Cessione Roma, Micky Arison il nuovo nome per Pallotta: è il proprietario dei Miami Heat

Israeliano naturalizzato americano, è il presidente della Carnival Corporation, la più grande compagnia al mondo di navi da crociera. Forbes lo inserisce al 357esimo posto degli uomini più ricchi al mondo

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Micky Arison è il nome nuovo per la cessione della Roma. James Pallotta sta proseguendo nella ricerca di potenziali acquirenti per uscire dal club e l’ultimo ad avvicinarsi al dossier giallorosso – riporta la trasmissione “Te la do io Tokyo” su Centro Suono Sport – è il proprietario dei Miami Heat, una franchigia NBA con cui ha vinto tre titoli nel 2006, nel 2012 e 2013 (con tre campioni come Wade, LeBron James e Chris Bosh), di cui però ha affidato la gestione al general manager Pat Riley. Arison è però soprattutto il presidente della più grande compagnia al mondo di navi da crociera, la Carnival Corporation, che ha ereditato dal padre. Ha contribuito all’espansione della flotta che inizialmente aveva solo una nave e ora ne ha più di cento.

Il patrimonio di Micky Arison

Arison è nato a Tel Aviv ma è naturalizzato americano. Il suo patrimonio è di 5.8 miliardi di dollari e Forbes lo inserisce al 357esimo posto nella classifica degli uomini più ricchi al mondo (Friedkin è 555esimo con un patrimonio di 4.1 miliardi di dollari). Ha 71 anni e risiede a Bal Harbour, in Florida. È sposato e ha due figli.

Da Fazio a Cristante, le comparse sono sparite

Pallotta dagli Usa che si è lamentato per il gioco deludente della squadra e soprattutto di alcuni calciatori che ormai sembrano degli ex

L’unica nota positiva è che i tifosi della Roma non hanno assistito dal vivo all’umiliazione andata in scena all’Olimpico, scrive Gianluca Lengua su Il Messaggero.

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Una partita persa sin dall’inizio quando Fonseca ha scelto di mettere in campo calciatori senza grinta, tenacia, aggressività, ma soprattutto senza le doti tecniche necessarie per affrontare il campionato di Serie A.

Pallotta dagli Usa che si è lamentato per il gioco deludente della squadra e soprattutto di alcuni calciatori che ormai sembrano degli ex. Bruno Peres, riportato a Trigoria da Petrachi come se fosse un trofeo, ha dimostrato tutti suoi limiti commettendo errori tra il tragico e il comico: lento, goffo e senza spunti, ha permesso all’Udinese di affondare sulla destra e segnare il primo gol. Restando in difesa, finalmente è chiaro perché contro la Sampdoria tra Ibanez e Fazio, Fonseca abbia scelto di schierare l’ex Atalanta: il Comandante (soprannome da archiviare) sbaglia le marcature, è lento, impreciso e inadeguato.

Fa tenerezza quando si accascia a terra e chiede l’aiuto di Cristante per smaltire i crampi, un esubero da 2,5 milioni a stagione che ha ancora un anno di contratto e che Baldini deve sbrigarsi a piazzare a una squadra senza troppe pretese.

Ma è a centrocampo che si è consumata la vera tragedia romanista: un reparto incapace di costruire azioni pericolose, poco fluido e senza intuizioni.

Diawara è sembrato il fantasma del calciatore visto a Trigoria prima del lockdown, ha provato qualche passaggio filtrante ma senza successo. Poco più avanti, al centro della trequarti, c’era Perotti il peggiore per distacco, la sua espulsione ha dato la forza di reagire alla squadra per soli cinque minuti. Poi il buio totale. Infine, Kalinic che sembrava una vecchia gloria.

FONTE Gianluca Lengua su Il Messaggero.

Disastro Fonseca, Pallotta si infuria

La Champions se ne va e pesano i 20 punti di distacco dalla Lazio, Paulo sotto accusa
Jim parla di “partita vergognosa” e il futuro della Roma adesso è sempre più nero

La Roma non c’è più, in caduta libera, scrive Stefano Carina su Il Messaggero.

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A nulla è valso l’appello della vigilia di Fonseca (“Il campionato non è finito“). La squadra non risponde: apparsa dall’inizio sulle gambe, con la testa altrove, sciatta nelle scelte e nell’atteggiamento in campo.

Un copione già visto nell’era Usa con Luis Enrique, Zeman, Garcia e Di Francesco. Sono 7 i ko nel 2020 collezionati dal portoghese: peggio hanno fatto soltanto le ultime tre in classifica (Brescia, Spal e Lecce) e il Torino.

Nove invece le sconfitte totali nel torneo per i giallorossi: peggior risultato dal 2012-13 quando furono 10 nelle prime 29 giornate. Distanze siderali dal quarto posto (12 punti che poi diventano 13 in virtù degli scontri diretti a sfavore) e – 20 dalla Lazio. Parametrato a oggi, cioè con la vittoria che vale tre punti, un divario del genere si era avuto soltanto nel ‘74 (61 a 39). Qualcosa di simile anche nel 2000 (72 a 54).

Numeri che fanno insorgere Pallotta che dagli Usa tuona: “Prova imbarazzante e vergognosa“. Il presidente ce l’ha soprattutto con la squadra ma Paulo non può essere esente da critiche. Il tecnico ci ha messo ancora una volta del suo per peggiorare le cose: panchina per Dzeko (entrato soltanto a 20 minuti dalla fine) e spazio a Kalinic, non pervenuto. Ma le sorprese non sono finite qui: dentro anche Under a sinistra (alla vigilia definito fuori forma) e Perotti trequartista.

Non so cosa stia accadendo. Non siamo entrati bene in gara, abbiamo preso un gol e con l’espulsione poi è stato più difficile” le parole di Fonseca a fine gara

FONTE Stefano Carina su Il Messaggero

Liberateci dal vostro imbarazzo

Oggi la Roma non sembra più una società di calcio, e come azienda francamente non va nemmeno troppo bene. E se il presente è buio, la giornata del domani è avvolta nel mistero

L’Associazione Sportiva Roma è un patrimonio dell’umanità. Esageriamo? No.

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L’Associazione Sportiva Roma non è un giocattolo, non è un affare rischioso, non è una scommessa perenne. L’Associazione Sportiva Roma ha una storia fatta di pochi successi, ma poche vergogne. Di tante partite maledette, di tanti episodi sfigati, di errori più o meno perdonati.

Ma è sempre stata Magica, e lo è anche ora nonostante il maleficio che avvolge Trigoria e nonostante quell’ambiente che è sempre l’alibi di tutti i mali ma che non ha impedito alle rose fatte di fenomeni di vincere scudetti e sfiorare coppe di campioni. Perché oggi la Roma non sembra più una società di calcio, e come azienda francamente non va nemmeno troppo bene. Ormai si deglutisce amaro senza che nessuno ti chieda scusa per l’offesa: dal 7-1 di Firenze allo 0-2 di stasera passando per il 26 maggio, l’addio forzato di Totti e De Rossi, la mancanza di trofei da 10 anni, i rossi di bilancio, le cessioni dolorose, le plusvalenze da esaltare.

Schiaffi in faccia senza la possibilità di replicare perché altrimenti passi da “nemico”, da “maleducato”, quasi da scemo o idiota. Schiaffi senza una carezza prima di andare a dormire. Perché se il presente è buio, la giornata del domani è avvolta nel mistero. La Roma sarà venduta? A chi? La Roma venderà Zaniolo? A quanto? Di certezze non si vive mai nella vita, ma qui si esagera. L’unica certezza è che la Roma il prossimo anno non lotterà per lo scudetto, e non lo farà nemmeno se quest’anno il campionato dovessero vincerlo quelli la. Perché non c’è più romanismo se non tra i tifosi, perché a pochi interessa della Roma come entità cittadina, sentimentale, ancestrale. Conta trovare l’alibi, il nemico di turno che a volte è la stampa, a volte è un dirigente, a volte è l’allenatore stesso. James Pallotta definisce “imbarazzante” la partita con l’Udinese. Siamo d’accordo, ma come definirebbe la gestione di questo club? Noi siamo più gentili, e chiediamo solo di mollare la Roma che fino a 11 anni fa per il bostoniano era territorio sconosciuto. Perché l’Associazione Sportiva Roma è il patrimonio di tutti, e non una scommessa per pochi.

FONTE F. BALZANI

Fonseca: “La situazione è preoccupante perchè dobbiamo vincere. Sono preoccupato”

Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha parlato ai media dopo la sconfitta casalinga contro l’Udinese:

FONSECA A ROMA TV

Cosa sta succedendo?
Buonasera, è difficile spiegarlo. Non siamo entrati bene nella partita e abbiamo preso gol, poi con l’espulsione è stato più difficile ma la squadra ha reagito. Nel secondo tempo abbiamo creato di più e lasciato spazi. Ma è stato difficile con l’uomo in meno

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Passo indietro al livello di gioco o partita condizionata dagli episodi?
Quando si gioca in meno è più difficile ma è vero che la situazione è preoccupante perchè dobbiamo vincere. Dobbiamo lottare fino alla fine per gli obiettivi e il distacco con l’Atalanta è grande. E’ difficile, quasi impossibile. In questo momento sono preoccupato ma devo anche recuperare la squadra per il Napoli

Dzeko stanco?
Sì, ha giocato le prime due e non possiamo dimenticare che ora c’è il Napoli. Kalinic si è allenato sempre bene e ha fatto una bellissima partita contro il Cagliari prima del lockdown. In questo momento con così tante partite bisogna cambiare

Preoccupato per l’aspetto mentale o per quello tattico?
Penso che non sia un problema tattico, ora è mentale e dobbiamo recuperare la squadra per la prossima gara che è molto importante per noi. Abbiamo sempre giocato bene in questa stagione, abbiamo dimostrato di saperlo fare e ora dopo queste sconfitte dobbiamo recuperare

Qual è il tasto giusto per ricaricare i ragazzi prima di andare allo sbando?
Dobbiamo lottare fino alla fine e abbiamo obiettivi per questa stagione. Possiamo ancora vincere qualcosa ed è importante non dimenticare che chi gioca nella Roma deve sempre essere ambizioso. Abbiamo giocato bene molte partite e dobbiamo tornare quelli di prima

Troppo facile calciare verso la porta della Roma, i giocatori sono convinti di quello che lei propone loro?
Abbiamo visto gli attaccanti dell’Udinese che hanno dato molta profondità. In queste ultime due partite la squadra non ha concesso tante occasioni. Se andiamo a guardare i gol presi con il Milan nascono da errori nostri. Oggi invece nascono da errori sulla marcatura preventiva

FONSECA A SKY SPORT

Partiamo dalle scelte iniziali, sono scelte che rifarebbe?
Sì, non possiamo dimenticare che ci sono tante partite. Chi ha giocato le ultime due partite non era nelle migliori condizioni. Non siamo entrati bene in partita, poi abbiamo subito il gol, poi è stato difficile. La squadra ha reagito e creato situazioni, ma è sempre molto difficile.

Lei è stato chiamato qui per ripartire, pensa che si sta costruendo qualcosa?
Sì, continuo a crederci. Abbiamo creato un’identità. E’ un momento difficile ora, ma abbiamo obiettivi in stagione e dobbiamo lottare“.

Mi piaceva come giocava la Roma, ora no. Le consiglio di non ascoltare le radio romane, non c’è equilibrio.
Grazie mister Capello. Devo essere io il primo a credere che dobbiamo lavorare per cambiare la situazione, io sono responsabile. E’ una situazione difficile, mi assumo la responsabilità ma devo dire che non abbiamo finito la stagione, abbiamo obiettivi chiari. Ciò che è importante è cambiare i risultati e tornare a giocare come abbiamo fatto.

Come pensa di convincere la squadra che la stagione non è finita? Sembra svuotata, oggi è scesa in campo molle. Finché non ci sarà chiarezza societaria, per lei sarà difficilissimo.
Non ci sono scuse, siamo responsabili. Chi gioca nella Roma deve essere forte e capire che dobbiamo lottare fino alla fine. Chi gioca e allena qui deve essere ambizioso e noi dobbiamo essere ambiziosi. Ho cambiato, ma i giocatori scesi in campo hanno fatto cose importanti per la Roma. Ho fiducia in tutti i giocatori. Non è positivo cambiare i giocatori, ma non è facile recuperare quando si gioca ogni 3 giorni. Questo è un momento importante, non possiamo pensare solo alla prossima partita, ma anche a quella successiva“.

Come stava Dzeko?
Era stanco, ha giocato le prime due partite. L’impatto della prima partita è stato grande. Devo confessare che Kalinic ha fatto una buona pre-stagione e ho pensato alla partita col Napoli. Sono giocatori diversi, Dzeko è entrato bene ma ho fiducia anche in Kalinic“.

Conferenza Stampa Fonseca: “Io sono il principale responsabile. Dobbiamo recuperare mentalmente”

Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha parlato in conferenza stampa dopo la sconfitta contro l’Udinese:

Il commento di Pallotta?
“Non ho niente da dire, no comment”.

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Perché questa sconfitta?
“In questo momento è molto difficile giocare con un uomo in meno, dobbiamo capire tutti che è una sconfitta difficile da digerire ma abbiamo degli obiettivi da portare a termine”.

Roma più in difficoltà fisicamente o mentalmente?
“Nessuna squadra può star bene fisicamente adesso, devo dire che non abbiamo avuti problemi fisici ma mentali, dobbiamo tornare a essere la squadra che ha giocato sempre bene. Dobbiamo recuperare mentalmente i calciatori”.

L’utilizzo di Dzeko?
“Veniva da due gare consecutive, domenica c’è il Napoli. Kalinic si stava allenando bene, si è allenato bene e ho fiducia in lui”.

Quante responsabilità pensa di avere?
“Io sono il principale responsabile perché sono l’allenatore”.