Francesca Ceci….”ci voleva il virus per farci stare più insieme”.

Leggo da più parti, “ci voleva il virus per farci stare più insieme”.

E allora, proprio in questi giorni che per molti di noi somigliano ai peggiori vissuti fin qui, fatti di regole e divieti, mi piace pensare che alla fine di tutto questo ne usciremo sicuramente più forti ma forse anche migliori perchè oltre alla paura conserveremo a lungo una lezione che ci cambierà nel profondo.

In questi anni fatti di trasgressione ed eccessi, forse ci ricorderemo che seguire le regole non è poi tanto male, perchè stavolta saranno proprio le regole a salvarci la vita.

In questi anni, fatti di troppa apparenza, forse, dalla chiusura di parrucchieri, palestre e centri estetici capiremo che si può vivere bene (anche meglio) senza extension,unghie, ciglia finte, culo un po’ meno sodo e addominali meno scolpiti. E al decimo giorno di quarantena forse ci scapperà persino un sorriso perchè torneremo ad amarci per come siamo davvero, non per come qualcuno ha imposto si debba essere. E magari ritroveremo il coraggio – oggi spesso smarrito – di mostrarci per come siamo, senza finzioni.

Capiremo pure che si può vivere felici senza fare “l’ape”, nella “location” più cool del momento e perchè non importa dove sei, ma con chi sei. E, se sei con la persona giusta, pure l’angolo cottura diventa Parigi. Perchè Parigi non è una città, no. Parigi è una persona. Parigi è tutte le persone che amiamo.

Ed ecco che allora, quando ne usciremo, avremo davvero vinto se da una disgrazia avremo saputo cogliere il meglio, trasformandola in opportunità di capire che se siamo in pace con noi stessi dentro quattro mura quando saremo di nuovo liberi di uscire, il mondo, fuori, sarà ancora più bello.

Adesso, però, restiamo ancora a casa. Tornerà – presto – il tempo di uscire, di abbracciarci, di guardare il mare. Non è ancora il momento di abbassare la guardia, per questo noi “Non ci tireremo indietro e prima di essere schiuma saremo indomabili onde”.

“United we stand, divided we fall
Uniti siamo in piedi, divisi cadiamo”

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