Roma, Friedkin ancora c’è. Contatti ripresi, Pallotta spera

– Sono ripresi, ammesso che si siano mai interrotti, i contatti tra la Roma, cioè James Pallotta e Dan Friedkin. La notizia delle ultime ore è che il presidente del club giallorosso sta continuando ad avere rapporti con il suo connazionale, mentre fino a qualche giorno fa sembrava che le parti fossero distanti anni luce.

https://virtualstore.letsell.com/home/

La distanza c’è ancora, ma la parola fine non è ancora stata scritta perché Pallotta e Friedkin si sono presi ancora un mese di tempo per capire cosa succederà, i prossimi 30 giorni saranno determinanti. Il 29 giugno è convocata l’assemblea degli azionisti,

il giorno successivo andrà chiuso il bilancio e Friedkin nel frattempo si sarà fatto un’idea più chiara su quanto il suo gruppo avrà perso col Covid-19. A quel punto si rimetterà al tavolo con Pallotta e capiranno se ci siano o meno le condizioni per chiudere l’affare.

fonte CORRIERE DELLA SERA – PIACENTINI

Zaniolo, la foto sui social con la Sud fa impazzire i tifosi. E anche Fedez commenta

Il trequartista ha postato su Instagram un’immagine che lo vede davanti alla storica coreografia della Sud “figli di Roma, capitani e bandiere”

Metti Zaniolo sotto la Curva Sud, aggiungi la storia coreografia “Figli di Roma, capitani e bandiere: questo è il vanto che non potrai mai avere”, ed ecco il post che fa impazzire i romanisti.

https://virtualstore.letsell.com/home/

Nicolò Zaniolo ieri ha pubblicato su Instagram una foto – ritoccata ovviamente, visto che nel 2015 il talento della Roma non era ancora in giallorosso – che ha raccolto boom di like e di commenti dai tifosi. Che l’hanno letto anche come un messaggio d’amore e di fedeltà in un momento in cui spesso si parla di una possibile cessione in estate a causa dei conti in rosso: “Ti stai prendendo una bella responsabilità, prova ad andartene adesso”, è uno dei tanti arrivati in pochi minuti.

Tra i commenti ne è arrivato uno speciale: quello di Fedez, cantante che Nicolò ascolta spesso (con la canzone “Senza pagare” Zaniolo ha bagnato l’esordio in Nazionale maggiore) ma che spesso ha ammesso di essere tutt’altro che appassionato al calcio. Ecco perché le tre emoticon del fuoco, a cui il giallorosso ha risposto con un cuore, hanno attirato la curiosità di tanti. Bolle qualcosa in pentola fuori dal terreno di gioco?

Il fondo CVC offre 350 milioni per la Roma: Pallotta rifiuta

La società britannica già aveva fatto un tentativo nel 2018 con la regia di Franco Baldini

Nuova manifestazione d’interesse per la Roma. Mentre la trattativa tra Pallotta e Friedkin sembra poter ripartire con cifre decisamente più basse rispetto a quelle precedenti (circa 450 milioni), si è avvicinato al club giallorosso anche il fondo CVC.

https://virtualstore.letsell.com/home/

La società britannica – secondo “Il Tempo” – ha offerto circa 350 milioni di euro: si tratta del secondo tentativo di avvicinare la Roma dopo quello nel 2018, guidato dalla regia di Franco Baldini. Pallotta per il momento ha risposto negativamente.

Di recente il fondo CVC è arrivato sulle pagine dei giornali grazie a una proposta inoltrata alla Lega Calcio per una quota dei diritti tv da oltre 2 miliardi di euro per i prossimi dieci anni.

La CVC Capital Partners è una società finanziaria britannica specializzata in private equity in settori come i beni di consumo, servizi finanziari, telecomunicazioni, farmaceutica. Gestisce oltre 52 miliardi di dollari di attività tra Europa e Asia, con una capacità di investimento pari a 109 miliardi di dollari

fonte “Il Tempo” –

I dubbi di Lotito su Juve-Inter: scatta l’indagine, rischio deferimento

“Oggi io sono a un punto dalla Juventus, e solo per Juve-Inter che vabbè, l’avete vista”: è la frase presa di mira dalla Procura federale

“Oggi io sono a un punto dalla Juventus, e solo per Juve-Inter che vabbè, l’avete vista”. A parlare è Claudio Lotito, presidente della Lazio, in un’intervista concessa a La Repubblica il 26 aprile scorso. Quella frase, adesso, è diventata oggetto di indagine da parte della Procura federale. I sostituti procuratori della Figc hanno infatti aperto un procedimento, convocando il patron biancoceleste per chiarimenti.

https://virtualstore.letsell.com/home/

Cosa intendeva Lotito? Che la partita non sia stata regolare? E, nel caso, perché? Saranno probabilmente queste le domande degli inquirenti, che in casi del genere, con dichiarazioni ufficiali rilasciate alla stampa da dirigenti e tesserati, sono tenuti ad aprire d’ufficio un fascicolo. Quello che succederà dopo dipende innanzitutto dalle risposte che Lotito fornirà durante l’audizione, riporta “Il Tempo”.

Qualora il presidente dovesse fornire elementi e informazioni che mettano in discussione la regolarità di quello Juventus-Inter giocato l’8 marzo all’Allianz Stadium a porte chiuse, dopo un infinito balletto di ipotesi, rinvii e polemiche, allora la Procura federale dovrebbe aprire un’indagine per illecito sportivo. In caso contrario, gli inquirenti potrebbero valutare il deferimento di Lotito per dichiarazioni lesive, come disciplinato dall’articolo 23 del nuovo Codice di giustizia sportiva che vieta appunto “le dichiarazioni lesive della reputazione di persone, di società o di organismi operanti nell’ambito del CONI, della FIGC, della UEFA o della FIFA”.

Questo dicono le norme, non resta che attendere le spiegazioni del patron laziale, che adesso vedrebbe la sua squadra in testa alla classifica col campionato sospeso se quella partita di Torino fosse finita con un altro risultato. O se non si fosse giocata, com’era possibile visto che l’Inter aveva spinto per recuperare prima la gara saltata contro la Sampdoria. Ma quello a cui alludeva dicendo che “Juve-Inter l’avete vista tutti” lo sa soltanto Lotito e sarà lui a spiegarlo in Procura.

Gli uffici di Via Campania, dove si svolgono solitamente le audizioni, sono ancora chiusi dopo lo stop delle attività per il coronavirus. Potrebbero comunque riaprire in questi giorni per gli interrogatori. Nel caso specifico i termini dell’indagine sono di 60 giorni dall’apertura del procedimento, quindi scadrebbero il 26 giugno, ma per tutti i procedimenti i termini sono stati sospesi e riaperti dal 18 maggio vista la pausa a cui sono stati costretti anche gli ispettori federali. Nel frattempo il campionato sta per ricominciare, con lo stesso Lotito impegnato in prima linea per la ripartenza. La sfida scudetto con la Juve, adesso, si fa ancora più tesa.

FONTE “Il Tempo”.

Smalling: “Orgoglioso di essere alla Roma. Nel corso dell’emergenza ha dato l’esempio”

Chris Smalling, difensore della Roma in prestito dal Manchester United, ha rilasciato una lunga intervista a The Times. Eccone uno stralcio:

L’impegno per l’associazione Football Beyond Borders?
«I calciatori possono avere una pessima reputazione e a volte questo sentimento è giustificato perché le persone commettono errori: si possono fare stupidaggini ma in tutte le classi sociali, non solo noi come calciatori. Molti di noi calciatori sono consapevoli delle responsabilità che abbiamo».

https://virtualstore.letsell.com/home/

Come hai fatto ad arrivare ai massimi livelli del calcio?
«Ora vedono tutti il mio successo nel mondo del calcio ma è stato un lungo viaggio. Voglio dimostrare che tutto è possibile, affinché i più giovani sognino in grande. Se riesco a ispirarli, è fantastico. Molti bambini vogliono diventare calciatori, ma la mia realizzazione non è mai arrivata fino a quando non avevo 19, 20 anni. Quando cresci, molti sogni possono essere infranti. Non pensi che siano nemmeno possibili a volte”.

Quanto è importante l’autostima per la crescita personale?
«Tutti hanno bisogno di qualcuno che punti su di loro, ma alla fine si tratta solo di forza di volontà. È importante ripetersi spesso: “Questo è quello che voglio e lo avrò a prescindere da qualunque cosa, anche se i miei genitori dubitano di me, anche se i miei amici non mi credono, anche se la società pensa che non ho possibilità”. Può anche richiedere molto tempo, prima che arrivi la fortuna e ti continui a guidare nel tuo percorso. È qualcosa che cerco di sottolineare ai bambini. Non credo che si possa arrivare in cima senza quella convinzione. Anche i migliori ricevono critiche».

Quanto influiscono i social media?
«Fa decisamente male quando attraversi dei periodi difficili e ricevi critiche, giuste o sbagliate che siano, è sempre difficile prendersele. Alcune persone sono solo dispettose, altre si scatenano perché hanno i loro problemi. I leoni da tastiera vogliono solo provare a rovinare la giornata di qualcuno. Non ci si può nascondere dai commenti ma credo fermamente in me stesso. È qualcosa che deve essere controllato, le aziende possono fare di più. Ci sono tanti casi, molto tristi, che riguardano l’abuso dei social media e ciò che hanno causato».

Kanté ha deciso di non tornare ad allenarsi con il Chelsea…
«È una scelta personale. Siamo stati tutti a casa, isolati, siamo potuti uscire solo quando era necessario. Si può fare un passo indietro in allenamento quando si saprà che tutte le misure sono state prese e ci sono stati tutti i test del caso. Posso capire la posizione di tutti quelli che si tirano indietro quando manca la massima chiarezza. Fortunatamente, qui a Roma, ho la sensazione che abbiano questa chiarezza. Ci hanno tenuti al corrente. Abbiamo avuto incontri regolari con il CEO, Guido Fienga, per parlare delle diverse misure e restando aggiornati. È stato molto utile conoscere le loro discussioni con la Lega e i dottori e ce lo stanno trasmettendo direttamente. Ecco perché credo che molti giocatori qui si sentano a proprio agio nel tornare, perché conoscono le diverse misure. Conoscono i protocolli di sicurezza. È stato tutto elencato, ma se alcuni giocatori in alcuni club non hanno ancora chiara la situazione, allora posso capire che siano un po’ spaventati fino a quando non viene tutto alla luce. Anche io vorrei lo stesso”.

Le iniziative della Roma durante la quarantena?
«La Roma ha un cuore molto grande. L’ho notato rapidamente qui. Ha aiutato molto le persone, senza limiti. È fantastico. Hanno davvero dato l’esempio e altri club ne hanno preso spunto per fare lo stesso. Sono molto orgoglioso di essere associato alla Roma grazie a tutte le loro iniziative».

L’arrivo alla Roma?
«Era una sfida che volevo fare. Sono una persona che vive senza avere rimpianti. Mi piacciono le nuove sfide fuori dalla mia zona di comfort e il poter mostrare alla gente che tutto è possibile».

Perché hai scelto di diventare vegano?
«Mia moglie è un’ottima cuoca. È qualcosa che mi ha aperto gli occhi quando l’ho incontrata. Stiamo cercando di avvicinare i bambini alla cucina, mangiando in modo sano. Mia mamma non era una grande cuoca. Era un tipo “prendi quello che puoi e mettilo in forno”. Essere vegani è qualcosa di cui sono appassionato. Ricevo molte domande sul veganismo da persone nel calcio, da diversi sport, da nutrizionisti di altri club per consigli. Sono felice di parlare e condividere il mio percorso». 

Veretout: “Vorrei che si giocassero le ultime dodici gare di campionato rimaste”

Jordan Veretout ha rilasciato un’intervista al quotidiano Le Parisien. Ecco le sue parole.

Come vive l’incertezza sulla possibile ripresa della Serie A?
«Prima di proiettarsi verso questa scadenza, aspettiamo il via libera delle autorità per iniziare le sedute collettive. Poi, ovviamente, vorremmo essere sicuri del campionato. Tutto dipenderà, ne sono ben consapevole, dall’evoluzione della curva di contagio del coronavirus. È quindi difficile avere una data precisa. Ma, nella vita quotidiana, la mancanza di poter vedere tranquillamente gli altri è pesante e frustrante».

https://virtualstore.letsell.com/home/

La volontà dei club di riavviare il campionato verso la metà di giugno le sembra realistica?
«Il presidente del sindacato dei giocatori italiani ha chiesto che i giocatori abbiano almeno quattro settimane di allenamento completo nelle gambe prima della ripresa. Condivido questa opinione. A Roma, anche durante il confinamento, si è comunque seguito un programma di manutenzione basato soprattutto sulla corsa e sul rinforzo muscolare. “La società non ha risparmiato sui mezzi per offrirci le migliori condizioni di preparazione possibili. Lo stesso vale per gli altri club. Di conseguenza, il periodo di un mese mi sembra sufficiente per non espormi al rischio di infortuni. La salute dei giocatori deve sempre prevalere. Lo teniamo tutti a mente”.

Come spiega il fatto che gli organi sportivi e le autorità pubbliche fatichino a trovare un terreno di consenso?
«Sono un giocatore di calcio. Non spetta a me decidere su questi argomenti. La situazione è già abbastanza complessa. Mi attengo alle istruzioni fornite dal mio club. Mi concentro sul mio mestiere. Cerco di andare avanti così».

Sarebbe favorevole ai playoff per completare la stagione?
«Di questi tempi si sentono molte cose. Se viene scelta questa formula, perché no. A mio parere, la soluzione migliore sarebbe quella di andare fino in fondo alla competizione e di giocare le ultime 12 gare. Ci adatteremo. Abbiamo anche in testa l’Europa League con un doppio confronto contro il Siviglia. A causa della diffusione dell’epidemia non abbiamo potuto giocare e non siamo potuti andare in Spagna per l’ottavo di finale d’andata. Abbiamo preso la decisione più saggia».

D’altronde non era forse irragionevole aver permesso, a febbraio, lo svolgimento della partita Atalanta-Valencia a Milano con la presenza dei tifosi?
«Totalmente. Il virus potrebbe essersi diffuso rapidamente in Lombardia. È tutt’altro che un caso che la città di Bergamo si sia ritrovata nel cuore della pandemia con un drammatico numero di morti. È stata una follia permettere al pubblico di assistere a questo incontro».

Si preoccupa dei casi positivi registrati in diversi club di Serie A come la Sampdoria o il Parma?
«Tutti sono colpiti. Gli sportivi non sono risparmiati. Il virus non si ferma alle porte degli spogliatoi. Ci si impegna a rispettare le misure di distanziamento. Non c’è molto altro da fare per proteggersi. Non siamo al sicuro, naturalmente. Puoi andare a fare la spesa ed essere nel posto sbagliato al momento sbagliato contraendo il virus».

Cosa pensa riguardo la ripresa della Bundesliga?
«È stato un po ‘strano. Vedere gli stadi vuoti, l’assenza di festeggiamenti, queste restrizioni dopo un goal. Il calcio è emozione da condividere con il pubblico. Non scendiamo in campo per giocare tra di noi».

L’Italia è stata uno dei paesi al mondo più colpiti dall’epidemia. Ha avuto paura per la sua salute o per quella dei suoi cari?
«Non particolarmente per me. Per mia moglie, i miei figli. Chiamavo la mia famiglia in Francia ogni giorno. Dall’inizio del lockdown abbiamo spiegato ai più piccoli (Aalyah e Kaylie di 5 e 2 anni, ndr) perché dovevamo stare a casa, perché fossi lì tutto il giorno. I primi tempi sono andati bene, disegnavamo, abbiamo organizzato una caccia al tesoro… Ma dopo due o tre settimane, è diventato più complicato il fatto di non poter uscire. La più grande mi ha persino detto: “Papà, c’è il mostro di fuori?”. E io gli ho risposto: “Sì, ma non possiamo vederlo, è una piccola bestia che sta nell’aria”. Qualche giorno fa, siamo riusciti ad andare un po’ davanti casa nostra per farle fare un giretto. Era come se fosse Natale per lei, nel mese di maggio. Era radiosa».

La vita sta riprendendo il suo corso a Roma?
«Roma è una città sempre affollata, vivace e felice. Durante questo periodo era quasi morta. Congelata. Sembrava un film catastrofico. Ora si sta riprendendo. Si vede già dal mio quartiere. Di solito c’è sempre rumore e vita. A marzo e aprile, quando ero in giardino con le mie figlie, c’era una sensazione di vuoto, di niente. Era strano, ma ci dovevamo convivere. Ora, c’è di nuovo movimento, le persone tornano a passeggiare. Sono felice persino di vedere ripassare le macchine. Fa bene al morale».

Se mantiene il suo livello con la Roma pensa che nella prossima stagione sarà convocato per Euro 2021?
«La Nazionale rimane un obiettivo. È sempre presente in uno spazio della mia testa. Ho già passato le preselezioni. Sono fortunato a giocare in uno dei più grandi club italiani. Devo continuare a fare bene per sperare di essere chiamato un giorno. C’è ancora molta strada da fare, ma perché no. Se dovessi essere convocato, sarebbe uno dei giorni più felici della mia vita da calciatore».

La Serie A aspetta il via libera: Figc al lavoro sul protocollo per la ripresa

ANSA – Dopo il semaforo verde concesso dal premier Pedro Sanchez alla Liga, la Lega Serie A e la Federcalcio sperano di ottenere lo stesso responso dal governo Conte sabato prossimo. Nel frattempo, lunedì la Figc dovrebbe inviare al ministero dello Sport il protocollo per la seconda fase di preparazione, dal 2 giugno, e per la ripresa delle partite. Se arriverà il via libera, si ricomincerà a giocare il 13 giugno, al massimo una settimana più tardi. Infatti, nonostante il Consiglio federale abbia prorogato il termine della stagione al 20 agosto, Figc e Lega continuano a lavorare per riuscire a partire con la Serie A già dal 13 (così da poter chiudere il 2 agosto), sempre che il governo cambi la norma inserita nell’ultimo Dpcm che vieta qualsiasi tipo di evento, anche a porte chiuse, fino a domenica 14.

https://virtualstore.letsell.com/home/

sulla ripresa del campionato «si è scelta una direzione, ma occorre capire quali decisioni verranno prese a livello governativo – ha osservato il presidente del Torino, Urbano Cairo, che dall’inizio è stato fra i più freddi rispetto ai piani per portare a termine la stagione -. Inoltre bisogna valutare cosa succederebbe in caso di nuovo stop. Leggevo di playoff e playout, che esistono già in altri sport, ma sono decisi prima dell’inizio del campionato. Non si possono cambiare le regole in corsa».

Il destino del campionato in caso di nuova sospensione potrebbe essere al centro di una delle prossime riunioni del consiglio federale. Intanto lunedì la Federcalcio invierà al governo il protocollo, su cui si esprimerà il Comitato tecnico scientifico. Il documento per la ripresa del campionato è quasi pronto e nelle prossime ore sarà ultimato per poter essere inviato al ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora. All’interno confluiranno le nuove indicazioni sanitarie della commissione medica della federcalcio che le indicazioni logistiche relative allo svolgimento delle partite – anche quelle in trasferta.

Al vaglio c’è anche l’ipotesi di installare in ogni stadio e centro sportivo un sistema in grado di svolgere test sierologici rapidi, con risultati nel giro di 8 minuti. Gli spalti deserti non saranno l’unica novità del calcio, costretto dal coronavirus a cercare una nuova normalità. Nelle linee guida in via di studio, c’è anche il divieto dei calciatori di protestare nei confronti degli arbitri, a cui non si possono avvicinare a meno di un metro e mezzo per nessuna ragione.