Cagliari, Olsen non prolunga: martedì torna a Roma

Il portiere svedese ha deciso di non estendere il prestito fino alla fine della stagione: si allenerà a Trigoria, poi aspetta l’offerta dalla Turchia

Robin Olsen tornerà presto a Roma. Il portiere svedese – tornato a essere secondo alle spalle di Cragno – ha infatti deciso di non firmare il prolungamento del prestito con il Cagliari fino al termine della stagione.

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Olsen dopo il 30 giugno rientrerà quindi nella capitale e molto probabilmente si allenerà individualmente a Trigoria.  

Roma, Friedkin si avvicina sempre di più: uffici legali al lavoro Intanto il suo agente si sta muovendo per trovargli una nuova sistemazione. In Portogallo lo Sporting Lisbona è in cerca di un nuovo portiere ed è interessato allo svedese, ma diverse offerte sono arrivate anche dalla Turchia. Una in particolare ha attirato l’interesse del portiere, che adesso attende i contatti con la Roma. 

Roma, da Mirante a Diawara: i top e i flop col Milan Ecco i giallorossi migliori e peggiori di San Siro

TOP: MIRANTE—   A Trigoria pensano di avere il miglior secondo portiere d’Italia (non sappiamo se Buffon sarà d’accordo), tant’è vero che erano 15 partite che Mirante, da titolare, non perdeva. Stavolta, però, neppure lui è riuscito a fermare l’emorragia difensiva, e così la Roma ha perso. Ma una cosa è certa: anche stavolta è stato tra i migliori fra i suoi. Per informazioni, vedere l’azione del primo gol. 

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FLOP: ZAPPACOSTA —   Alla fine, pur senza fare nomi, Fonseca ha ribadito più volte come la squadra abbia regalato il primo gol. Stavolta sul banco degli imputati è finito Zappacosta, che pure – nel prosieguo dell’azione – si prodigato per evitare la rete. Ma il retropassaggio che innescato Rebic sul vantaggio del Milan è stato da matita blu. Anche perché a quel punto la benzina della squadra giallorossa era proprio poca.

 TOP: VERETOUT—   Oltre alla sconfitta, la peggiore notizia per la Roma è che Veretout, ammonito, non giocherà contro l’Udinese per squalifica. Un peccato, perché il francese ha dimostrati di sapersi sdoppiare. Non a caso nella ripresa, in impostazione, ha giocato spesso terzo a sinistra di difesa, per contribuire alla costruzione. Davanti all’ex maestro Pioli, che ha avuto alla Fiorentina, stavolta ha però dovuto cedere il passo.

 FLOP: DIAWARA—   A proposito di regali, proprio come contro i doriani, l’ex del Napoli ha sbagliato un appoggio che ha innescato l’azione su cui poi Smalling ha procurato il rigore. I social, a quest’ora, sono già impietosi con lui, ma la domanda vera forse è un’altra: la mancata operazione al ginocchio dopo il secondo infortunio – è stata scelta la terapia conservativa – è possibile che lo stiano condizionando? In ogni caso, sembra la controfigura del giocatore pre-lockdown,

fonte GDS

Le realtà distorte rovinano la Roma: a Trigoria non va tutto bene

Ormai è impossibile continuare a nascondere i problemi sotto al tappeto. I tifosi meritano di meglio e, soprattutto, meritano chiarezza

La Champions League volume uno (quella che passa per il campionato) è al tramonto. A dieci giornate dalla fine e dietro squadre che di certo non ricordano le sette sorelle di tempi andati. La Roma di Fonseca ha perso 6 partite su 11 in campionato nel 2020, con l’intervallo Covid, ma pure sempre più della metà sono. Roba da retrocessione. E la cosa peggiore è che le ha perse con merito, anzi con demerito. Ha perso due obiettivi stagionali su tre. E – se ci sforziamo di sforbiciare i tanti fake sui social – ha perso pure il poco entusiasmo rimasto ai tifosi. Ma non si può dire. O meglio si deve dire sottovoce. Perché qualcuno altrimenti si chiede sbigottito: “Ma perché non dite che va tutto bene?”. Perché dire che l’Atalanta è di un altro pianeta o che il Napoli nel suo anno più grottesco ha vinto un trofeo e ora rischia la rimonta sulla Roma? Perché dire la verità? Perché sembrare così maledettamente sinceri?

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Non sapevamo, infatti, di vivere nell’Impero fuori dal reale di Lynch, in quel Mulholland Drive dove la percezione parallela è così soggettiva da diventare distorta. O magari in un racconto di Ucronia dove la premessa generale è che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale. Pensavamo di raccontare fedelmente ciò che accadeva con termini più o meno giornalisticamente “forzati”, a volte anche smorzati per non eccedere nel negativismo che a Roma purtroppo spesso si sposa col realismo. Come chiamare una situazione in cui il direttore sportivo manda messaggi offensivi al suo presidente che risponde con una sospensione a pochi giorni dalla ripartenza del campionato? E che qualche ora prima metteva in dubbio il lavoro della squadra in diretta nazionale? Come definire l’ambiguità di una condizione societaria in cui un dirigente ombra (Baldini) ha più potere di un dirigente con nomina lampante, in cui un presidente che non viene a Roma da due anni e quasi un mese a una settimana da Roma-Sampdoria si autointervista per criticare l’offerta di un potenziale nuovo proprietario mettendone in dubbio le potenzialità economiche riconosciute da Forbes? Come oscurare le decine di striscioni di dissenso, le trattative di mercato in uscita, un bilancio che più rosso non si può? Come creare un film dal lieto fine quando a fine primo tempo saltano copioni, sceneggiatori, attori?

Non ci riusciamo, non ci riuscirebbe nemmeno Lynch. Pensiamo e speriamo che la Roma, i tifosi della Roma, la piazza di Roma meritino molto di meglio. Sappiamo che quest’anno difficilmente sarà così anche se l’Europa League d’agosto resta una affascinante speranza di una realtà distopica che nostro malgrado abbiamo vissuto in questo maledetto 2020. Siamo preoccupati per la Roma, perché essere innamorati non preclude la critica dei difetti. Semmai apre la possibilità di migliorarli. La cosa più preoccupante per il tifoso Romanista, infatti, non è la mancanza d’entusiasmo del famigerato ambiente esterno a Trigoria, ma la mancanza di chiarezza di ciò che sta avvenendo dentro Trigoria.

FONTE F. BALZANI

Fonseca: “Abbiamo regalato la partita. Nella ripresa il Milan è stato migliore di noi”

Paulo Fonseca, allenatore della Roma, ha parlato ai media dopo il match perso contro il Milan:

FONSECA A DAZN

Perché la Roma è calata nella ripresa?
Penso che nel primo tempo sia stata una partita equilibrata, abbiamo controllato. Nella ripresa, invece, dopo 10’ il Milan ha pressato più alto ma senza creare occasioni. Dopo abbiamo regalato la partita con un nostro errore, come fatto contro la Sampdoria. Le cose si sono complicate, il Milan era più fresco. Nella ripresa il Milan è stato migliore di noi”.

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Credete ancora nella Champions?
Dobbiamo pensare a vincere la prossima partita che diventa la più importante”.

Difficoltà tra primo e secondo tempo?
La verità è che anche nella ripresa il Milan non ha creato molto, abbiamo controllato bene. La squadra era più bassa, aveva difficoltà contro la pressione del Milan e qui ha influenzato sicuramente la condizione fisica. Non è una scusa, ma il Milan ha avuto due giorni in più per preparare la partita, poi avevano già giocato una partita più di noi. Abbiamo perso 2-3 volte il pallone all’inizio dell’azione ma penso che anche in questa situazione non possiamo regalare un primo gol come abbiamo fatto con la Sampdoria. Ho visto quasi tutte le partite, in questo inizio di ritorno in campo le squadre non creano molte occasioni da gol, noi purtroppo regaliamo le occasioni e diventa tutto più difficile”.

Cosa può preoccuparti da qui alla fine?
Soprattutto la questione fisica, non abbiamo molto tempo per recuperare. Non sarà facile mantenere la regolarità quando si cambiano tanti giocatori, però siamo pronti e preparati per lottare sino alla fine”.

Quanto ha inciso la situazione di Smalling e Mkhitaryan?
Non sono preoccupato e nemmeno i calciatori, loro giocheranno questi mesi in campionato e non abbiamo dubbi a riguardo”.

FONSECA A ROMA TV

Cosa è successo nel secondo tempo?
Abbiamo fatto un buon primo tempo controllando, non abbiamo concesso occasioni al Milan. Abbiamo avuto un’occasione con Dzeko e altre palle che potevamo giocare meglio all’ultimo, nella ripresa però loro hanno iniziato una pressione maggiore e ha giocato meglio di noi, senza però creare occasioni. Alla fine abbiamo regalato dei gol, come successo contro la Sampdoria. In questo momento in cui si crea poco, sbagliare così è difficile recuperare. Siamo stati poco reattivi, e dopo il primo gol è diventato tutto più difficile”.

Come mai c’è poca attenzione nei retropassaggio?
Non è facile capire, in questi due gol che abbiamo preso non abbiamo fatto pressione sul portatore di palla”.

Il Milan ha giocato con gli stessi della scorsa partita e ha fatto solo 3 cambi, come lo spiega?
Il Milan è alla terza partita e ha avuto due giorni in più di noi per prepararla, questo fa la differenza. La gara con la Samp ha avuto un impatto fisico forte su tutti, era impossibile non cambiare i giocatori, come li cambieremo alla prossima. Ora è difficile gestire, le squadre che hanno più giocatori hanno un vantaggio. Questo per noi ora non è un vantaggio, perché chi ha giocato contro la Samp era molto stanco”.

Come mai la squadra manca sempre il salto di qualità?
Non è stata una questione di atteggiamento, ma penso che possiamo fare di più, possiamo correre di più in alcuni momenti, ma penso che la squadra con fiducia e serenità ha giocato bene, poi quando prendiamo un gol come quello di oggi è difficile riprenderla”.

Spinazzola: “Nella ripresa abbiamo faticato. Hanno avuto un pressing diverso”

Leonardo Spinazzola, terzino della Roma, ha parlato ai media dopo la sconfitta contro il Milan:

SPINAZZOLA A ROMA TV

Cosa è mancato alla Roma?
Penso che nel primo tempo abbiamo gestito bene, in fase difensiva eravamo corti, abbiamo avuto qualche occasione in contropiede. Nella ripresa abbiamo sbagliato ad abbassarci, loro hanno pressato più alto, poi abbiamo sbagliato due palle che con la loro qualità ci hanno fatto male”.

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Si tratta di un problema fisico?
Fisico non penso, noi abbiamo cambiato tanto e loro erano gil stessi di mercoledì. Penso solo che loro hanno trovato più spazi e dopo è più facile segnare”.

Perché giocate sempre la palla in avanti?
Nel primo tempo abbiamo giocato molto in avanti, potevamo tenerla di più, nel secondo tempo non abbiamo trovato gli stessi spazi, loro hanno giocato meglio e sulle seconde palle arrivavano prima loro. Poi in campo vediamo cose e in tv col mister altre, la riguarderemo”.

Dopo un buon primo tempo cosa è successo?
Volevamo giocare come nel primo tempo, prenderci gli spazi e andare sulle fasce, ma nella ripresa abbiamo faticato. Il mister non ci ha detto di cambiare, loro hanno avuto un pressing diverso e noi non siamo riusciti a fare il nostro fraseggio. Secondo me ci siamo allungati troppo, dopo era più difficile tornare indietro e raggrupparci. Gli spazi erano lunghi e loro davanti hanno ottime qualità in fase di fraseggio, facevano degli 1-2 molto buoni. Se pressano alti devi buttare palla e diventa una rincorsa. Nel primo tempo avevamo più spesso la palla ed eravamo più corti”.