Fonseca: “Difficile non avere contatti nel calcio. E’ terribile giocare senza tifosi”

Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport parlando del suo primo approccio con il mondo giallorosso e di come ha vissuto il lockdown:

Come sei stato accolto dai romani?
“Nella maniera migliore, fin dai primi giorni ho avuto un’accoglienza da parte del club e della città che mi ha sorpreso. Le persone sono state affettuose e simpatiche. A me piace girare per la città e qualche giorno fa giravo con mia moglie e i miei figli.  Le persone sono molto simpatiche con me e questo mi da voglia di assaporare questa cultura. Ho la libertà di conoscere Roma e incontrare persone simpatiche e questo è importante per me. Tutti mi hanno fatto una grande impressione trattandomi bene in questi mesi. Questo mi ha fatto amare ancora di più il fatto di vivere qui a Roma”.

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C’è un luogo di Roma che pensi ti appartenga?
“La fontana di Trevi è un posto in cui mi sento molto bene. Prima di venire a Roma ho tirato per gioco una moneta nella fontana devo confessarlo. Mi piace il Colosseo, Castel Sant’Angelo, mi piace molto Piazza di Spagna, mi piace passeggiare per Via del Corso,  camminare a Villa Borghese o Villa Pamphili che è vicino casa mia”.

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Conosci il film “La Principessa ed il Plebeo”? In cui i protagonisti girano per Roma in Vespa. La sai guidare?
“Sì, se ha il cambio automatico  con le marce (ride, ndr). Penso che possa essere una sfida romantica. io giro molto per Roma a piedi non in moto, come ho detto sono stato pochi giorni fa in giro con la famiglia per fare una passeggiata. Mi piacciono i luoghi storici della città”.

Tu hai vinto il premio per la migliore interpretazione dell’Inno della Roma
“Si, devo dire che canto molto male ma l’ho fatto con sentimento (ride, ndr). E’ una delle poche volte che ho cantato ma penso che non dovrò rifarlo”.

Roma ha una storia molto ricca. Questo influenza l’immagine della squadra, cosa ne pensi?
“Penso che questa città rappresenti la storia. Qui a Roma non c’è bisogno di entrare in un museo, la città è carica di storia. Penso sia unica al mondo, questa è l’immagine della città nel mondo. Ed essendo l’immagine della città è a sua volta l’immagine della Roma. Non possiamo dissociare la Roma da ciò che è la storia di Roma. Si rimane sbalorditi di fronte a lla stroia e alla bellezza di questa città e a questa storia. Una volta arrivati qui è impossibile non voler scoprire di più. Io sono informato molto sulla città e più scopro più mi interesso di più”.

Come hai vissuto il periodo del Coronavirus?
“Con molta tristezza per chi è scomparso e chi ha perso qualcuno. Poi con apprensione di tutti noi abbiamo affrontato qualcosa di sconosciuto e che potevamo controllare e non lo possiamo fare tuttora. Ma l’ho vissuto anche con positività. Per quanto mi riguarda l’ho vissuto con la mia famiglia. Ho potuto fare ciò che non ho mai fatto in vita mai: stare tutto il giorno con la famiglia, fare colazione con mia moglie e mio figlio. So che è una visione egoista ma mi ha fatto vedere un aspetto positivo della situazione. E’ comunque un periodo tragico che supereremo prima o poi ma che ci deve insegnare molto. Senza essere banale, da questo periodo dobbiamo capire ciò che veramente è importante nella vita”.

Insieme al club avete fatto molte iniziative. Come hai vissuto questa esperienza?
“Molto gratificante, la Roma ha avuto un ruolo sorprendente in questo momento tragico, ha trovato diversi modi per aiutare le persone in questi momenti difficili. E’ la prova che la Roma è più di un club ma come dice l’inno è il cuore di questa città. Sono stato orgoglioso di quello che ha fatto la Roma e di averne fatto parte”.

Hai visto Serie TV o Film?
“In primis mi sono dedicato a mio figlio e mia moglie. Sono stato un po’ dipendente da Netflix, sono un grande ammiratore delle Serie TV. Ora sto vedendo Ozark, sono totalmente dipendente da questa serie. Appena ho un momento libero la guardo”.

Sei molto fashion. Qualcuno ti aiuta in questo?
“Mia moglie è una specialista ma anche a me piace molto. Amo i vestiti, le scarpe, sono molto attento alle tendenze pur non seguendo da vicino tutte le novità. E’ un aspetto che mi piace molto soprattutto le scarpe”.

Nella vita sei più fado o rock?
“Rock. Non sono un grande fan del fado portoghese e quindi amo molto di più il rock. C’è però una cantante, Marisa, che è una cantante di fado stupenda. Ma io sono molto di più rock, mi piace ascoltare Walk On. Quando esco da Trigoria mi metto le cuffie e ascolto 3 o 4 canzoni e questo mi aiuta, fa bene allo spirito”.

La cucina italiana è la migliore al mondo. Hai un piatto preferito?
“Dell’Italia mi piace la pasta, non so se sono appassionato ma mi piace molto. Amo la cacio e pepe, come altri piatti. Ma devo dire che ho un debole per il pesce, che infatti ordino sempre al ristorante. Sono anche un bravo cuoco“.

Cosa ti manca di più della cultura portoghese?
“Devo dire che Roma ha attenuato molto la nostalgia del Portogallo perché il clima è molto simile. Ci sono cose che mi mancano del Portogallo che qui ci sono. Ovviamente mi mancano gli amici, la famiglia, le spiagge. Però la mia vita qui è molto simile a quella in Portogallo”.

Come è stata la tua esperienza di vita in Ucraina? Quali differenze ci sono con l’Italia?
“Moltissime, dal punto di vista culturale è totalmente l’opposto. Le persone lì sono molto diverse rispetto agli italiani e in generale ai popoli latini. E’ una cultura chiaramente influenzata dal proprio passato. Ma ho amato molto l’Ucraina con le sue persone che sono molto umili e lavoratrici. Vivere in Ucraina è una esperienza unica. Il clima, che è molto importante per me, era molto freddo. L’adattamento non è stato facile ma col tempo mi sono abituato. Kiev, in cui ho sempre vissuto, è una città fantastica e ho ricevuto molto affetto. Li ho conosciuto mia moglie e ho avuto il figlio più piccolo”.

Gli ucraini sono persone fredde?
“All’inizio sì, non erano molto aperti. Ma una volta conosciuti sono onesti, affabili e affettuosi. Noi latini al primo contatto notiamo le persone che non sono molto aperte come qui, ma conoscendole scopri che sono persone molto cordiali”.

Il campionato sta per ricominciare. Cos’è cambiato nel tuo modo di lavorare?
“Molte cose. Dalla preparazione al modo di vivere lo spogliatoio, cosi importante per noi. La Roma è stata veramente esemplare in questa situazione, ha seguito tutte le regole del protocollo, dalla divisione nelle rispettive stanze al mangiare separati. Praticamente stiamo insieme solo in campo per allenarci ma facciamo attenzione a tutto. Immagina cosa vuol dire non potersi abbracciare durante la partita…Sono cose molto importanti che ti rafforzano, hanno una forza emotiva. Tutto questo non ci sarà, sono curioso di vivere questo momento di maggiore distanza. E’ difficile nel calcio non avere contatti”.

Come vivrete il fatto di dover giocare senza tifosi e senza la Curva Sud?
“Mi è già capitato di giocare senza tifosi in passato. ed è terribile. E’ un qualcosa che rende la partita più triste e meno emotiva. A maggior ragione a Roma dove c’è la curva sud che ci sostiene in modo caloroso e da un sostegno importante alla squadra. Non potremo contare sulla forza che ci da nei momenti più delicati. Ovviamente sarà difficile vivere questo momento lontano dai nostri tifosi che vivono la squadra con molta passione”.

C’è un sogno che non hai ancora realizzato?
“Non lo so. Ho sempre avuto la fortuna di avere ciò che desideravo. Da ragazzo sognavo di giocare a calcio e sono diventato giocatore, come poi allenatore. All’inizio sognavo di allenare nella Serie A portoghese e l’ho fatto. Sognavo di trovarmi in un grande club europeo e ora sono qui. A livello professionale mi sento molto realizzato. Adesso sogno di vincere trofei importanti come il campionato o la Champions League. Più in generale il mio sogno è essere felice ogni giorno e vivere la città in maniera tranquilla ma anche emotiva. Per me la felicità è essere felici anche fuori dal mondo del calcio”.

Manca solo un Forza Roma
“Forza Roma”.