Roma e Italia. Zaniolo va di corsa tra allenamenti e… Playstation

Il giallorosso lavora almeno 2 ore al giorno. Poi le serie tv, l’amico Totti, le partite “virtuali” e riposo Il ginocchio è ok, a luglio in campo?

Da una parte c’è mamma Francesca, dall’altra la fidanzata Sara, su cui il gossip racconta di un rapporto che vive di litigi e riavvicinamenti, ma anche di un amore forte, intenso, vero.

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Il mondo attuale di Nicolò Zaniolo balla tutto qui, come riporta andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport, tra le due donne della sua vita (l’altra è la sorella Benedetta, “ferma” a La Spezia con papà Igor). E in quel mondo lì, nella casa dell’Eur, Nicolò vive la sua quarantena. Con un obiettivo fisso in testa: il giorno del rientro, quello in cui potrà rimettere piede in campo.

La sua vita non è che sia cambiata di molto, non essendo uno che si concedeva stravizi o serate mondane. Gli manca fare una passeggiata, è ovvio. Ma riempie le giornate con le serie tv, Netflix a go-go, un occhio a Celebrity Hunted per ammirare le avventure di Francesco Totti (che è stato un idolo, ma è anche il suo padrone di casa…) e poi tante ore di sonno. C’è anche la playstation, con partite online infinite con compagni di squadra e non.

E poi c’è il recupero, che a conti fatti è la cosa più importante. Perché da quel maledetto 12 gennaio in cui il ginocchio ha fatto crac sono passati oltre due mesi e le sensazioni migliorano di volta in volta. Zaniolo lavora per circa due ore ogni pomeriggio, a volte anche due e mezzo. Tutte di filato, spesso anche collegato in video con i preparatori e i fisioterapisti della Roma. Tanto ghiaccio e poi posture ed esercizi. Le sensazioni, i movimenti, anche i sorrisi (molti) o le eventuali preoccupazioni (quasi nulle).  A motivarlo c’è proprio la voglia di tornare a giocare forte come prima.

FONTE    Pugliese  La Gazzetta dello Sport

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Lotito e De Laurentiis contro tutti. Lazio e Napoli vogliono riprendere gli allenamenti

I club d’accordo nel ripartire il 4 aprile, ma biancocelesti e partenopei sono pronti ad anticipare tutti

Non c’è ancora una decisione definitiva, ma l’intenzione di Lazio e Napoli è chiara. O meglio.

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L’intenzione dei due presidenti Claudio Lotito e Aurelio De Laurentiis. Riprendere gli allenamenti prima del 4 aprile, nonostante lo stop forzato. Per i biancocelesti la prima data buona per ripartire è giovedì 26, ma non c’è ancora la certezza. Al momento è possibile un nuovo slittamento alla settimana successiva, scrive La Gazzetta dello Sport. I partenopei hanno colto tutti di sorpresa annunciando la ripresa per il 25.

Le possibilità che alla fine sia Lazio che Napoli decidano di allinearsi agli altri club sono alte. Al momento l’idea è ripartire tutti il 4 aprile, sempre che ci siano le condizioni necessarie per salvaguardare gli staff tecnici e gli stessi calciatori. L’idea di anticipare avuta da De Laurentiis ha fatto reagire il sindaco di Castel Volturno (comune che ospita il centro sportivo del Napoli) Luigi Umberto Petrella: “Lo sport può passare in seconda linea, non è un aspetto prioritario, bisogna chiudere tutto”.

FONTE  La Gazzetta dello Sport

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Tifosi, rischio beffa: rimborsi complicati agli abbonati

In ballo svariati milioni di euro. Con la ripresa che a maggio appare sempre più improbabile si rischia il caos

La questione è articolata, complessa e spinosa. Certo, in uno scenario del genere, con il virus capace di mettere in ginocchio il mondo, sarebbe stato assurdo pensare a un calcio esente dalla rivoluzione. Ma più passano le ore, i giorni e le settimane e maggiori sono le crepe che si aprono. Come scrive Tuttosport, in un calcio che ancora non sa quando potrà ripartire – c’è una componente che non ha ancora alzato la mano per il semplice fatto che non ha un proprio paladino e rischia di essere trascurata se non beffata. Ed è quella dei tifosi. Tra l’altro la porzione più pura, quella degli abbonati.

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Veniamo al dunque, con un “dunque” che contempla in modo sempre più convincente e probabile il fatto che il campionato non potrà riprendere con la disputa dell’oltre 30% non ancora giocato. Con il picco che tarda ad arrivare e quindi il numero di contagi in fase crescente, sembra davvero dura ipotizzare di poter ripartire a inizio maggio. Dunque se la situazione dovesse migliorare soltanto nelle settimane future, la soluzione più praticabile potrebbe risultare quella dei playoff per assegnare scudetto e posti con vista sulle Coppe e playout per le retrocessioni. Ma a quel punto come verrebbero indennizzati gli abbonati? Risponde Stefano Antonelli, ex dirigente di diversi club e ora intermediario per il trasferimento di calciatori di prima fascia. “In Italia il sistema dovrà avere ben chiara la necessità di difendere e tutelare i tifosi e quindi anche gli abbonati che rischiano di aver pagato per non vedere. Non possiamo immaginare un calcio senza di loro, gli appassionati sono il vero motore del football, a loro va il massimo rispetto. Se non si potesse riprendere o farlo solo parzialmente, bisognerà risarcirli: dal rimborso diretto a sconti sulla prossima campagna”.

Giusto. Ma c’è un ma. Ed è legato al fatto che almeno la metà dei club di A nelle condizioni di abbonamento dispone di clausole che non prevedono il rimborso a fronte di partite che si disputino a porte chiuse per cause indipendenti dal club. Questo significa che se si andasse incontro alla ripresa del campionato senza pubblico per evitare il problema dei contagi, gli abbonati potrebbero dire addio alla possibilità di vedersi tornare indietro i soldi. E in ballo ci sarebbero svariati milioni di euro. Per dare un esempio del volume degli abbonamenti, Juve, Inter, Milan e Roma hanno incassato circa 80 milioni dalle tessere. La questione, è complessa, articolata e spinosa.

FONTE    Tuttosport

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