Stadi parzialmente aperti al pubblico? La serie A ci pensa

Già nella prossima assemblea di Lega dell’8 giugno può essere proposto il tema

Porte aperte. E’ ancora presto per parlarne. Ma non così presto: nei prossimi giorni, magari già nella prossima assemblea di Lega o nel Consiglio Federale dell’8 giugno, verrà proposto il tema della riapertura parziale degli stadi.

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Il protocollo che attualmente regola il periodo delle competizioni dispone ingressi contingentati e riservati solo ed esclusivamente (e sempre nel minor numero possibile) agli addetti ai lavori, scrive Alessandra Gozzini su La Gazzetta dello Sport.

Il principio che anima il punto di vista delle società è: se il governo concederà di accomodarsi al cinema o in teatro, a maggior ragione potrà essere più permissivo riguardo la possibilità di assistere a un evento sportivo all’aria aperta.

fonte Alessandra Gozzini La Gazzetta dello Sport

Cose mai viste……..

– Quello che vedremo alla ripresa della Serie A sarà un calcio diverso. Algoritmi, termoscanner, spogliatoi separati e panchine lunghissime. E non nel senso di ampia disponibilità di rincalzi all’altezza dei titolari, ma di spazi obbligatoriamente più ampi del normale per distanziare le riserve, in mascherina fino alla sostituzione, più probabile con la novità dei cinque cambi.

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  La parola d’ordine sarà mantenere le distanze. A partire dalle proteste dei giocatori che non dovranno mai avvicinarsi a meno di un metro e mezzo dagli arbitri. I direttori di gara eviteranno i contatti con gli atleti. 

Non ci sarà neanche l’appello negli spogliatoi: le squadre dovranno arrivare separate allo stadio. Possibilmente su più pullman per ridurre la vicinanza durante il viaggio. Non ci saranno i saluti tra i 22 titolari prima del calcio di inizio.
Novità anche per quanto riguarda gli orari: l’Aic propone le 22 come in Spagna. Le gare delle 17.15, le più indigeste per i calciatori, dovrebbero essere appena 10.
Per quanto riguarda i seggiolini vuoti, la Lega sta valutandola possibilità di sistemare sulle tribune maxi-schermi con le immagini via zoom dei tifosi a casa, come successo in Danimarca. Allo studio effetti di luce per simulare la presenza di bandiere, striscioni e sciarpe. Le tribune deserte potrebbero essere riempite anche da maxi-teloni pubblicitari in modo da aumentare la visibilità degli sponsor, se i regolamenti lo consentiranno. E potrebbe entrare in scena una nuova variante in caso di sospensione del campionato che impedisca anche la disputa di playoff e playout: l’algoritmo, evocato dal presidente federale Gravina, per stabilire la classifica se le squadre non avranno giocato lo stesso numero di partite.

fonte LA STAMPA

Da Bustos al rinnovo di Smalling: il mercato della Roma prende vita. Ecco tutti gli obiettivi

Vertonghen e Pedro i parametri zero che piacciono di più. Tanti in giovani sul taccuino: Kean, Bustos o Grevenberch. Ma se non si cedono gli esuberi saranno problemi

La cessione di Icardi al PSG ha aperto la nuova era del calciomercato, quello post pandemia, anche per la Roma. Scordatevi i 222 milioni pagati dagli sceicchi per Neymar, ora anche loro chiedono (e ottengono) gli sconti. E allora il ds giallorosso Gianluca Petrachi e la sua squadra studiano le mosse da mettere in atto per essere protagonisti nella prossima sessione di trasferimenti. La parola d’ordine è low cost. I parametri zero sono le nuove star, senza dimenticare la linea verde e i prestiti, che già l’anno scorso avevano dato una grossa mano.

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Gli obiettivi di mercato della Roma: l’era dei parametri zero

Durante il lockdown Petrachi è tornato nella sua Lecce per prendersi qualche giorno di riflessione. Il primo anno nella Roma lo immaginava diverso, sicuramente con meno polemiche e qualche certezza in più. È stato a un passo dall’addio prima dello stop, ora è tornato in carreggiata a pieno titolo

ma le risorse da investire sono limitate. Per questo nel suo mirino i nomi più importanti sono parametri zero o giovani di belle speranze. Pedro è un obiettivo concreto. L’esterno del Chelsea ha già annunciato che lascerà i Blues a fine stagione, ma la concorrenza della Juventus preoccupa. I giallorossi lo cercano dalla scorsa estate, un’interesse che ha fatto piacere allo spagnolo. Se però Sarri si mettesse in testa di portarlo a Torino ci sarebbe poco da fare. Jack Bonaventura è un obiettivo più facile da raggiungere, anche grazie alla sinergia con Raiola, ma il centrocampista del Milan non convince troppo Fonseca. Più intrigante Vertonghen, che può arrivare a prescindere dall’addio o meno di Smalling. Il belga ha deciso che è il momento di lasciare la Premier League e l’Itala è senza dubbio nei suoi pensieri. Se si “accontenterà” di un contratto lungo ma non superiore ai 3,5 milioni annui la trattativa si può chiudere.

Nainggolan alla Roma, si può: i tifosi sognano il ritorno del Ninja

Ha lasciato la capitale controvoglia. A fine stagione tornerà all’Inter, poi cercherà una nuova (vecchia?) squadra

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Se Nainggolan potesse decidere da solo il proprio destino, non avrebbe dubbi. I colori della Roma sono gli unici che si vedrebbe addosso. Tornare al Cagliari è stato romantico, ma rimettere la maglia più importante della sua carriera, quella giallorossa, sarebbe un sogno. Il presidente del Brescia Cellino ha scatenato i tifosi romanisti pronosticando il ritorno del Ninja nella capitale. E a due anni di distanza da quell’addio sofferto, l’affare è tutt’altro che impossibile.

“Radja ritorna, questa è casa tua” gli scrive un dei tanti tifosi romanisti nostalgici sui social. Al termine della stagione tornerà all’Inter, come anticipato dal ds nerazzurro Ausilio, poi si troverà un’altra soluzione. A 32 anni e con la carriera che viaggia ormai verso la fase finale, il suo addio sarà un’operazione low cost, ben distante dai 36 milioni spesi solo due estati fa. E la Roma di Fonseca potrebbe rappresentare la nuova sua occasione. “Giocatori che sposino la causa e che possano portare un valore alla rosa”. L’identikit che Petrachi cerca da quando è a Trigoria veste perfettamente sul Ninja, che per tornare potrebbe anche tagliarsi lo stipendio. Per Radja, in fondo, la Roma non è mai stata una questione di soldi.

Da Fonseca una “gufata” a Inzaghi

 Una domenica di relax, con la compagna e una coppia di amici a Torvaianica, nel ristorante che spesso frequentava Spalletti, Fonseca si si è concesso anche una battuta… da derby. Il caso ha voluto che nel ristorante dove stava pranzando sia stato intercettato da un cronista di lalaziosiamonoi.it

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che gli ha chiesto un pronostico sullo scudetto, «Lo vince la Lazio? No, non scherziamo – ha sorriso il tecnico grallorosso – vincere il titolo è difficilissimo. Vedremo chi la spunterà». Con la sua Roma, per adesso, può puntare al quarto posto e all’Europa League.

«Possiamo farcela per entrambi gli obiettivi» giura Carles Perez. Stamattina Fonseca riprenderà ad allenare la squadra con una seduta al giorno fino a sabato, solo domani è previsto il lavoro di pomeriggio, aspettando buone notizie dal campo e dall’infermeria. Pau Lopez ne avrà per un’altra settimana circa e dovrebbe essere pronto il 24 alla ripresa contro la Samp. Idem Perotti, mentre Zaniolo ha bisogno un mese. Sul fronte societario è stallo, i tifosi temono partenze eccellenti e ieri è stato esposto uno striscione fuori dagli uffici dell’Eur ammonendo Pallotta: «La Roma non si risana con le cessioni».

fonte IL TEMPO – AUSTINI

La Champions a palla ferma

– I ritmi di gioco inevitabilmente più lenti che si vedranno in campo alla ripresa della Serie A potrebbero favorire la Roma e il gioco di Fonseca. I giallorossi in serie A sono andati a segno già 17 volte a seguito di un calcio piazzato sulle 51 reti complessive (33,3% delle marcature).

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Tre le punizioni dirette siglate da Kolarov, 5 i calci di rigore realizzati tra il serbo, Veretout e Perotti, 6 le reti scaturite da calci d’angolo e una (Mkhitaryan) a seguito di un cross di una punizione. Trend confermato anche in Europa League: delle 14 reti all’attivo ben 6 (42,8%) sono arrivate da palla inattiva.

Schemi, certamente, sui quali Fonseca continua ad insistere anche in questo riavvicinamento al campionato. Ma anche una squadra che fa della fisicità una delle sue caratteristiche principali. Merito degli ottimi calciatori di punizioni come Kolarov e dei grandi colpitori di testa (Zaniolo, Mancini, Smalling, Fazio), abili a sfruttare le parabole disegnate sui calci d’angolo da Pellegrini e dal serbo.

fonte IL MESSAGGERO