Totti emoziona a “C’è posta per te”: la sorpresa ai ragazzi con la sindrome di down è bellissima

Francesco protagonista da Maria De Filippi: ha convinto i troppo possessivi Luca e Samantha ad essere più generosi

Totti torna ad emozionare a “C’è posta per te”.

I migliori marchi , con una ricerca facilitata , per la necessità del cliente…alla fine diventa un “ gioco “ scoprire oltre 200 marchi primari di assoluta qualità.

Iniziate il vostro tour e buon divertimento

  CLICCA  QUI

wp-1582341420454.jpg

A due anni di distanza dall’ultima volta l’ex capitano della Roma è stato di nuovo ospite del programma di Maria De Filippi. Francesco è stato il “regalo” per Luca e Samantha, due ragazzi con la sindrome di down ritenuti troppo possessivi dai genitori: “Tutto ciò che è tuo, è mio. E tutto ciò che è mio, è mio”, è il loro motto. L’ex numero dieci ha avuto il difficile compito di convincerli a non essere troppo legati alle proprie cose (borse, album dei calciatori, accessori della Roma e oggetti personali) e a iniziare a condividerle con più generosità. E per farlo si è travestito con una lunga barba, capelli incolti e indossato occhiali e cappellino così come aveva fatto De Rossi per camuffarsi al derby: dall’altra parte della busta i due bambini non l’hanno riconosciuto ma piano piano si è tolto la maschera e Luca e Samantha sono esplosi di gioia.

Sei alla ricerca di un marchio importante con un prezzo
                             “SUPERSCONTATO”
Questi sono alcuni fra i molti che troverete

wp-15823729987301664894899.png  wp-1582373022352259755170.png wp-1582373145387261535498.jpgwp-15823732128921546300597.png

clicca qui

PER USUFRUIRE DI UNO SCONTO ULTERIORE E’ NECESSARIO inserire il codice,al momento degli acquisti.

                                   scontoamici

“Ciao Luca, ciao Samantha. Innanzitutto siete stati perfetti perché siete riusciti subito a indovinare e mi sono potuto togliere la barba e i capelli che mi pizzicavano. So che siete speciali e sensibili, però ho visto che siete tirchi sulle cose vostre. Se voi mi date qualcosa, io posso darvi qualcosa in cambio. Volete vedere oppure chiudiamo la busta?”. I ragazzi furbescamente hanno subito accettato. “C’è solo un capitano”, hanno detto i due prima che Francesco iniziasse ad aprire due scatole con dei regali che ha scambiato con i due piccoli protagonisti.

Simpatico il siparietto con Luca quando Francesco gli ha mostrato l’album delle figurine: “L’unica novità è che non ci sto io…”, ha detto Totti tra le risate del pubblico. All’apertura della busta gli sono corsi incontro e si sono abbracciati.

wp-1582445218742212810282.jpg

 

Fonseca spiazza Friedkin e la Roma….

I giallorossi ospitano il Lecce., ma fa rumore la nuova posizione dell’allenatore: “La mancata qualificazione alla prossima Champions non sarebbe un fallimento

La ripartenza lenta in Europa League non basta per sentirsi fuori dalla crisi: la Roma, ospitando (ore 18) il Lecce quintultimo di Liverani (3 successi di fila, però), ha l’obbligo di ricominciare a vincere anche in campionato, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

I migliori marchi , con una ricerca facilitata , per la necessità del cliente…alla fine diventa un “ gioco “ scoprire oltre 200 marchi primari di assoluta qualità.

Iniziate il vostro tour e buon divertimento    

  CLICCA  QUI

wp-1582341420454.jpg

Il rendimento nel 2020 è da zona retrocessione: 4 punti in 7 partite. Addirittura 5 ko (3 in casa). L’unico successo, più di un mese fa a Marassi contro il Genoa, da sommare al pari nel derby.  La zona Champions è a rischio. E, al tal proposito, sorprende la (nuova) posizione di Fonseca. Che, in attesa del 25° turno, mette già le mani avanti: “Restarne fuori non sarebbe un fallimento. Tutti dall’inizio della stagione hanno chiamato questo l’anno zero. È stato cambiato tutto“.

Sei alla ricerca di un marchio importante con un prezzo
                             “SUPERSCONTATO”
Questi sono alcuni fra i molti che troverete

wp-15823729987301664894899.png wp-15823736490831172041542.png wp-1582373145387261535498.jpg wp-1582373495263624344067.png

clicca qui

PER USUFRUIRE DI UNO SCONTO ULTERIORE E’ NECESSARIO inserire il codice,al momento degli acquisti.

                                   scontoamici

Eppure, dall’estate scorsa, il portoghese ha sempre ricordato quale fosse l’obiettivo principale (lo stesso sventolato in piazza pure dal ds Petrachi) nel suo primo anno a Trigoria: non certo il 5° posto, però. Il messaggio dell’allenatore diventa pericoloso: abbassata l’asticella alla squadra. Di sicuro non in linea con il piano ambizioso del futuro investitore e proprietario Friedkin.

“Mi ricordo che quando Klopp è arrivato al Liverpool si è piazzato all’ottavo posto“. Vero. Ma lo prese in corsa (ottobre 2015) al 10°, con la rosa fatta tra l’altro su misura per il predecessore Rodgers. Ottimo, comunque, il suo percorso proprio in Europa League, chiuso poi con la finale persa a Basilea contro il Siviglia. Via con gli esempi, anche per confermare che lui in Italia ha appena iniziato la scuola guida: “a Lazio sta facendo bene, ma quanti anni sono che Inzaghi è con la squadra? Gasperini lo stesso!.

“Io sono una persona positiva e non ho mai pensato che non possiamo arrivare quarti: sono il primo che credo che possiamo giocare la Champions nella prossima stagione. E tocca a me farlo credere ai giocatori”.. Meglio, dunque, riallinearsi con la proprietà Usa (vecchia e nuova). Così il portoghese, magari rendendosi conto di essere andato oltre, ha improvvisamente rilanciato. Al buio, però. Sparito il gioco, evidente è invece il calo fisico, come hanno chiarito in pubblico diversi titolari.

fonte  Ugo Trani

img_20190925_1433025115360404302324567.jpg

Serie A, tre partite rinviate Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari e Inter-Sampdoria sono le partite rinviate in Serie A dopo il decreto legge del governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

La lettera di Spadafora al Coni

“Il Governo si appresta ad emanare misure urgenti per fronteggiare e contenere in modo particolarmente incisivo i casi di contagio da Coronavirus – si legge nella lettera a Malagoò 

I migliori marchi , con una ricerca facilitata , per la necessità del cliente…alla fine diventa un “ gioco “ scoprire oltre 200 marchi primari di assoluta qualità.

Iniziate il vostro tour e buon divertimento      CLICCA  QUI

wp-1582341420454.jpg

Sei alla ricerca di un marchio importante con un prezzo

                             “SUPERSCONTATO”

Questi sono alcuni fra i molti che troverete clicca qui

PER USUFRUIRE DI UNO SCONTO ULTERIORE E’ NECESSARIO inserire il codice,al momento degli acquisti.

                                   scontoamici

Tali misure comprendono anche il mondo sportivo per l’esigenza di prevenire rischi e tutelare al meglio la salute di tutti coloro che, a vario titolo, partecipano alle manifestazioni e alle competizioni. In attesa del perfezionamento dei provvedimenti e della piena ed efficace attuazione degli stessi, su conforme avviso del Consiglio dei Ministri, per ragioni di cautela e massima precauzione, Le chiedo di farsi interprete presso tutti i competenti organismi sportivi dell’invito del Governo di sospendere tutte le manifestazioni sportive di ogni grado e disciplina previste nelle Regioni Lombardia e Veneto per la giornata di domenica 23 febbraio 2020. Tale invito non e’ da estendere agli atleti e gruppi di atleti dei quali siano programmate, per la stessa giornata, trasferte fuori dalle
predette Regioni, salvo che i medesimi atleti e gruppi di atleti provengano dalle aree geografiche gia’ indicate dalle autorita’ sanitarie quali focolai di contagio. Confido nella massima collaborazione di codesto Comitato nazionale e dell’unita’ di impegno da parte di tutti i soggetti che esercitano responsabilità nel sistema sportivo”.
screenshot_2018-07-24-09-42-11_1_1975186116.jpg

Julio Sergio: “Se ho un rimpianto nella mia vita da calciatore è Roma-Samp. A Lecce avrei voluto fare di più”

Julio Sergio, ex portiere brasiliano che ha giocato sia nella Roma che nel Lecce (in prestito proprio dai capitolini), ha rilasciao una lunga intervista per Italsportpress in cui ha parlato dei suoi trascorsi nei due club e del match di domani:

Julio, Roma-Lecce è indubbiamente la tua partita, almeno nel campionato italiano.
“Sono le squadre con cui ho fatto di più. A Roma sono arrivato con la maturità di chi ha 26 anni e da sconosciuto pian piano sono riuscito a diventare titolare per più di un anno. Il Lecce, invece, mi ha preso quando ero un portiere affermato in Italia perché avevo già 60-70 presenze in Serie A. Credo che questa sia stata la principale differenza. Poi le prestazioni sono un discorso a parte perché a Lecce non sono riuscito a mostrare le mie qualità”.

I migliori marchi , con una ricerca facilitata , per la necessità del cliente…alla fine diventa un “ gioco “ scoprire oltre 200 marchi primari di assoluta qualità.
Iniziate il vostro tour e buon divertimento      CLICCA  QUI

wp-1582341420454.jpg

Sei incappato in un gravissimo infortunio al ginocchio durante la tua esperienza salentina. È stato un problema che ha inciso tanto?
“In generale credo che l’avventura a Lecce sia stata perlopiù un’occasione personale. Mi aspettavo qualcosa di diverso. Ho fatto due anni positivi. Quindi ho avuto la possibilità di andare a Parigi, ma non sono andato. Quindi mi ha chiamato il Lecce. Era una piazza che mi piaceva e in squadra aveva moltissimi grandi calciatori. Però io non sono riuscito a esprimere il mio calcio. I tanti infortuni e altri fattori mi hanno impedito di dare al Lecce il mio contributo”.

Dunque il giudizio sull’avventura leccese è positivo?
“È stata una delle esperienze più importanti della mia vita. Ho avuto infortuni gravissimi che mi hanno tolto gli allenamenti e la possibilità di giocare. Ma ci sono cose che i tifosi non vedono, ma sono importanti per le prestazioni. Ad esempio, mia figlia era appena nata in quel periodo. Come esperienza personale è stata molto positiva, una delle più belle della mia vita. Lecce è una città fantastica e mi sono fatto molti amici. Però calcisticamente avrei voluto fare di più. Non ci sono riuscito, ma non solo per colpa mia”.

Sei alla ricerca di un marchio importante con un prezzo
                             “SUPERSCONTATO”
Questi sono alcuni fra i molti che troverete   

wp-15823729987301664894899.png      wp-15823736253121513957735.png    wp-15823736490831172041542.png  wp-1582373495263624344067.png

clicca qui

PER USUFRUIRE DI UNO SCONTO ULTERIORE E’ NECESSARIO inserire il codice,al momento degli acquisti.
                                   scontoamici

Prima hai accennato all’ipotesi di trasferirti al Paris Saint-Germain. Ora prenderesti la stessa decisione?
“No, c’era un progetto particolare legato al Lecce che mi cercava come primo portiere perché ero un profilo già affidabile. Mi voleva Di Francesco. Era la situazione che doveva andare così. Non mi pento di niente. Il Paris Saint-Germain sarebbe stato un discorso diverso. Si trattava di un prestito e avrei fatto il secondo. Mia figlia era appena nata e non parlavo il francese. Forse, con la testa che ho adesso, avrei fatto una scelta diversa, ma in quel momento è stata la decisione migliore per la mia vita. Dobbiamo sempre pensare a ciò che si fa sul momento. Forse l’arricchimento personale che ho trovato a Lecce non ci sarebbe stato a Parigi. Non c’è solo il calcio, non ci sono solo i soldi. Ci sono anche cose che non hanno prezzo”.

wp-1582373145387261535498.jpg          wp-1582373022352259755170.png  wp-15823736736881035962884.png

In Italia si parla delle difficoltà di Daniele Padelli, secondo portiere all’Inter chiamato a rimpiazzare Samir Handanovic. Tu, invece, sei stato subito all’altezza del compito a cui eri stato chiamato. Come si può essere così maturi?
“Io avevo due grandissime qualità: la forza mentale e la capacità di reazione. Non sono mai stato un portiere spettacolare, ma ero molto veloce. Non ho un’altezza incredibile per essere un portiere, ma riuscivo a fare ottime cose anche perché mi allenavo molto. La mia testa era la mia principale qualità da calciatore perché più le situazioni erano difficili e più riuscivo a esprimermi al meglio. Questo per un portiere è fondamentale”.

Non hai mai pensato almeno una volta, dopo tanta fatica, di avercela finalmente fatta?
“Se un calciatore ha questo atteggiamento sicuramente calerà presto. Io volevo sfidarmi sempre, dare qualcosa in più alla squadra e a me stesso negli allenamenti e in partita, come nella mia vita personale. Ho fatto un provino per arrivare alla Roma. Poi tre anni in cui non ero nemmeno in panchina perché ero il terzo portiere. Volevo arrivare in alto. Quando sono arrivato alla Roma, volevo cambiare squadra rimanendo sullo stesso livello o vincere con i giallorossi. Sono sempre sceso in campo con questo atteggiamento”.

Sei rimasto fortemente legato alla Roma. Addirittura oserei dire che sei romanista a tutti gli effetti.
“I miei figli sono nati a Roma. E poi il calcio in Europa, con le persone con cui ho lavorato, mi ha insegnato che lo sport esisterà sempre, ma il rispetto per gli altri va oltre a tutto. Spalletti mi ha voluto perché ha pensato che io fossi importante per lo spogliatoio. Con Claudio (Ranieri ndr.) sono riuscito a giocare e a essere importante nel campo. Quindi questo rispetto che hanno per me, anche se non sono mai stato un fuoriclasse, è molto importante nella mia vita. Non c’è un prezzo per tutto questo. Dopo tanti anni, se vado a Roma mi rispettano per il professionista che sono stato, per le partite che ho fatto, ma anche per la persona che sono. Questo è il vero valore della vita”.

wp-15823737801071820249819.png                 wp-15823735601151026448199.png                                           wp-15823731862701700395469.png

A distanza di ormai dieci anni ripensi ancora a Roma-Sampdoria, la gara che vi ha negato un incredibile scudetto?
“Se c’è una partita di tutta la mia vita, in cui avrei cambiato il risultato finale, è proprio quella. Con tutto il significato che aveva quell’anno vincere lo scudetto con la maglia della Roma. Era importante per me, per la squadra, per Ranieri e per Giorgio Pellizzaro, il preparatore dei portieri. Se ho un rimpianto nella mia vita da calciatore è quella partita. Poi il calcio è meraviglioso anche per questo. Avevamo tutto per realizzare qualcosa di stupendo e alla fine ci è scivolato dalle mani…”.

Si è parlato di una rissa tra Vucinic e Perrotta negli spogliatoi durante quel match.
“È vero c’è stato un piccolo problema, ma anche in altre partite sono capitate situazioni simili. Ma quell’episodio non ha influito. Noi abbiamo fatto tanta fatica per arrivare in quel momento a trovarci in una simile posizione di classifica. Abbiamo speso tante forze dentro al campo e sono sicuro che non è stata una discussione a cambiare la partita. Eravamo tutti giocatori esperti. Abbiamo perso. Tutto il resto non c’entra nulla”.

In compenso sei stato l’uomo derby per eccellenza, con quattro vittorie su quattro incontri con la Lazio.
“Sì, è questo. Il primo derby è stato sicuramente il più importante perché in quel momento non avevo ancora piena fiducia su quello che potevo fare. Per l’importanza della partita, la parata su Mauri è stata un punto fondamentale. E poi nel derby di ritorno, che stavamo perdendo, ho parato un rigore e abbiamo vinto. Sono partite indimenticabili per me e per la tifoseria”.

Cosa ne pensi della marcia della Lazio in campionato?
“Sì non seguo tantissimo, ma vedo qualche partita. Ho visto i derby e per me c’è una differenza tra Roma e Lazio: i giallorossi vogliono essere grandi. È già una big in Europa e lo ha dimostrato qualche anno fa in Champions League. Ogni tanto questo progetto cambia e la direzione dev’essere ripresa. La Lazio, invece, è una squadra che vuole e deve ancora crescere. Quando la Roma prenderà la strada giusta, facendo 3-4 anni di fila in Champions, diventerà una big dell’Europa e sarà pronta a vincere non solo lo scudetto, ma anche una competizione continentale. Attualmente, mai dire mai, ma la squadra di Fonseca non mi sembra ancora pronta per vincere un trofeo. Vedremo tra due o tre anni”.

E se la Lazio dovesse vincere lo scudetto come la vivresti da tifoso romanista?
“Personalmente, non perché sono romanista, dubito che la Lazio possa vincere lo scudetto, ma ha i suoi meriti per aver allestito una squadra di questo livello. Gioca e si muove bene in campo. Ci sono tanti elementi che devono essere pensati per arrivare ad avere una rosa di questo tipo. Se vince lo scudetto, è perché ha fatto meglio degli altri. Ma non penso che accadrà”.

Come valuti questa Serie A? Sembra essere tornato un campionato apertissimo come ai tuoi tempi.
“Sicuramente il livello individuale dei calciatori non è lo stesso. Ci sono grandissimi calciatori, come Ronaldo. Inter e Napoli hanno grandi campioni. Lo stesso vale per la Roma. Ma il livello generale si è un po’ abbassato. Ed è un aspetto che si è riproposto negli ultimi anni del calcio italiano. Forse da due anni si è riusciti a fare qualcosa in più. Se prendi le rose che avevano ai miei tempi, Inter e Roma erano più forti. La Juventus, invece, è migliorata notevolmente”.

E ora cosa fa Julio Sergio da grande?
“Vorrai dire cosa fa Julio Sergio da grasso (ride ndr.). Ho iniziato a studiare per diventare allenatore in Brasile. E dal 2015 ricopro questo ruolo in Brasile anche se continuo a studiare per arrivare a un buon livello. Ho anche alcune aziende in cui ho investito i soldi guadagnati in carriera per poter vivere tranquillo. Lavoro tutti i giorni quando non alleno. Inizio alle 8 di mattina e finisco alle 17. Una vita normale come quella che fanno tutti gli altri. La mia azienda non si occupa di calcio, ma di investimenti. Noi aiutiamo le persone a investire i risparmi di una vita, guadagnando con gli interessi. In Brasile c’è un sistema finanziario un po’ diverso dal resto del mondo, con tasse alte. Noi ci occupiamo di questa gestione dei soldi da parte dei nostri clienti”.

Ci avevi già pensato da calciatore?
“Quando ero calciatore sono riuscito a risparmiare qualcosa, sono andato a vedere cosa ci fosse in questo settore. Ho trovato questa azienda che già esisteva. Mi hanno insegnato i segreti del mestiere, che è davvero difficile. Ho studiato e per certi aspetti mi sono ‘laureato’. Ho comprato una percentuale di questa azienda. Poi ho parlato con altri calciatori in Italia, Inghilterra e Brasile per presentare questo progetto che mi è stato mostrato qualche anno prima. Devo dire che sta piacendo a tutti quelli che lavorano con noi”.

Senti ancora qualcuno dei vecchi compagni di squadra?
“Ogni tanto mi sento con Taddei che vive un po’ in Brasile e un po’ in Italia. A volte anche con Francesco (Totti ndr.) scambio qualche messaggio. Sui social chatto con Riise e Burdisso. Sono passati tanti anni e abbiamo preso strade diverse. È normale sia più difficile sentirsi”.

Da allenatore cosa ti piacerebbe trasmettere ai tuoi giocatori?
“Ci sono due strade che ho in mente: la via in Brasile e quella in Europa. Sono completamente diverse tra loro. Devo crescere tanto tatticamente e questo è importante per me perché ho avuto grandi allenatori. Cerco di trasmettere queste cose ai miei giocatori, ma non è facile perché non è abituale in Brasile avere un calcio così tattico e intenso. Quindi ho ancora tante cose da aggiustare. E poi voglio tornare in Italia, fare i corsi a Coverciano. E poi mi metterei in discussione in Italia e in Europa, dove si gioca il calcio a più alto livello tattico. Mi piacerebbe fare il secondo di qualche allenatore per imparare e fare poi le scelte giuste in futuro”.

Ultima domanda: quali sono le tue previsioni per Roma-Lecce?
“Il Lecce sta bene. ha entusiasmo per gli ultimi risultati, mentre la Roma non è riuscita a giocare come vorrebbe il suo allenatore. Ma è pur sempre una sfida tra due squadre con ambizioni diverse. Il Lecce è una neopromossa che vuole salvarsi, mentre la Roma una big. Non penso che sarà una partita dominata dai salentini o sottovalutata dai capitolini. Sarà una buona gara. Poi il calcio è magico… Spero che la Roma riesca a riprendersi e a calmare l’ambiente”

fonte     Italsportpress

wp-1582433905398.jpg