Under in cerca di riscatto e di acquirente

LA REPUBBLICA – La Roma è in cerca del vero Under.   Il turco ha vissuto il 2019 più in infermeria che sul campo, e adesso vuole tornare ai livelli che avevano fatto invaghire di lui mezza Europa soltanto un anno e mezzo fa.

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I mezzi tecnici non gli mancano, deve riuscire a restare più concentrato su quello che fa in campo. La Rama vorrebbe riuscire a valorizzare il suo cartellino, magari sfruttando le restanti partite del campionato che dovrebbero essere recuperate.

Alla ricerca di plusvalenze per alleggerire il bilancio, Petrachi spera di piazzare prima i vari esuberi, e poi uno tra Kiuivert e Under, sacrifici necessari da studiare in attesa di conoscere le date del calciomercato.

Roma: anche Fonseca ricomincia col gruppo. Manca solo Pau Lopez

– A Trigoria ricominciano oggi gli allenamenti collettivi. La Roma è stata tra le prime società ad attrezzarsi per ricominciare a pieno regime. Sono stati cinque i cicli di tamponi finora effettuati dal componenti della rosa e dalle loro famiglie, per ripartire senza rischi.

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La  squadra potrà tornare ad aumentare il livello di agonismo durante l’allenamento. Ricominceranno, infatti, le partitelle e le esercitazioni che prevedono l’utilizzo di più calciatori. Il portoghese avrà a disposizione tutta la rosa, compreso Diego Perotti che ha recuperato dall’affaticamento muscolare dei giorni scorsi.

Uniche eccezioni Zaniolo, che però continua a migliorare giorno dopo giorno, e Pau Lopez, che procede nel suo percorso di recupero dopo la microfrattura al polso sinistro: lo spagnolo potrà tornare a disposizione tra una decina di giorni.

fonte CORRIERE DELLA SERA

Roma e il fascino del falso nove: da Zaniolo a Pedro l’attacco torna light

Spalletti ha reso Totti l’attaccante più prolifico d’Europa nel 2006 spostandolo in quel ruolo, ora Fonseca pensa al 22 per dare sostegno a Dzeko

Falso nueve, anzi falso nove perché in fondo quel ruolo è (ri)nato proprio da queste parti quando Luciano Spalletti si inventò un Francesco Totti atipica punta centrale nel 2006. Fu un successo incredibile che portò lo storico capitano a vincere la Scarpa d’Oro l’anno successivo per non parlare dell’esplosione del modello Barcellona-Messi in Spagna. Oggi quel ruolo atipico è ricoperto da molti attaccanti e a volte serve per sopperire alla mancanza di un bomber di razza vero e proprio, a un vero numero 9. La Roma di Fonseca quel giocatore ce l’ha e si chiama Edin Dzeko anche se le caratteristiche del bosniaco si avvicinano molto a quelle del falso nueve. Il portoghese sta però studiando un attacco diverso in alternativa proprio a Dzeko che non potrà giocare 12 partite in un mese qualora dovesse riprendere il campionato e a Kalinic che rappresenta sempre un’incognita. Ma anche per il futuro viste le difficoltà di reperire un vero nove alla Lukaku sul mercato.

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ZANIOLO, UN FUTURO DA FALSO NOVE?

Oggi a Trigoria riprendono gli allenamenti di gruppo ed è verosimile che questa variabile tattica sarà provata già nelle prime sedute tattiche. Il giocatore che meglio sposa le caratteristiche del falso nove fisico con abilità di inserimento e tiro è sicuramente Nicolò Zaniolo che non a caso è stato impiegato in quel ruolo il 6 dicembre scorso a San Siro contro l’Inter a causa della contemporanea indisponibilità di Dzeko e Kalinic. Non andò benissimo, ma era solo la seconda volta di Nicolò che per caratteristiche ricorda molto il Totti del 2006 e che giocò in quella posizione pure con Di Francesco nel 2018 nel 3-2 casalingo contro il Genoa. Anche Sarri lo avrebbe visto (e lo vede ancora) bene in quel ruolo nella Juve. Pure Diego Perotti, nella seconda avventura romanista di Spalletti, fu spesso impiegato come punta centrale atipica. Peccato che entrambi sono ancora convalescenti. Al momento quindi le prove tattiche di gruppo potrebbero essere sostenute da Mkhitaryan o Carles Perez.

Oggi a Trigoria riprendono gli allenamenti di gruppo ed è verosimile che questa variabile tattica sarà provata già nelle prime sedute tattiche. Il giocatore che meglio sposa le caratteristiche del falso nove fisico con abilità di inserimento e tiro è sicuramente Nicolò Zaniolo che non a caso è stato impiegato in quel ruolo il 6 dicembre scorso a San Siro contro l’Inter a causa della contemporanea indisponibilità di Dzeko e Kalinic. Non andò benissimo, ma era solo la seconda volta di Nicolò che per caratteristiche ricorda molto il Totti del 2006 e che giocò in quella posizione pure con Di Francesco nel 2018 nel 3-2 casalingo contro il Genoa. Anche Sarri lo avrebbe visto (e lo vede ancora) bene in quel ruolo nella Juve. Pure Diego Perotti, nella seconda avventura romanista di Spalletti, fu spesso impiegato come punta centrale atipica. Peccato che entrambi sono ancora convalescenti. Al momento quindi le prove tattiche di gruppo potrebbero essere sostenute da Mkhitaryan o Carles Perez.

UN MERCATO DA FALSO NOVE

L’identikit dell’attaccante cercato in queste settimane dalla Roma risponde in effetti alle caratteristiche del falso nove. Atipico è il lavoro di Pedro, in uscita a parametro zero dal Chelsea. Lo spagnolo ha imparato quei movimenti nel Barcellona di Guardiola dove agiva prevalentemente sulle fasce interscambiandosi però spesso con Messi al centro dell’attacco. Un lavoro che in Catalogna spiegano sin da bambini e che conosce quindi anche Carles Perez. Anche Moise Kean nella Juventus di Allegri ha giocato da punta centrale al fianco di Bernardeschi ottenendo i migliori risultati nella sua giovane e già travagliata carriera.

DOVE NASCE IL FALSO NUEVE?

Se ne parla spesso, e tutti lo attribuiscono al Barça di Guardiola che di sicuro col falso nueve ha vinto più di tutti nella storia. Ma fu Luciano Spalletti a riportare alla ribalta questo modo di intendere la punta centrale tradizionale quando si inventò Francesco Totti al centro del suo 4-2-3-1 facendo storcere inizialmente la bocca a tanti. Ma dove nasce il falso 9? Dopo la Seconda guerra mondiale, in Ungheria, Márton Bukovi diede vita alla sua innovazione tattica dopo aver perso il suo centravanti titolare Norbert Höfling, trasferitosi alla Lazio e inventandosi la mezzapunta Peter Palotas, brevilineo con grande tecnica e innata visione di gioco e perfetti tempi di inserimento. Resta negli annali anche la mossa tattica di Gustav Sebes, allenatore della nazionale ungherese che grazie a questa mossa tattica applicata con costanza nei due anni successivi, permise di portare la sua nazionale fino alla finale mondiale del 1954, persa contro la Germania dell’Ovest. Palotas e Hidegkuti negli anni ’50, Messi e Fabregas in Liga e nella nazionale spagnola, Rooney nella gestione Ferguson, Totti nella prima Roma di Spalletti e in quella più recente di Rudi Garcia, il calcio di Vincenzo Montella a Firenze: sono questi i più efficaci e vincenti esempi di falso 9 nel panorama mondiale. Zaniolo sarà il prossimo?

Svolta Petrachi: il futuro è meno sudamericano

– Petrachi sta cercando una sistemazione ai vari giocatori che compongono la colonia sudamericana di Trigoria. Non è un mistero che in vista della prossima stagione infatti il club cercherà di liberarsi degli ingaggi di Perotti, Pastore, Fazio, Jesus, Peres e Fuzato.


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Una scelta inevitabile considerando che secondo uno studio dell’Uefa, la Roma vanta il quindicesimo monte stipendi d’Europa con l’83% delle entrate complessive destinato ai costi del personale:

soltanto Pastore guadagna 4,5 milioni e ha un contratto sino al 2023, Perotti 2,7, Jesus 2,3, Fazio 2,2 e Peres 1,8.  Ingaggi che spesso e volentieri hanno ostacolato i trasferimenti verso altre squadre ma di cui oggi la Roma deve assolutamente liberarsi

fonte IL MESSAGGERO

Roma, la fase 2 di Villar: “Non esco, lo devo al club. Giocatori siano responsabili o non si riparte”

Il centrocampista: “La mia sfida è laurearmi. I videogiochi mi hanno salvato la vita durante il lockdown”

Gonzalo Villar torna a parlare. Il centrocampista classe ’98 scalpita per tornare in campo dopo l’esordio a Sassuolo e le presenze con Atalanta e Cagliari. Lo spagnolo ex Elche è intervenuto ai microfoni di ‘Onda Cero’ per parlare del suo ambientamento nella capitale e non solo:

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Stai studiando economia aziendale, pensi di fare il dirigente o diventare presidente di un club un giorno?
Ho fatto un esame recentemente ed è andato bene. Non penso a quello, è più una sfida. Ora davanti ho una carriera da calciatore, poi nel futuro non si può mai sapere cosa succederà e per questo è meglio avere una laurea.

Hai scoperto qualcosa di te che non sapevi durante questi mesi chiuso in casa?
Ho capito di essere in grado di fare determinate cose. Prima avevo una signora che veniva a pulire casa, ma durante il lockdown ovviamente non potevamo avere contatti con nessuno, quindi ho dovuto pensarci io.

Hai l’opportunità di visitare Roma…
La verità è che non esco. Inoltre sento una certa responsabilità nei confronti del club. A Trigoria è tutto super pulito, cerchiamo di limitare al minimo possibile i contatti. Uscire con gli amici a cenare mi esporrebbe molto, invece credo di dover stare attento perché se tutti i giocatori facessero lo stesso in un mese saremmo pieni di contagi e non potrebbe ripartire il campionato.

Immagino che parli molto con Carles Perez, dal momento che non conosci ancora bene l’italiano. 
Sì, però per fortuna parlo inglese. Poi con l’italiano cominciamo a capire praticamente tutto.

Ti diverti spesso a giocare con i videogiochi.
Devo dire che durante il lockdown mi hanno salvato la vita. Mi connettevo con gli amici e passavo il tempo a giocare. Mi ha aiutato molto.

Calciomercato Roma, in bilico il riscatto di Mkhitaryan: proposto all’Arsenal il rinnovo del prestito

I giallorossi hanno fatto sapere che non compreranno l’armeno quest’estate, ma che inseriranno il riscatto obbligatorio nel 2021. Gli inglesi puntano a incassare subito

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La Roma prosegue con le manovre per trattenere Mkhitaryan e Smalling anche la prossima stagione. Per quanto riguarda l’armeno, i giallorossi sono in contatto con l’Arsenal e con l’appoggio del suo agente Raiola cercano la via più economica per permettergli di restare nella capitale. Secondo express.co.uk, Petrachi avrebbe fatto sapere alla dirigenza londinese che nella prossima finestra di mercato non ha intenzione di acquistare il giocatore a titolo definitivo. La proposta del ds romanista è rinnovo del prestito, con obbligo di riscatto poi nel 2021. 

I Gunners, che sono in cerca di liquidità da reinvestire e vogliono incassare quanto prima, ora riflettono. Per dire sì all’offerta della Roma, l’Arsenal dovrà inoltre rinnovare il contratto di Mkhitaryan, in scadenza il prossimo anno. Una manovra non facile, ma se nessun altro club busserà alla porta degli inglesi per l’armeno diventerà obbligata. La partita è aperta

Schick annaspa, ma la Roma con lui può fare cassa. Soprattutto in Premier

– Con il Lipsia è tutto tranne che titolare, tanto che da quando è ripreso il campionato tedesco ha giocato solo 10’ con il Friburgo. Complice un mal di schiena, oggi in Bundesliga contro il Mainz è rimasto in panchina per 90’, con i compagni che stravincevano 5-0 in trasferta.

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La Roma vorrebbe venderlo per 29 milioni, prezzo pattuito la scorsa estate sulla parola con il Lipsia, facendo così una plusvalenza di 7 milioni. Se, invece, la cifra dovesse scendere a 25, pagabili in una sola soluzione, la plusvalenza sarebbe minore (3 milioni), ma il club giallorosso accetterebbe comunque pur di liberarsi di un ingaggio da oltre due milioni l’anno.

Il suo agente, Paska, sta trattando con la Roma e il club tedesco per trovare una soluzione, ma ascolta anche i sondaggi che arrivano da altri club. Dalla Premier, in particolare. L’Everton, se dovesse partire Kean, ha preso informazioni, dell’interesse dell’Arsenal non c’è mai stata conferma (se non un paio di osservatori che lo hanno visto dal vivo) così come, in Italia, di un ritorno alla Sampdoria. La Roma, infatti, non ha intenzione di cederlo in prestito secco, e vorrebbe l’obbligo di riscatto, almeno.

fonte GAZZETTA.IT

AIC, Tommasi: “L’allungamento della stagione porterà alcuni problemi. Ci sono prestiti e contratti in scadenza da risolvere”

Damiano Tommasi, presidente dell’AIC, ha parlato del momento che sta vivendo il calcio italiano ai microfoni di Sky Calcio Club:

“Ci sono differenti criticità. Stiamo parlando di alcune squadre che devono ancora pagare le mensilità di gennaio, in altri paesi se succede ciò salta l’allenamento il giorno dopo. Era un controllo che andava fatto, si era parlato del 30 giugno. Si è voluto posticiparlo al momento delle iscrizioni, ma stiamo parlando anche di giocatori di Lega Pro che non percepiscono stipendi”.

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Gli accordi?
L’accordo deve farlo chi firma i contratti. Noi abbiamo sempre fatto di tutto per far sì che tutte le società possano trovare un accordo. L’allungamento della stagione porterà alcuni problemi“.

Quali sono le criticità?
“Il problema riguarda le diverse situazioni: ci sono dei club con dei prestiti, serve un accordo tra le parti. Anche chi è in scadenza, bisogna assolutamente risolvere. Vedo troppe persone che vogliono sfruttare questa situazione, la gestione del contratto non va valutata in base alla posizione di classifica. Ci saranno squadre che spingeranno o meno per giocare in base alla propria posizione di classifica”.