Giocatori demotivati e con la testa altrove: rebus Zaniolo-Pellegrini

La squadra assorbe le notizie di vendita del club tramutandole, nel momento di difficoltà, in alibi

Demotivati, sulle gambe, molti già con la testa altrove. È la fotografia dei calciatori della Roma, scrive Stefano Carina  su Il Messaggero.

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Per certi versi, la cronaca di un finale annunciato. Perché se ormai da settimane l’input che arriva da Trigoria è quello di vendere, inevitabilmente la squadra lo assorbe tramutandolo, nel momento di difficoltà, in alibi. È una vecchia storia che da queste parti torna ciclicamente di moda.

Juan Jesus l’ultima partita giocata risale al 25 settembre e ormai si nota soltanto per qualche polemica sui social. Fazio palesa una condizione fisica disastrosa.

Under ha le valigie pronte e attende soltanto che il Napoli perfezioni/migliori l’offerta. Le parole ieri di un collaboratore di Ramadani – che ha confermato l’interessamento degli azzurri inserendo anche altre società – è propedeutico soltanto a innescare un’asta che al momento non c’è. Proprio per questo motivo se la Roma continua a chiedere 35 milioni, De Laurentiis è fermo a 25, disposto ad inserire al massimo 6 di bonus. Domani nuovo incontro.

Perotti da desaparecido torna capitano contro l’Udinese: il tempo di prendere un rosso e pensare già al futuro, consapevole che sono almeno 4 sessioni di mercato che la Roma sta provando a cederlo.

Kluivert, dopo aver parlato con il suo agente che ha favorito l’approdo di Mkhitaryan da svincolato in giallorosso, è già stato avvertito che l’anno prossimo giocherà altrove. Come probabilmente il giovane Calafiori, nel mirino della Juve.

Dzeko, un giorno sì e l’altro pure, legge e ascolta che il club non può più per mettersi di pagargli lo stipendio, rinnovato soltanto 11 mesi fa. Indiscrezioni chiaramente non inventate ma veicolate dall’interno che al bosniaco non possono far piacere ora che – con un’altra figlia in arrivo a settembre – ha deciso di restare nella Capitale sino al termine del contratto.

Santon è scomparso. Forse perché mancano 9 gare e ne giocasse altre 3 scatterebbe un bonus a suo favore che a Trigoria, a corto di liquidità, preferiscono evitare di elargire. Kalinic gioca (?) sapendo che non sarà riscattato. Cetin è stato superato nelle gerarchie anche da Ibanez, apparso inadeguato per certi palcoscenici. Pellegrini è fermo alle parole di Fienga che a gennaio – sull’annosa questione del prolungamento togliendo la clausola rescissoria (esercitabile da mercoledì per l’interomese e pagabile in due tranche) – dichiarò: “Non ora, ma lo convinceremo con un progetto ambizioso“. La speranza è che la permanenza di Lorenzo sia legata ad altro e che nel professionista, giustamente ambizioso e nazionale azzurro, prevalga la volontà di restare nella sua città, indossando a breve la fascia di capitano. Perché di ambizioso nella Roma, al momento, non c’è nulla.

I conti peggiorano, il presidente non vede l’ora di cedere e il rischio che un’offerta analoga per Zaniolo possa far vacillare il club, è sempre più incombente.

Arrabbiato, sì. Ma non molla: Pallotta seduce nuovi partner

Il presidente tratta la cessione, però col nuovo stadio può restare

In questa stagione che assomiglia pericolosamente a quelle passate, si dice James Pallotta che sia sempre più stanco e arrabbiato. Come riporta Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport, è ormai noto che il bostoniano voglia vendere la società, rientrando degli investimenti fatti. Con Friedkin in stand-by, grazie a Goldman Sachs il dossier Roma è finito sui tavoli di mezzo mondo. L’ultimo nome venuto fuori è quello di Micky Arison, proprietario dei Miami Heat. Ma da Trigoria smentiscono.

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Pallotta nel frattempo non ha perso le speranze di poter costruire il nuovo stadio di Tor di Valle ed è anzi convinto che a breve possa arrivare il via libera per costruire. Un “sì” che gli garantirebbe un guadagno assicurato e che lo potrebbe convincere a tenere la Roma ancora per qualche tempo. Il distacco dal club è certificato e già da settimane diversi potenziali compratori stanno avviando due diligence parziali. L’unico che, se volesse, potrebbe dare un’accelerata immediata all’acquisto del club resta però Friedkin.

Jim cerca un’uscita di sicurezza

Pallotta contestato e senza più interessi per adesso salva l’allenatore e aspetta l’offerta giusta per cedere: “Sono stanco”

Per il secondo anno consecutivo la Roma sta franando sotto i piedi di James Pallotta che, lontano più di 6.000 chilometri dall’epicentro del terremoto, può solo indagare attraverso telefonate più o meno furiose sulle motivazioni dello sfacelo, scrive Gianluca Lengua su Il Messaggero.

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Il presidente della Roma si definisce “stanco” per quanto sta accadendo alla squadra, corsi e ricorsi storici che a distanza di 12 mesi si ripresentano puntuali, nonostante la rivoluzione che ha portato a un nuovo anno zero.

I risultati scadenti inanellati dalla squadra non sarebbero dovuti alle indiscrezioni sul passaggio societario, ma si tratterebbe di problemi interni che, però, hanno demoralizzato l’imprenditore di Boston seccato di combattere le negligenze dei calciatori. “Vi chiedete perché sono stanco?” ha domandato dopo la partita contro l’Udinese, un messaggio chiaro che sa di resa pronunciato da uomo che ha commesso decine di errori nel corso della sua presidenza provando, in alcuni casi, anche a porre rimedio con licenziamenti e rivoluzioni.

Oggi è chiaro a tutti, dentro e fuori Trigoria, che è giunto il momento di passare la mano a qualcuno di più facoltoso, pronto a investire denaro per risollevare le sorti della società. Alternativa: l’ok per la costruzione dello stadio, con Pallotta che resta al comando, affiancato da nuovi soci.

Dopo il “no” a Dan Friedkin, per ora sparito, a un’offerta di 575 milioni di euro ritenuta “inaccettabile”, a sondare il terreno, secondo quanto riportato dalla trasmissione “Te la do Tokyo” su Centro Suono Sport, è il gruppo di Micky Arison, imprenditore con un patrimonio di 5,8 miliardi di dollari (357esimo uomo più ricco del mondo secondo Forbes), proprietario dei Miami Heat e della Carnival Corporation la più grande compagnia al mondo di navi da crociera.

La Roma smentisce, ma è evidente che Pallotta non stia con le mani in mano in un momento così delicato per il club.

Fiorentina, pazza idea De Rossi per la panchina

Servirà eventualmente una deroga speciale per vederlo allenare la viola il prossimo anno

Daniele De Rossi è pronto a iniziare il suo percorso da allenatore,

ma non alla Roma.

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Secondo quanto riporta Gianluca Di Marzio su Sky Sport l’ex centrocampista giallorosso sarebbe entrato di prepotenza nel mirino della Fiorentina, che lo vorrebbe come tecnico per la prossima stagione.

La viola avrebbe accelerato e staccato le altre pretendenti: un’altra squadra di Serie A, tre di Serie B e anche qualche club in C. A portare avanti i dialoghi con l’ex Roma ci sarebbero il diesse Pradè e il direttore generale Barone, entrambi impressionati positivamente dall’entusiasmo mostrato dallo stesso De Rossi. Quest’ultimo però non ha ottenuto le certificazioni per poter allenare in Serie A, soprattutto perché a causa del Covid non è riuscito a frequentare i corsi per ottenere poi il patentino. Proprio per questo servirà una deroga speciale per vederlo eventualmente sulla panchina viola il prossimo anno.

Calciomercato Roma, il padre di Perotti: “Sogna il Boca, ma lo vogliono due club europei”

El Monito confessa: “Non chiudo le porte al ritorno in Argentina perché sono un tifoso”

Diego Perotti non vive il suo miglior momento con la Roma. L’espulsione diretta contro l’Udinese, con la fascia di capitano al braccio, è stato un duro colpo nel suo rapporto con i giallorossi, società e tifosi compresi.

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E il padre Hugo, che ha parlato a Crack Deportivo, apre le porte a un suo addio: “Tornare al Boca è una della cose che ha in mente. Ha ancora un anno alla Roma, ma so che ci sono due squadre in Europa che se lo vogliono portare via.

Lui ha una voglia davvero grande di tornare al Boca Juniors e solo che i tifosi lo vogliono. Inoltre ammetto che vederlo alzare una Libertadores con la maglia del Boca sarebbe il sogno della mia vita. Direi: ok, la mia vita può finire qui”. E proprio El Monito, in un’intervista recente a Espn non ha escluso un ritorno alla Bombonera: “Non chiudo le porte al ritorno perché sono un tifoso del Boca Juniors”