Petrachi può dire subito addio alla Roma: De Sanctis in pole per il ruolo di direttore sportivo

L’attuale supervisore del settore giovanile potrebbe essere promosso a ds giallorosso in seguito alle frizioni tra il dirigente salentino e la società

Petrachi e Pallotta ai ferri corti, sale Morgan De Sanctis. Nelle ultime ore l’indiscrezione di un confronto acceso tra i due ha contribuito a mettere ancora più in bilico il futuro alla Roma del ds.

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Che ora potrebbe salutare Trigoria in anticipo, anche prima del termine della stagione in corso. In questo modo, il posto da direttore sportivo giallorosso rimarrebbe vacante anche se sarebbe già pronta la soluzione interna.

Come riportato da ‘Il Corriere della Sera’ e ‘La Gazzetta Sportiva’, in pole c’è Morgan De Sanctis, uomo della società e attualmente supervisore del settore giovanile. Per l’ex portiere e team manager della Roma, che fino a pochi mesi fa è stato il vice dello stesso Petrachi, potrebbe profilarsi un ruolo ad interim. Il dirigente abruzzese, inoltre, nei giorni scorsi aveva anche declinato l’offerta dell’Ascoli, che gli aveva proposto il ruolo di ds.

Florenzi, l’ultimo regalo da capitano: plusvalenza garantita al “suo” club

Il Valencia non vuole riscattarlo ma vale 15 milioni e non rientrerà. Sarà cessione definitiva: su di lui Fiorentina, Atalanta e Siviglia

Dopo averlo ceduto in prestito a gennaio, la Roma sta lavorando per cedere a titolo definitivo Alessandro Florenzi. La notizia – scrive Chiara Zucchelli su ‘La Gazzetta Sportiva’ – è che intorno a lui potrebbe scatenarsi un’asta, soprattutto se dovesse far bene a Valencia da qui ad agosto. Una buona notizia per lui, che avrebbe la possibilità di scegliere la squadra e il campionato a lui più congeniali, un’ottima notizia per la Roma, perché da Florenzi, come prodotto del vivaio, arriverà in ogni caso una plusvalenza secca.

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L’ultimo erede diretto della dinastia di capitani romani, arrivato subito dopo Totti e De Rossi, in attesa, chissà di Pellegrini, sta per dire addio alla possibilità di tornare nella capitale al termine di questa stagione. Arrivato al Valencia da cinque mesi, Alessandro non intende rientrare alla base, scoraggiato dalla poca simpatia riscossa in larga parte della tifoseria giallorossa e, soprattutto, consapevole che non sia cambiato nulla nella considerazione di Paulo Fonseca nonostante la reale stima reciproca tra i due a livello umano. Ma il feeling tattico non è mai scattato.

Il terzino destro ha un contratto da 3 milioni fino al 2023, ed ha una valutazione di mercato intorno ai 15 milioni. Per ora non sembra che Florenzi verrà acquistato dal Valencia, con gli spagnoli disposti solamente, nel caso, a rinnovare di un altro anno il prestito. Sia Florenzi sia la Roma vorrebbero definire la cessione al termine di quest’estate. L’agente Lucci ha ricevuto la chiamata di due società italiane: la Fiorentina e l’Atalanta. Pradé lo aveva già cercato a gennaio, sta lavorando da tempo per convincerlo e l’operazione potrebbe rientrare all’interno di uno scambio con Biraghi. Per quanto riguarda l’Atalanta, rumors di mercato raccontano di un possibile scambio con Muriel. Da tenere in considerazione, all’estero, il Siviglia di Monchi, un altro che ha molta stima di Alessandro.

FONTE Chiara Zucchelli ‘La Gazzetta Sportiva’

Per Pellegrini c’è solo la Roma Ha detto al club che resterà, nonostante la clausola. Per diventare un leader

La prima dimostrazione d’amore nei confronti della Roma l’aveva già manifestata nell’estate del 2017, quando decise di tornare in giallorosso nonostante un diritto di recompra del club che però lui non aveva firmato, il che gli avrebbe anche permesso di accettare eventualmente la corte di Milan e Juventus, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport.

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La seconda, invece, l’ha ribadita proprio in queste ultime ore, dopo le parole espresse dal d.s. Petrachi nell’intervista rilasciata ad inizio settimana a Sky. Lorenzo Pellegrini ha scelto ancora la Roma, esattamente come fece anche tre anni fa. Perché ha deciso, in cuor suo, che il suo futuro sarà ancora giallorosso, a prescindere da tutto e da tutti.

Se poi dovesse succedere qualcosa di diverso, non sarà certo per scelta sua.  Giampiero Pocetta, l’agente di Pellegrini, questo lo ha ribadito anche a Petrachi, subito dopo le parole dette a Sky del d.s. romanista. Quella clausola (biennale) da 30 milioni resterà lì, senza essere utilizzata. A meno che non succedano dei cataclismi al momento inaspettati.

FONTE Andrea Pugliese La Gazzetta dello Sport.

Perotti: “Sui calci di rigore mi esprimo bene. Mi piace più fare assist che segnare”

Diego Perotti, giocatore della Roma, ha risposto alle domande dei tifosi tramite il profilo Twitter della società giallorossa:

Che ricordi hai del tuo primo gol con la Roma contro la Sampdoria?
Era la mia seconda partita alla Roma, nella prima avevo fatto un assist e in quella è arrivato il gol. È stato anche bello, con un tiro al volo a giro. È stato molto emozionante”.

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Qual è il tuo tatuaggio preferito?
Quello sul braccio destro composto dai monumenti simbolo delle città in cui ho giocato. Rappresenta la mia carriera, ci tengo tantissimo e mi piace molto come me lo hanno realizzato. E sto pensando di tatuarmi anche il braccio sinistro. Perché ho rimosso il tatuaggio del bacio sul collo? Non mi piaceva come era venuto quindi ho deciso di coprirlo con quello con lo scarpino e il pallone”. 

Il tuo idolo è Riquelme: cosa ricordi di lui?
Una giocata: il tunnel di suola all’indietro fatto contro il River Plate. Una delle giocate viste dal vivo che mi è rimasta nell’anima. In una partita così importante poi… Vederla è stata più emozionante che potermi allenare insieme a lui”.

Qual è il posto che ami di più a Roma?
Devo dire la verità: Roma è bellissima ma il posto che preferisco è sempre casa mia, mi piace passare più tempo possibile con la mia famiglia. Non mi è mai piaciuto troppo andare in giro o fare passeggiate”.

Quali sono i tuoi rigoristi preferiti?
Ti dico i miei 5 rigoristi ideali: il 1° lo tiro io. Il 2° Jorginho, che tira benissimo. Il 3° Riquelme. Il 4° Zidane, per quello che ha calciato nella finale del Mondiale del 2006. Il 5° Sergio Ramos, anche da difensore centrale ha una qualità pazzesca”.

Meglio confezionare un assist o segnare un gol?
Mi piace di più fare assist, la sensazione di un compagno che ti ringrazia per aver fatto una buona giocata o un bel passaggio è migliore per me rispetto a quella di segnare

Ti ritieni uno dei migliori rigoristi dell’ultimo decennio in Serie A?
È una situazione di gioco in cui mi esprimo bene e in cui mi piace essere consapevole di essere forte. Capita di sbagliare ma mi sono allenato tanto per arrivare a calciarli con sicurezza. Mi piace anche sentire la pressione e l’attesa dei compagni e dei tifosi”.

Il tuo gol più bello con la Roma?
Quello contro il Chelsea. Un bel tiro da fuori in una partita importante. A Courtois avevo già segnato col Siviglia contro l’Atletico Madrid, sempre da fuori con un tiro sotto l’incrocio. Forse quello è il più bello della mia carriera”.

Sai cucinare?
Non sono un grande appassionato di cucina ma sono forte con la griglia”.

Ti hanno sorpreso i tre acquisti di gennaio (Ibanez, Perez e Villar)?
Tutti e tre hanno un grande talento. Conoscevo Carles più degli altri, ma tutti hanno qualità e, soprattutto, hanno l’atteggiamento giusto perché ascoltano e imparano dai ragazzi più grandi“.

Roma-Genoa 3-2 del 28 maggio 2017?
È stato il momento più emozionante da quando sono a Roma. Mi piacerebbe tornare indietro a sentire le emozioni di quei secondi tra l’arrivo della palla fino al gol e a tutto quello che è successo dopo”.

Quel Roma-Genoa è stata anche l’ultima gara in carriera di Francesco Totti…
Una partita di addio non è mai felice ma con quel gol e con quella vittoria è diventato tutto più bello. Sono momenti speciali che capitano solo a giocatori speciali come Totti, in questo caso al 90° della sua ultima partita”. 

Zampa, Ministero Salute: “Possibile riaprire gli stadi, ma con l’impegno di tifosi e società”

Sandra Zampa, sottosegretaria al Ministero della Salute, ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss della possibilità che si possano riaprire gli stadi ai tifosi:

“Credo che, studiando modi e forme, ci sia questa possibilità. Una possibilità che dipenderà dal fatto che le persone dovranno entrare ovviamente una lontana dall’altra e che ci sia un accesso con controllo della temperatura.

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Dico una cosa: a giugno, come è noto, si riaprono teatri e cinema all’aperto mantenendo il distanziamento fisico. Bisogna che i tifosi sullo stadio assumano un impegno e che i club assumano un impegno serio nel controllo. Non possiamo assistere infatti agli abbracci in caso di goal di una squadra. Abbracciarsi vuol dire mettere a rischio la salute. Se uno è disposto ad accettarlo, secondo me

si può fare. In uno stadio entrerebbero molti ma molti meno tifosi rispetto alla capienza. Le persone devono stare nelle distanze che devono essere indicate da segnali come si farà nei teatri o nei cinema: esempio, un posto occupato, poi un metro e mezzo o due liberi, poi di nuovo occupato. A quel punto, entrando un po’ alla volta con misurazione della temperatura ed indossando la mascherina, si può accedere allo stadio. Una volta arrivato al posto sugli spalti, se all’aperto, si può tirare la mascherina giù. Si può anche urlare in caso di goal, abbracciarsi ovviamente non sarà consentito”.

Ranieri: “Ci aspetta uno spicchio di campionato dai contorni sconosciuti ed onestamente anche falsato”

Claudio Ranieri, tecnico della Sampdoria ed ex Roma, ha parlato sulle pagine de Il Secolo XIX delle due partite di campionato che vedranno la sua squadra alle prese con Inter e Roma:
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“Diciamo che questa doppietta ci sveglierà subito e ci permetterà di andare in forma. Come tutte le squadre, finora ci siamo solamente allenati tra di noi e non sappiamo a che punto siamo. Lo scopriremo affrontando gli avversari.

Ci aspetta uno spicchio di campionato dai contorni sconosciuti e onestamente anche falsato, con quello che è successo. In ballo ci sono enormi interessi e dobbiamo finirlo. Lo hanno capito i tifosi, lo hanno capito tutti quanti… perciò, finiamolo”.