La Juventus in pressing su Zaniolo: la Roma e il giocatore (per ora) chiudono la porta

Il club giallorosso e il calciatore non vorrebbero la cessione, anche in vista dell’Europeo, ma Paratici non molla

La Juventus non molla Zaniolo. Nicolò non ha fatto in tempo a rientrare in campo dopo 6 mesi di stop, che subito sono tornate a suonare le sirene di calciomercato bianconere. I tifosi della Roma sono preoccupati, di poter leggere sui giornali notizie della cessione del loro beniamino, che rappresenta forse l’ultima speranza di un futuro un po’ meno buio per la Roma.

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 Però Fabio Paratici resta in pressing, non perde di vista il talento più luminoso del calcio italiano. La Juve ha completato lo scambio Arthur-Pjanic mettendo a posto il bilancio al 30 giugno, ora pensa al calcio giocato e a chiudere il campionato. Ma Zaniolo è un pensiero che non se n’è mai andato dalle parti di Torino. Almeno ad ora, però, le porte di una possibile cessione alla Roma restano chiuse. Il club giallorosso non ci pensa affatto, così anche lo stesso calciatore, concentrato sul rientro in campo e il recupero della condizione migliore. Più volte il centrocampista classe ’99 ha ribadito il suo amore per la Roma, le è riconoscente e vuole continuare il percorso di crescita a Trigoria dopo il rinnovo firmato ormai un anno fa.

Roma, la Juventus non molla Zaniolo ma Nicolò ha già deciso

Nel mirino, oltre al finale di stagione tra Serie A e coppa, c’è anche un Europeo da giocare nel 2021. Per diventare un punto fermo dell’Italia di Mancini serve continuità e fiducia, Zaniolo non ha intenzione di andare via, di sicuro non quest’anno. A meno che la Roma non gli comunichi di non poter rinunciare ai 50-60 milioni che la Juventus – si dice – potrebbe mettere sul piatto. Ieri Claudio Vigorelli, agente di Nicolò, era nella capitale e ha incontrato Zaniolo a casa sua. Nessun colloquio a Trigoria con la società, con cui i rapporti continuano a essere ottimi. La Juventus lavora sotto traccia, ma neanche troppo, la Roma proverà in tutti i modi a evitare un addio che più doloroso non si potrebbe. I conti del club giallorosso, in attesa di novità importanti sul fronte cessione societaria, sono in profondo rosso, ma Pallotta, Fienga e Baldini cercheranno di piazzare esuberi, di potare i ‘rami secchi’, i fiori appassiti. Come Under e Kluivert, primi sacrificabili sull’altare del bilancio e della permanenza di Pellegrini e Zaniolo. Che ora vuole la Roma e su questo dubbi non ce ne sono. Poi tra un anno, dopo l’Europeo, eventualmente si valuterà nuovamente la situazione. Anche se, verosimilmente, già a breve Pallotta si troverà di fronte a un’offerta della Juventus che, col passare del tempo, sarà sempre più complicato rifiutare.

Roma-United, accordo per Smalling: prestito con obbligo di riscatto a 17 milioni

La società potrà pagare il tutto in tre anni. E’ stata decisiva adesso la volontà del giocatore

Fumata bianca vicina per Chris Smalling alla Roma. Secondo quando riporta su Twitter il giornalista esperto di mercato Alfredo Pedullà la società giallorossa e il Manchester United sarebbero vicini all’accordo sulla base di un prestito di 3 milioni di euro e obbligo di riscatto fissato a 17, con la Roma che dovrebbe pagare il tutto in tre anni.

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Adesso la palla passa al giocatore, la cui volontà è stata decisiva ai fini della conclusione dell’affare. Smalling nel corso della sua avventura giallorossa, oltre ad aver ritrovato quello smalto e quella sicurezza smarrita negli ultimi anni in maglia Red Devils, si è sempre dimostrato vicino alla tifoseria e voglioso di continuare il suo percorso nella Capitale. Saranno quindi giornate decisive per il suo futuro  romanista.

Europa League, Monchi: “Conosco la Roma, sarà un avversario difficile”

Queste le parole del diesse del Siviglia: ”Ha cambiato molto, ma è un club con una storia importante”

Il direttore sportivo del Siviglia Monchi ha parlato ai canali ufficiali del club andaluso in seguito al sorteggio per i quarti di finale di Europa League.

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Queste le parole dell’ex Roma sopratutto in vista della sfida con i giallorossi: “Dobbiamo ragionare turno dopo turno e pensare alla sfida molto complicata che avremo con la Roma. Difficile per noi guardare oltre, anche per il nostro mondo di intendere il calcio. Conosco molto bene i giallorossi, hanno cambiato molto sia nel mercato estivo sia in quello invernale, ci daranno filo da torcere. Sono competitivi e il gruppo che hanno è molto buono. E’ un club con una storia importante e saranno un ostacolo difficile per noi“.

Kluivert, l’esclusione per “giusta causa”: Paulo prova a svegliarlo prima dei saluti

L’olandese ha pagato la prova opaca di Napoli sommata ad un allenamento pre-gara dove è apparso andare al minimo

Scelta tecnica. Una definizione che spesso nel calcio nasconde un litigio, uno scadimento di forma o una cessione imminente.

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Nel caso di Kluivert, rimasto fuori dalla lista dei convocati contro il Parma, si tratta invece di una semplice valutazione, seguita alla prova opaca di Napoli e sommata ad un allenamento pre-gara dove è apparso andare al minimo, scrive Stefano Carina su Il Messaggero.

Domanda lecita: possibile passare in tre giorni dall’essere titolare al San Paolo al non venire nemmeno convocato per la partita successiva? La risposta è affermativa. Basta osservare il percorso inverso di Bruno Peres: titolare con l’Udinese, non convocato per scelta tecnica contro gli azzurri e schierato nuovamente dal primo minuto nella partita contro il Parma. Tutto nel giro di una settimana.

Senza voler far finta di nulla, qualcosa nella testa di Justin e Fonseca è comunque cambiato. Il tecnico – ora che per la prima volta è stato messo in discussione – anche alla luce del confronto avuto con la dirigenza la scorsa settimana, ha deciso che non è più il tempo di aspettare nessuno. Della serie: chi corre in allenamento gioca, chi non s’impegna resta a casa. Paulo ha così spiegato all’olandese la sua decisione. Kluivert non l’ha presa inevitabilmente bene ma è proprio su questo che Fonseca gioca: stimolare una reazione. In una squadra dove la metà degli elementi della rosa ha la valigia pronta e l’obiettivo Champions – almeno via campionato – è venuto meno, serve trovare in qualche modo motivazioni.

A Brescia, complice la squalifica dell’armeno, non ci sarebbe quindi da stupirsi nel vedere Justin nuovamente titolare. Dipende da lui, anche se il suo futuro è ormai deciso.

Il discorso con l’Arsenal infatti è ancora aperto. Soprattutto alla luce della particolare modalità con la quale Mkhitaryan è riuscito a diventare giallorosso. Bisogna trovare un’intesa con i Gunners, considerando che l’ex Ajax a bilancio figura ancora a 12,7 milioni.

Caos rigore, Fabbri verso un lungo stop

Al monitor l’errore su Mancini all’Olimpico: l’arbitro lontano dal campo fino al termine della stagione?

Uno stop che potrebbe essere più lungo del solito per un errore più pesante del solito. È quello a cui starebbero pensando i vertici arbitrali italiani per quanto riguarda Michael Fabbri, direttore di gara mercoledì sera all’Olimpico in Roma-Parma.

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 L’arbitro viene invitato ad una on field review: le immagini mostrano l’impatto tra il pallone e il braccio palesemente aperto di Mancini sul colpo di testa di Kucka. L’arbitro guarda e riguarda le immagini. Poi, inspiegabilmente, indica il contatto con la spalla e decide di non assegnare un rigore che sembra del tutto evidente. La partita si concluderà con la vittoria per 2-1 della Roma tra polemiche roventi del Parma, con il tecnico D’Aversa che sbotta.

Davanti a un errore così palese, per giunta di fronte a un invito al monitor con la segnalazione di un “chiaro ed evidente errore” da parte del Var – i vertici arbitrali – riporta ‘La Gazzetta dello Sport’ – starebbero pensando a un lungo stop per Fabbri, arbitro internazionale, che potrebbe addirittura non tornare come arbitro in campo da qui a fine stagione. Ritenuto colpevole di un errore troppo pesante in un momento tanto delicato, anche per le tante accuse rivolte alla classe arbitrale dalle società.

A differenza dei soliti stop cautelativi, magari per uno o due turni, la sensazione, stavolta, è che questo voglia essere un segnale diretto agli arbitri per invitarli a maggiore attenzione, in particolare nei casi da Var, nell’interesse della categoria e della trasparenza, più volte invocata da Rizzoli come strumento per disinnescare le polemiche.

Under-Kluivert, dai social al campo: la Roma è stufa

I due talenti, da boccioli sono diventate rose appassite: non sono più titolari e ora per Pallotta rappresentano una possibile via d’uscita per evitare cessioni più dolorose

“Ricordi sbocciavan le viole…”. Tralasciamo il resto perché il “non ti lasceremo mai” struggente di De Andrè stona con la storia che stiamo per raccontare. Quella di Cengiz Under e Justin Kluivert, i due fiori del progetto verde della Roma di Monchi ma volendo pure di Massara, Fienga, Baldissoni, Baldini o Petrachi. 

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Così non ci si sbaglia. Fiori, o meglio boccioli, che dovevano diventare fiori all’occhiello del mercato delle plusvalenze giallorosse ma che – proprio come cantava De Andrè – sono diventate rose appassite. Il turco ci era riuscito un paio di anni fa dopo una stagione da esordio davvero sorprendente. L’olandese, invece, è rimasto chiuso nei suoi petali. Entrambi parlano a fatica l’italiano (Kluivert meglio di Under), entrambi hanno fatto discutere per uscite mediatiche poco felici, entrambi sono stati bacchettati dagli allenatori perché “fuori condizione” o perché tatticamente ancora non maturi per un club importante come la Roma. Ma andiamo per ordine. Perché oggi Under e Kluivert non sono più titolari eppure rappresentano per Pallotta una delle vie di uscita per risanare il bilancio senza dover strappare fiori nostrani ben più profumati come Zaniolo o Pellegrini. Impresa difficile. Baldini ci sta provando, Fonseca pure anche se fin qui le punizioni stimolanti del portoghese non hanno portato grandi effetti sui due ragazzi.

Fuori forma o con la testa altrove? Cengiz Under aspetta il Napoli

La situazione del garofano turco Under è ingarbugliata. Cengiz quest’anno ha giocato solo il 32% dei minuti complessivi a disposizione partendo titolare appena 11 volte in campionato e concludendo la gara fino al 90’ solo in due occasioni (Genoa e Lazio). Tre i gol messi a segno, zero assist e tanta apatia nonostante l’incoronazione di Totti che per lui ha pronosticato un futuro da campione. Un crollo verticale proseguito nel post lockdown visto che da quando è ripartito il campionato Under ha giocato 63 minuti distribuiti tra Sampdoria e Udinese. “E’ fuori condizione”, la secca conferma di Fonseca. Ma è soprattutto dentro un affare di mercato, quello col Napoli. E quindi con la testa altrove. Il turco, infatti, si è promesso al club di De Laurentiis come si intuisce pure dalle battute e sorrisi con Insigne al San Paolo. Tra i due club, però, la distanza c’è ancora. Il Napoli vuole chiudere a 25 milioni oppure inserire Hysaj nella trattativa mentre Baldini pretende non meno di 31-32 milioni per spedire Cencio sotto il Vesuvio. La sensazione è che l’affare si chiuderà anche perché al momento alternative importanti non ce ne sono al contrario di due anni fa quando alla porta della Roma bussarono club come Bayern Monaco, Manchester City e Tottenham.

Justin Kluivert: punito e sul mercato. L’ Arsenal non affonda

I tulipani sono fiori olandesi bellissimi, ma vanno trattati con cura. E non si può dire che la Roma abbia trascurato Justin Kluivert. Il cognome pesante però per l’attaccante non è bastato. La sua avventura è iniziata male e sta finendo peggio con tanto di esclusione punitiva di Fonseca contro il Parma. Al tecnico non sono piaciuti gli atteggiamenti dell’attaccante sia nella gara di Napoli, sia nei giorni successivi quando si è mostrato svogliato in allenamento nonostante i proclami sui social e le decine di interviste che hanno innervosito la dirigenza come quella rilasciata pochi giorni dopo il suo arrivo nella capitale: “Tra qualche anno mi vedo al Barcellona”. Forse in vacanza. Ma l’aspetto che interessa di più è senza dubbio quello tecnico. Il figlio di Patrick ha numeri imbarazzanti per un attaccante: 5 gol in campionato in quasi due stagioni e una incapacità nel risolvere le gare più importanti. Quasi invisibile pure la crescita tattica del ragazzo che faticava con Di Francesco e fatica oggi con Fonseca. Il portoghese lo ha escluso col Parma sperando di svegliarlo per il finale di campionato così come ha fatto in queste settimane con altri giocatori come Bruno Peres. Anche perché bisogna convincere compratori a offrire una cifra vicina ai 25 milioni. Il più interessato era l’Arsenal. Quando Baldini parlava con il club londinese per la risoluzione del contratto di Mkhitaryan e il successivo accordo dell’armeno con la Roma, è uscito con forza il discorso legato a Kluivert. I Gunners, da sempre interessati ai giovani talenti soprattutto se olandesi, lo monitorano e hanno una corsia preferenziale dopo l’accordo per Miki. Il giocatore risulta ancora 12,7 milioni a bilancio. Mino Raiola, il suo agente, è al lavoro e ovviamente spinge per la cessione anche se l’Arsenal negli ultimi giorni è sembrato più timido. Magari con un finale di stagione degno di quel cognome…

FONTE F. BALZANI

Pelonzi, PD: “Stadio? Valuteremo solo l’interesse pubblico. Niente calcoli politici”

Giulio Pelonzi, consigliere comunale del PD, ha parlato ai microfoni di Centro Suono Sport del futuro Stadio della Roma:

Noi votammo contro lo stadio, e fummo anche contestati nel 2017 per questo. Il voto contrario personalmente lo basai sul rapporto tra cubatura privata e opere pubbliche a carico del proponente, e poi anche per il tema legato alla viabilità.

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Dal 2017 ad oggi sono cambiate un po’ di cose. Sia dal punto di vista politico che dal punto di vista economico: il no alle Olimpiadi ha eliminato la possibilità di fare opere a Roma da qui a non so quando. Noi non affrontiamo la vicenda dal punto di vista demagogico, ma dal punto di vista tecnico: leggeremo attentamente tutte le carte prima di maturare la nostra posizione. Io sono il più grande avversario politico del progetto della Raggi, lo sapete, ma lo rileggerò senza preconcetti con la speranza che la Sindaca non presenti lo stesso progetto di tre anni fa. Vi sembra normale che un consigliere comunale non ha potuto vedere le carte per non so quanto? Ma per trasparenza andava messo tutto sul sito del Comune, non bisogna limitarsi a dare il libero accesso a noi. Noi giudicheremo l’interesse pubblico, solo quello, non faremo calcoli politici”. Roma-Lido? I 180 milioni della Regione sono stati stanziati, i 40 del Comune sono ancora ‘ballerini’ e mi auguro che entro il 31 luglio il Comune li possa stanziare definitivamente, sennò c’è un problema per me. Io devo capire se il potenziamento della Roma-Lido è sufficiente a coprire la mancanza dei ponti, questo è un altro problema. Se uno volesse farlo il ponte dei Congressi potrebbe esser fatto insieme allo stadio, ma bisogna vedere se c’è la volontà. Nessuno vuole fare un braccio di ferro politico sulla vicenda stadio, per carità, noi siamo a favore dello stadio sia della Roma che della Lazio, ma bisogna vedere il progetto: ad andare a votare siamo noi, e i rischi penali e contabili li paghiamo noi“.