Ipotesi calendario: Serie A rush 3 giugno – 12 luglio, poi Champions e Europa League

Figc e Lega sembrano già d’accordo. Si partirebbe subito con Atalanta-Lazio

Facciamo uno sforzo da appassionati e lasciamo stare per un attimo i dati neri delle curve del coronavirus. Oggi Federcalcio e Lega incontrano il Governo per provare a dare vita a un calendario estivo che porti a compimento la serie A 2019-2020. Si tratta di un piano B, evidentemente, perché al momento il piano A è che, se non si ferma la pandemia, non ci sarà calcio che tenga, in Italia, in Europa e nel mondo, scrive Marco Lobasso su Leggo.

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Così, con coraggio, si lavora sulle settimane là da venire. Figc e Lega sembrano già d’accordo. Sarebbe bello: il 3 giugno subito Atalanta-Lazio, per esempio. Poi un rush, compresi i mercoledì, per giocare fino al 12 luglio per uno scudetto dal sapore d’estate piena. Insomma, se tutto questo incubo finisse come d’incanto, sarebbe un sogno per gli sportivi: invece della pausa estiva, 124 partite di campionato (le 4 di recupero non avrebbero ancora una data, ma di questi tempi sembra quasi un dettaglio), poi coppa Italia (che sono solo 3 partite) e coppe europee fino ad agosto.

Qualcuno ci deve pur pensare, qualcuno deve pur fare questo sporco lavoro di vedere un futuro per il calcio italiano, nonostante il dramma. E i vertici nazionali ci stanno pensando, anche perché ci sono in gioco tanti soldi, monte ingaggi da verificare (e prestiti in scadenza fino al 31 luglio). Del resto, il presidente federale Gravina è stato chiaro: niente serie A futura a 22 squadre, bisogna tentare di finire a tutti i costi il campionato. Obiettivo da realizzare è che le date italiane ipotizzate siano le stesse anche dei maggiori campionati in Europa. Difficile: l’onda del virus sta invadendo l’Europa in tempi e in modi così diversi da regalare poche speranze.

Il mercato, si vocifera, potrebbe avere una finestra ampia, tra settembre e ottobre. E riposo per quest’anno solo tra il 2 e il 22 agosto, con buona pace delle vacanze lunghe dei calciatori. Ci sarebbero notizie significative anche per le coppe europee che la Uefa vuole completare a tutti i costi. Per Champions ed Europa League prende vita l’ipotesi per nulla peregrina di partire il 18 luglio e finire domenica 2 agosto. Sulle nuove date della serie A, comunque, ci sono già le liste dei sì e dei no.

Favorevoli: Lazio, Napoli, Sassuolo, Cagliari, Roma, Juve. Scettici: Atalanta, Milan, Verona, Parma, Bologna, Spal. Contrari: Inter, Brescia, Udinese, Genoa, Sampdoria, Torino, Fiorentina, Lecce. Solità unità d’intenti…

FONTE    Marco Lobasso su Leggo.

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Prandelli: “Ho già perso troppi amici. Ora non mi va più di parlare di calcio”

L’ex allenatore della Roma e della Nazionale: “Ogni giorno piangiamo tanti, troppi morti, cosa volete che interessi alla gente il pallone?”

In pena per la sua Orzinuovi, in pena per la sua Brescia. Cesare Prandelli dalla sua casa di Firenze vive ogni giorno in attesa di buone notizie dalla sua terra d’origine, martoriata dal Coronavirus.
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Passo le mie giornate facendo finta di fare l’agricoltore – racconta -, ho degli ulivi in giardino e cerco di curarli il meglio possibile. Poi dalle 18 in poi tutti davanti al televisore per guardare i telegiornali e le trasmissioni, sperando che qualcosa cambi”. L’ex ct dell’Italia, scrive ‘Tuttosport’, non riesce a parlare di pallone: “In questo momento il calcio deve passare in secondo piano, per quanto mi riguarda è l’ultimo dei miei pensieri. Ogni giorno piangiamo tanti, troppi morti, cosa volete che interessi alla gente il pallone? Con questo dramma mondiale siamo a una svolta epocale, cambierà la scala di valori”.
L’ex allenatore della Roma si trovava ad Orzinuovi: “Ero lì anch’io fino a un paio di giorni prima che scoppiasse il tutto. Per fortuna con le mie sorelle avevamo blindato per tempo mia mamma che ha 90 anni e che viene curata da due badanti che si alternano nel corso della giornata. Mia mamma sta bene per fortuna, ma in paese ho già perso tanti amici e altri. Si muore in solitudine, i parenti non possono salutare i propri cari e ai funerali sono ammesse pochissime persone. E’ una tristezza nella tristezza. Questa è la terza guerra mondiale e stiamo perdendo uomini e donne che hanno fatto la storia del nostro Paese”
FONTE     .‘Tuttosport’
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Fonseca: “A Roma mi sento al sicuro. Esco solo per andare al supermercato”

Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha rilasciato un’intervista per il sito SicNoticias.pt a cui ha parlato dell’emergenza Coronavirus in Italia:

Come sta affrontando la quarantena?
“Praticamente esco solo per andare al supermercato. Negli ultimi cinque giorni solo ieri, per andare al supermercato”.

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Ha mai pensato di tornare in Portogallo?
“Mi sento al sicuro qui, il club ci offre le migliori condizioni per degli eventuali problemi, abbiamo tutto a disposizione. Ad esempio, qui a Roma c’è uno dei principali ospedali”.

Come gestisce il lavoro con la squadra?
“Siamo sempre in contatto con la squadra, è importante non fermarci completamente in questo momento. Il preparatore atletico Nuno Romano è quello che ha più lavoro in questo momento”. 

Cosa fa nel tempo a casa?
“In questo momento, devo essere sincero, ho molto più tempo da dedicare a mio figlio e a mia moglie che al calcio. Ovviamente sto leggendo, sto guardando anche dei giocatori che ci potrebbero interessare per il futuro”.

FONTE   SicNoticias.pt

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