Spalletti: “Fosse per me non avrei mai smesso. La Roma è in buonissime mani”

Luciano Spalletti, ex allenatore di Roma ed Inter, era presente al Gran Galà del Calcio. A margine dell’evento ha parlato ai microfoni di tuttomercatoweb.com del suo futuro e della sua ex squadra:

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Pronto per un’altra esperienza?
“Fosse stato per me non avrei mai smesso. È facile parlare del mio futuro: ho bisogno di un’altra sfida come quelle degli anni precedenti. Vengo dallo Zenit, dalla Roma e dall’Inter, dove ci si doveva rimboccare le maniche per riuscire ad emergere da situazioni complicate”.

Tornerebbe a Roma in futuro?
“Non so cosa capiterà. Mi farà piacere se ci sarà da prendere delle posizioni importanti per ridare forza a un risultato e ridare soddisfazioni agli sportivi. Non so chi potrà avere bisogno: mi sembra che la Roma sia in buonissime mani. Anzi, mi sembra che Fonseca sia stato bravissimo: lui ha una cultura calcistica sua e l’ha adattata bene alla situazione di Roma”.

Florenzi ha salutato la Roma. Cosa ne pensa?
“Purtroppo quando si lavora in un posto si ha a che fare con le cose di quel posto. E non si può accostare questo momento a un altro momento, è una valutazione che va fatta in tempo reale, dentro il contesto lavorativo del momento. Non so rispondere. Florenzi è sicuramente un buon calciatore. L’hanno dato in prestito, può darsi che anche lui abbia scelto di andare a giocare per trovare più spazio. Non sono come è andata”.

fonte  tuttomercatoweb.com

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Veretout, un 2020 al rallentatore: Fonseca aspetta il ritorno del suo uomo ovunque

Dai passaggi ai chilometri percorsi, i numeri del centrocampista francese in queste prime cinque partite dell’anno in campionato sono in netto calo

La Roma si prepara al match contro il Bologna nel periodo più difficile della sua stagione. Se la prestazione nel derby aveva fatto ben sperare, quella contro il Sassuolo ha fatto perdere nuovamente certezze.

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Il 2020 si è aperto con una sola vittoria in cinque partite di campionato (più quella agli ottavi di Coppa Italia), la squadra di Fonseca è in calo e probabilmente non è un caso che questo corrisponda anche a un ‘down’ di Jordan Veretout. Il centrocampista francese al ‘Mapei’ ha chiuso la sua prima parte di stagione mostrando un’altra faccia rispetto a quella della sua prima presenza, proprio contro i neroverdi all’andata. A Bologna, invece, la sua cavalcata irresistibile aveva servito l’assist decisivo a Dzeko nei minuti finali. Un girone dopo l’ex Fiorentina si trova a dover riprendere in mano la situazione in un momento di emergenza soprattutto nel suo reparto. Serve una sterzata importante rispetto ai dati di questo inizio 2020.

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INIZIO ANNO A RILENTO – Veretout da almeno cinque partite di campioanto è meno nel vivo del gioco. A testimoniarlo è il dato sui passaggi, che è calato sensibilmente: in questo 2020 la media è stato di 40,2 totali a partita mentre negli altri 15 match di Serie A la cifra era salita fino a 51,8. Andamento molto simile per quanto riguarda i passaggi lunghi completati, con una media di 1,4 a partita contro Torino, Juve, Genoa, Lazio e Sassuolo. Fino a quel momento, invece, il numero si era attestato a più di 4. Sintomo di un periodo di appannamento anche fisico il fatto che Veretout nel 2020 non abbia mai giocato per tutti e 90 i minuti (in Coppa Italia 27 in due partite). Ora Fonseca si trova in piena emergenza in zona centrale a causa della squalifica di Pellegrini e all’assenza di Diawara. Il francese è diventato un elemento insostituibile per il tecnico portoghese, uomo quasi ovunque. Quasi, perché la flessione è stata netta anche per quanto riguarda i chilometri percorsi. Basti pensare che a novembre era 15esimo in Serie A con più di 11 km di media a partita, ora la statistica è scesa a 10,7 (37esimo posto dietro a tutti gli altri centrocampisti della Roma). Parabola discendente anche per quanto riguarda i passaggi intercettati: 1 solo nelle 5 partite giocate nel 2020, 13 nelle altre 15.

RITORNO AL PASSATO? In attacco, invece, Veretout soffre una posizione che gli consente di essere poco presente in zona offensiva, calcia poco e niente in porta. Con la maglia della Fiorentina era molto più alta la media dei passaggi chiave così come quella delle conclusioni a rete (1,7 contro 0,9) senza contare che in maglia viola era protagonista anche sui calci piazzati. Veretout era un’arma letale su punizione, ma alla Roma lo scettro spetta a Kolarov e questo si riflette anche sul numero dei gol (13 in due anni a Firenze, appena 2 su rigore quest’anno). Nelle sue corde, però, Jordan ha anche una posizione molto più avanzata: in Francia, con la maglia del Nantes, ha ricoperto anche il ruolo di trequartista, segnando anche 7 gol in 40 partite. Uno score di tutto rispetto, che offrirebbe a Fonseca una soluzione in più, magari già contro il Bologna, dove sulla trequarti le opzioni sono ridotte all’osso. Pastore e Mkhitaryan non hanno i 90 minuti, Zaniolo è out. Resta Perotti, che però è meno adatto rispetto allo stesso Veretout o Cristante. Certo è che, in caso di avanzamento di uno dei due mediani, servirebbe far tornare Mancini a centrocampo (Villar è ancora acerbo) con l’inserimento di uno tra Fazio e Cetin in difesa. Giorni di riflessione per Fonseca, che ha bisogno di certezze ma anche di ritrovare il miglior Veretout, il trattore che aveva fatto innamorare sia lui che i tifosi della Roma.

fonte  Francesco Lucca

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De Rossi: “Se restiamo concentrati possiamo battere chiunque. Errore gravissimo sottovalutare il Verona”

Alberto De Rossi, tecnico della Roma Primavera, ha parlato ai microfoni di Roma TV nel pre partita delle seminfinali d’andata di Coppa Italia che vedrà la sua Roma affrontare il Verona in trasferta:

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“La squadra sta bene fisicamente, un po’ meno al livello emotivo, perché è arrivata un’altra sconfitta (contro il Torino, ndr) dopo una prestazione positiva, una sconfitta scaturita soprattutto dagli episodi che sono andati a nostro sfavore. Adesso pensiamo alla Coppa Italia, con un occhio al campionato a cui noi teniamo moltissimo”.

Sull’Hellas Verona.
“Sarebbe un errore gravissimo sottovalutare gli avversari, hanno avuto un percorso meraviglioso e si sono meritati questa chance contro di noi. Prima di parlare della finale c’è da giocare queste due partite. Siamo forti, se restiamo concentrati per 90 minuti possiamo battere chiunque”.

fonte  Roma TV 

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Closing dietro l’angolo

– Un’altra giornata ricca di incontri e faccia a faccia, che avvicina sempre di più la famiglia Friedkin alla Roma. La vera novità di ieri a viale Tolstoj è stata la presenza di Marc Watts, dal 2011 presidente del gruppo fondato negli anni ’60 da Thomas Friedkin, padre di Dan e nonno di Ryan, che avrà un ruolo di primo piano nella futura gestione della società.

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Watts (soggiorna all’Hotel De Russie ed è l’autentico braccio destro di Dan Friedkin), accompagnato nella Capitale da quindici alti dirigenti del consorzio texano che acquisterà la proprietà della Roma, si è recato negli uffici giallorossi all’Eur intorno alle 10.30 di mattina e ne è uscito soltanto qualche minuto prima delle 20 insieme al resto della delegazione. Le sensazioni che filtrano al termine dell’incontro fiume – tutte le bocche sono rimaste più che cucite – sono positive e tutto prosegue secondo il programma stilato dalle due parti, che vogliono arrivare alla firma del contratto preliminare nella seconda metà di febbraio.

La prima parte del summit, che ha visto presenti anche Fienga, Baldissoni, Calvo e Zubiria, è stata relativa agli aspetti finanziari dell’intera operazione: sono stati chiariti alcuni tecnicismi economico-finanziari e le modalità secondo cui verrà strutturato l’affare, che verrà portato a termine da Friedkin mediante la costituzione di un veicolo americano che rileverà da AS Roma Spy Llc le quote di Neep. Nel primo pomeriggio si è poi affacciato nella sede giallorossa anche il direttore sportivo Petrachi, accompagnato dal suo uomo di fiducia Antonio Cavallo, capo degli osservatori. Quello con il dirigente salentino è stato un primo approccio conoscitivo, cosi come era avvenuto già con gli altri dirigenti che lavorano a Trigoria: gli uomini di Friedkin in una prima fase confermeranno l’attuale management e hanno voluto incontrare di persona chi è a capo dell’area tecnica. Nelle riunioni con Fienga e gli altri -Petrachi è stato in sede per circa un’ora – sono stati inoltre illustrati i progetti e le prime linee guida delle strategie future.

Nel pomeriggio si è invece approfondita meglio la parte legale dell’intera trattativa alla presenza degli avvocati Nicolini e Arena dello Studio Chiomenti, advisor di Friedkin, e dei legali che da sempre hanno seguito l’avventura romana di Pallotta. Collegati in conference call c’erano anche gli avvocati di Friedkin che fanno base in Texas e Bob Needham, uomo forte della Raptor che sta seguendo per il presidente della Roma la trattativa: sono stati offerti dei chiarimenti su alcuni aspetti tecnici e legali emersi nel corso della due diligence. Oggi è prevista la terza giornata di appuntamenti propedeutici al «signing» (anche ii cda del gruppo di Friedkin dovrà esprimersi sull’investimento), una fase che sarà poi seguita da tutte le procedure previste da leggi e regolamenti per arrivare al closing definitivo.

fonte  IL TEMPO – BIAFORA 

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Spalletti promuove Fonseca: “È un grande allenatore, ha il bel calcio nel dna ma ha saputo adattarsi”

L’ex tecnico giallorosso ha parlato molto bene del portoghese: “Ha dimostrato intelligenza e conosce la strategia per trasferire entusiasmo a un ambiente importante come quello di Roma”

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Luciano Spalletti è uno degli allenatori più controversi e al tempo stesso importanti della storia della Roma. Nella serata di ieri, il tecnico di Certaldo è tornato a parlare anche dei giallorossi, dalla cessione di Florenzi a un possibile ritorno. Non solo, perché Spalletti ha parlato anche di Paulo Fonseca: “La Roma ha un grande allenatore come Fonseca, che ha nel dna il bel calcio e il bel gioco, conosce la strategia per trasferire entusiasmo a un ambiente importante come quello di Roma – ha detto a ‘Sportitalia’ -, dove hanno visto campioni, hanno visto calcio e realtà importanti. E questo allenatore gliele può far rivivere. Ha dimostrato intelligenza, oltre che mantenere il suo calcio ha saputo adattarsi a un campionato difficile come il nostro”.

fonte  ‘Sportitalia’

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Eriksen rivela: “Totti il mio idolo da ragazzo. E a Football Manager allenavo sempre la Roma”

Il centrocampista danese dell’Inter racconta i suoi modelli calcistici: “Quando sono cresciuto mi sono concentrato solo su me stesso”

Il colpo di mercato invernale della Serie A è stato senza dubbio Christian Eriksen.

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L’Inter lo ha strappato al Tottenham dopo una lunghissima trattativa e i tifosi nerazzurri se lo coccolano. Il talento danese, però, ha rivelato che il suo idolo calcistico era a tinte giallorosse. “Ero un malato di Football Manager (videogioco di calcio manageriale, ndr). Allenavo sempre la Roma, mi piaceva Totti – rivela il classe ’92 in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ -. Poi quando sono cresciuto mi sono concentrato solo su me stesso, su come diventare grande senza guardare gli altri. Ho letto anche tanto su Michael Laudrup, quando giocava lui ero troppo piccolo, ma è stato il giocatore danese più importante di sempre”.

fonte  La Gazzetta dello Sport

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La Roma secondo Friedkin: Mertens come primo regalo

Investimenti, staff, obiettivi di mercato. Il tycoon texano progetta il futuro del club

Le riunioni vanno avanti e le facce sono sempre più sorridenti, scrive Francesco Balzani su Leggo. Prosegue spedita l’ultima fase di trattativa per portare la Roma nelle mani di Friedkin. Ieri, nella sede dell’Eur, si è visto anche Marc Watts il braccio destro di Dan nonché presidente del gruppo legato al texano.

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Una figura di spicco che ha voluto incontrare l’intera dirigenza italiana: Fienga, Petrachi e Baldissoni. I colloqui andranno avanti anche oggi, nel week end i legali di Friedkin torneranno negli Usa con in mano qualcosa in più di un semplice accordo verbale. L’intenzione è annunciare la fumata bianca (da 700 milioni, debiti compresi) entro fine febbraio, ma i tempi burocratici in questi casi sono enigmatici. Nei summit dell’Eur si parla pure della programmazione per la prossima stagione con due piani diversi: uno con la Champions e uno senza.

INVESTIMENTI – Ciò che interessa più ai tifosi è conoscere le mosse di mercato di Friedkin per rinforzare la rosa. Il magnate texano investirà perché convinto che dai risultati sportivi derivino anche i risultati economici ma dovrà fare i conti con un bilancio a pezzi. Nel primo anno potrà godere del via libera dell’Uefa che chiuderà un occhio in caso di sforamento del fair play finanziario. Ci sarà una nuova rivoluzione che riguarderà buona parte della rosa, ma non verranno venduti i migliori come Zaniolo. Anzi, Friedkin vorrebbe presentarsi con due buone notizie: il riscatto di Smalling e l’ingaggio di Mertens a parametro zero. Poi punterà alla Premier (piacciono Lingard e Matic). Linea verde sì, ma non solo quindi.

DIRIGENTIStravolgere la gestione Pallotta, ma senza traumi improvvisi. Per questo nel primo anno resteranno Fienga e Petrachi, poi si vedrà. Accanto a loro, a Roma, ci sarà il figlio Ryan oltre a un’altra persona di fiducia del suo staff. Addio a Baldini.

CAPELLO Ma c’è anche l’intenzione di puntare su una figura di grande esperienza. Capello piace ma Don Fabio sorridendo ammette: “Finora nessuno mi ha cercato“.

Nel prossimo futuro è possibile così come non è da escludere un coinvolgimento di Totti e De Rossi. Previste molte modifiche anche nei settori comunicazione e marketing (col ritorno di Brambilla).

fonte  Francesco Balzani

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Fonseca striglia la squadra. Diawara in stand-by

Il tecnico: “Serve altra mentalità”. Colloquio tra Petrachi e Dzeko. Il regista rimanda l’operazione

Lo aveva detto in modo molto chiaro sabato a fine partita, direttamente nella pancia del Maipei Stadium, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport.

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E lo ha ribadito anche ieri, alla ripresa degli allenamenti. Il colloquio tra Fonseca e la squadra è stato chiaro, schietto, come sempre quando c’è di mezzo il tecnico portoghese.

Troppa superficialità, troppi cali di tensione nei passaggi chiave. Insomma, Fonseca vuole un cambiamento di mentalità se si vuole arrivare fino in fondo. E, cioè, centrare i traguardi stagionali, primo su tutti il ritorno in Champions.

E anche questo è stato oggetto del discorso di ieri, dove l’allenatore ha chiesto concentrazione fino alla fine della stagione. Poco prima, tra l’altro, era stato il d.s. Petrachi ad avere un colloquio personale con Dzeko, dopo le parole rilasciate dal centravanti alla fine di Sassuolo-Roma (“Dobbiamo dirlo, ci manca un po’ di qualità. Qui ci sono tanti giocatori esperti, ma anche tanti giovani che devono capire che non si vive di una o due partite. Bisogna fare sempre qualcosa di più tutti“). Chiarimento avvenuto, nessuna multa per Edin.

E ieri è stato un giorno importante anche per Amadou Diawara. I test atletici a Trigoria non hanno dato esito negativo, il centrocampista non ha avvertito fastidi. Si è così deciso di andare avanti con la terapia conservativa per altri 15 giorni, poi si aumenteranno i carichi di lavoro. Così se Diawara avrà veramente scongiurato l’operazione (per ora) lo si capirà davvero solo quando inizierà ad allenarsi. Lì bisognerà vedere se non gli si «bloccherà» il ginocchio, considerando la lesione al menisco esterno. Al termine della stagione, in ogni caso, Diawara dovrà comunque operarsi. Se tutto andrà bene succederà a maggio, altrimenti bisognerà comunque intervenire prima.

fonte  Andrea Pugliese  La Gazzetta dello Sport.

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Petrachi a Dzeko: “Prendi per mano questi ragazzi”

Il ds ha chiesto proprio a Edin di essere ancora di più una guida, in campo e fuori, investendolo dei gradi di leader

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Due giorni dopo la sconfitta col Sassuolo, Paulo Fonseca si è ritrovato faccia a faccia con i giocatori. Il tecnico era stato preceduto da Gianluca Petrachi che ha avuto un confronto, in particolare, con Edin Dzeko, protagonista a fine gara di alcune dichiarazioni esplicite – riporta ‘La Repubblica’ – che avevano fatto capire come il dibattito tattico sia vivo all’interno dello spogliatoio. Il ds ha chiesto proprio a Edin di essere ancora di più una guida, in campo e fuori, investendolo dei gradi di leader. Petrachi ha poi conosciuto i rappresentanti del gruppo Friedkin: il nuovo proprietario proseguirà con l’attuale management, anche sportivo, salvo gradualmente inserire uomini suoi, compreso il figlio Ryan, che sarà presente con continuità a Trigoria. Sul campo Fonseca ritrova Mkhitaryan mentre dovrebbe essere Pastore (che non gioca titolare dal primo novembre). Prosegue invece la terapia conservativa al ginocchio, Diawara, inserito anche nella nuova lista Uefa.

fonte  ‘La Repubblica’

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