. Non so quanti anni avessi, non più di 12, direi 10. De Ligt? Voleva esultare anche lui staccando la bandierina, ma non ci riusciva. Lo abbiamo preso in giro un po’… In questo video ci sono anche de Ligt e Malen. È bellissimo vedere i compagni con cui giocavo a dieci anni arrivare così in alto. La gente pensa che sia tutto facile e si crea molto velocemente un’opinione negativa di te. Per me è sbagliatissimo, se uno a 20 anni arriva alla Juventus non è così strano che abbia bisogno di imparare. Arrivi in un paese nuovo, devi abituarti, il gruppo è diverso: anche Matthijs ha giocato per più di 10 anni all’Ajax. Andarsene è un passo enorme, lo stesso è stato per me. La gente non capisce le difficoltà, se può ti critica. Dovete darci tempo, non credo sia chiedere troppo.

Lo stile di gioco. 
Mi piace andare in dribbling, provare a far fuori 4 o 5 uomini ma non è così facile. Non ci riesco sempre, ma questa è ancora la mia idea di calcio per essere vincenti.

Però nella tua prima partita co la Roma, contro il Torino, ci hai provato sull’altro lato del campo, ti ricordi?
Certo che lo ricordo, era il mio esordio con la Roma, non lo dimenticherò mai. Servire un assist a Dzeko, che poi segna un gol del genere, è da sogno. Arrivare in un nuovo club ed essere subito determinante è stupendo, non potrei dimenticare quel momento.

Hai una foto con il tuo idolo?
Sai che non ce l’ho? Beh, con mio padre sì… ma con quello cui mi ispiro, per quello che è dentro e fuori dal campo, no. Quello è Cristiano Ronaldo, lo ammiro da quando ero un bambino. Ho anche esultato come lui. Giocavamo contro il Psv in casa, era una partita molto importante. Ho segnato il gol del 3-2 credo e poi l’ho fatto.

Il fratellino Shane. 
Mio fratello è troppo divertente, è il migliore. Gioca nel Barcellona U13. Molti pensano che io giocassi nell’Ajax o che lui sia al Barcellona grazie a mio padre, ho sempre risposto di venirmi a vedere giocare. Questo mi ha reso il giocatore che sono oggi, era qualcosa che mi bruciava dentro.

Il gol contro il Viktoria Plzen.
La storia di Nouri è qualcosa che non puoi capire se non sei lì. Lo conosco bene, era un piccolo idolo per me. In quell’Ajax era il migliore, un leader, un gentleman nonostante l’età. Lo rispettavano tutti. Quel gol, come tutti gli altri che ho segnato, sono un po’ per lui. E questo era un gol importante. Sono diventato il più giovane a segnare un gol in Champions League, è fantastico che il mio nome sia nella storia del club. Ma è stato solo l’inizio, di gol ne voglio fare molti altri in tutte le competizioni e sono certo che ci riuscirò.

Ora Fonseca loda la tua visione difensiva, è strano per un attaccante.
Sì, è vero, quando sono arrivato qui ero terribile in fase difensiva quindi mi sono focalizzato molto su questo. Nella fase di non possesso avevo molti problemi e in Italia devi saper giocare anche per gli altri: se non difendi non vai in campo. Devi dimostrare di essere all’altezza quando hai il pallone, ma anche quando devi recuperarlo.

Kluivert vede una foto del papà che alza la Champions.
Qui non solo papà l’ha vinta, ma anche segnando il gol decisivo. Voglio che mi scattino esattamente la stessa foto un giorno con la Coppa tra le mie mani. Quale maglia avrò addosso quando vincerò la Champions? Spero quella della Roma, ma nessuno può leggere il futuro. Il futuro è tutto da scrivere.

FONTE  Dazn

 

Friedkin, firma più vicina. E spunta Capello

Con l’arrivo del magnate texano l’ex tecnico giallorosso potrebbe ricoprire un ruolo dirigenziale

La svolta di Friedkin è sempre più vicina, scrive Francesco Balzani su Leggo. Ieri pomeriggio, infatti, i legali del futuro proprietario sono stati avvistati alla sede amministrativa giallorossa dell’Eur per lavorare insieme agli avvocati di Pallotta e del club al passaggio di proprietà.

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Qualche ora dopo sono arrivati anche alcuni membri del Friedkin Group, tra cui Brian Walker, Matthew Edwards e Brad Breinart così come Guido Fienga, attuale Ceo giallorosso, e il vicepresidente Baldissoni.

L’incontro è durato circa 3 ore ed è andato a buon fine. C’è chi giura di aver visto nella capitale pure lo stesso Friedkin, ma per ora il magnate texano non comparirà in pubblico. Probabilmente lo farà nelle battute conclusive del passaggio di proprietà che dovrebbe avvenire tra il 10 e il 15 febbraio. Ormai mancano solo le firme. Il prezzo per la cessione della società dovrebbe essere sui 700 milioni compresi i 272 di debito e i 130 di aumento di capitale già approvato dall’assemblea degli azionisti. L’insediamento è previsto a marzo e porterà notevoli novità anche da un punto di vista organizzativo. Oltre al figlio Ryan ci saranno altre due figure dirigenziali: una potrebbe essere Fabio Capello. 

fonte Francesco Balzani

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Gioventù bruciata. Processo ai talenti della Roma, Fonseca boccia la linea verde

La strana metamorfosi di Under, Kluivert, Mancini e Pellegrini

Investire sui giovani, spesso, è il miglior modo per arrivare a un successo duraturo, scrive Francesco Balzani

All’estero lo hanno capito da tempo, anche nel calcio. Basti vedere la Cantera spagnola di Barcellona o Madrid oppure la scuola Ajax senza dimenticare gli investimenti fatti nei settori giovanili di Inghilterra e Germania. Per aver successo coi giovani, però, bisogna sapere aspettare e bisogna poter contare su dei modelli perché – come diceva Barthélemy Joubert, illuminato generale francese protagonista della Campagna d’Italia di fine Settecento – i giovani hanno più bisogno di esempi che di critiche.

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Nella Roma proprio questo aspetto sta venendo a mancare e rischia di bruciare quella linea verde che il club ha scelto di sposare da tempo. Dzeko, subito dopo la debacle col Sassuolo, è stato chiaro: “Ci sono tanti giovani che devono capire che non si vive di rendita su una o due partite buone. Bisogna fare sempre di più. Uno o due calciatori non possono far vincere da soli la squadra“.

Un ritornello ascoltato già lo scorso anno. E tra i tanti ragazzi spiccano i volti di Under e Kluivert. Il turco (22 anni) è alla terza stagione di Roma, l’olandese (20 anni) alla seconda. Fin qui hanno messo a segno 5 gol in due, una miseria. Due piccoli patrimoni che rischiano di svalutarsi e che formano il reparto offensivo di una squadra troppo acerba per essere cattiva. A loro si è aggiunto Perez (22 anni) da cui non si può pretendere subito la luna. Fonseca è stufo della crescita zero dei due ragazzi e già col Bologna dovrebbe ripresentare Perotti, in attesa di Mkhitaryan. Misteriosa, e per certi versi sorprendente, pure la flessione di Lorenzo Pellegrini (che sarà sostituito da Pastore venerdì) mentre per Cristante parlano numeri impietosi: 2 vittorie su 9 partite con l’ex atalantino in campo. Praticamente il 47% in meno rispetto al normale.

Alle sue spalle, però, c’è il nulla se si esclude Villar che fino a una settimana fa giocava nella serie B spagnola. In questo caso può far poco se non avanzare Mancini (altro giovane deludente in questo inizio 2020) e rimettere al suo posto un altro vecchio come Fazio. La Roma ha puntato da tempo sulla linea verde ottenendo pure ottimi risultati in termini di investimenti: da Alisson a Zaniolo passando per Marquinhos.

Sonori sono stati pure i fallimenti come Iturbe, Schick, Bianda o Coric. Ci sta quando si rischia. Anche se questo discorso non pare coinvolgere i ragazzi della Primavera ceduti con eccessiva leggerezza (vedi Luca Pellegrini).

Con Friedkin si continuerà a puntare sui giovani, ma senza esagerare. Non a caso nel mirino del magnate texano ci sono anche giocatori esperti come Mertens del Napoli e Lingard del Manchester United. Perché come recita un proverbio africano: “Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada“.

fonte  Francesco Balzani

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Bavagnoli: “Panchina D’Oro è una gratificazione. Un premio che devo condividere con tutti”

Elisabetta Bavagnoli, tecnico della Roma Femminile, ha vinto il premio Panchina D’Oro.
Queste le sue dichiarazioni in conferenza stampa:

“È un premio che, dato dai colleghi, è un riconoscimento gradito. È una gratificazione. Ringrazio il mio staff, le mie giocatrici, l’AS Roma. Il calcio femminile ha fatto un grande passo negli ultimi anni ma abbiamo fatto tante lotte, dalla mia generazione a quella successiva. Da due-tre anni la Federazione ha deciso di intraprendere un percorso importante con un progetto di investimento per il calcio femminile”.

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BAVAGNOLI A ROMA TV

“Per me è stata una grande emozione, un orgoglio perché essere premiati dai propri colleghi è una bella gratificazione. Tutto ciò fa bene al calcio femminile, questa è la strada che stiamo percorrendo e sono onorata e orgogliosa. Voglio ringraziare tutti perché questo è un premio che devo condividere con tutti”.

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