Il documentario su Totti in anteprima alla Festa di Roma

L’opera sarà presentata all’Auditorium Parco della Musica, in programma dal 15 al 25 ottobre

Non solo la serie tv, le cui riprese inizieranno a breve. Della vita dell’ex capitano giallorosso parlerà anche “Mi chiamo Francesco Totti“,

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il documentario del regista Alex Infascelli tratto dall’autobiografia del numero dieci, scritta assieme a Paolo Condò e pubblicata nel 2018. L’opera, così come annunciato dal direttore artistico Antonio Monda, verrà presentata alla Festa del Cinema di Roma, in programma dal 15 al 25 ottobre all’Auditorium Parco della Musica. Nel documentario, descritto come un racconto intimo di Totti come sportivo e uomo, sarà ripercorsa la vita dell’ex calciatore.

Da Pastore a Under e Kluivert, nella Roma non c’è più spazio. Ora Fonseca si fida di pochi

Il turnover non ha dato le garanzie sperate, così il tecnico portoghese dopo la sconfitta con l’Udinese ha deciso di bocciare l’idea di rosa lunga per puntare sulla continuità

La rosa lunga doveva essere l’arma in più della Roma in questo tour de force post lockdown. La svolta invece è arrivata quando Fonseca ha cambiato modulo e ha deciso di affidarsi a meno elementi, scegliendo la via della continuità.

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Tre vittorie consecutive, nelle quali i giocatori impiegati sono passati da 24 a 20, con alcuni intoccabili come Mancini, Ibanez, Veretout, Mkhitaryan e Pellergini. Quattro giocatori in queste tre partite non hanno più visto il campo: Smalling, fermo per infortunio, e poi Under, Kluivert e Pastore, praticamente fatti fuori dal tecnico per motivi diversi. Il portoghese, messo all’angolo dal rischio esonero, ha detto basta. E la linea dura è stata confermata anche mercoledì, quando in diretta tv ha tirato le orecchie a Zaniolo: “Non mi è piaciuto”.

UNDER E KLUIVERT, TRA MERCATO E CRISI TECNICA

“Continua a sorridere” ha scritto Kluivert sui social dopo il match vinto con il Verona. Nella foto, insieme a lui, proprio Under. I due esterni, che a inizio campionato partivano con lo status di talenti in rampa di lancio, hanno vissuto un’altra stagione controversa e ora si ritrovano sul mercato e ai margini della rosa. Fonseca ha deciso che per questo finale di campionato scenderanno in campo col contagocce. Una presa di posizione figlia del cambio di atteggiamento del tecnico, che non intende più chiudere un occhio quando qualcuno sbaglia.
Il destino di Cengiz è noto da tempo. Nella prossima finestra di calciomercato verrà ceduto per fare plusvalenza (forte l’interesse del Napoli). In questa stagione non è praticamente mai stato un’alternativa affidabile, anche a causa degli infortuni. Come se non bastasse, al rientro dopo il lockdown si è presentato in uno stato di forma poco accettabile. Nel corso delle settimane a Trigoria è apparso svogliato e poco coinvolto, tanto da diventare l’ultima scelta tra gli esterni. Contro l’Udinese è arrivata l’ultima occasione: dentro da titolare per un tempo, abbastanza per capire che fosse finita.
Stride di più la situazione di Kluivert, che durante tutta la pausa nelle sue numerose interviste ha lanciato spesso messaggi d’amore alla Roma, e che è stato sempre un elemento su cui Fonseca ha puntato. I problemi sono cominciati con le voci di mercato che l’hanno accostato con forza all’Arsenal, dopo il riscatto di Mkhitaryan. L’esclusione dai convocati con il Parma ha rotto poi l’incantesimo. “Si è allenato male” ha spiegato il tecnico senza mezzi termini. Nelle due partite successive è tornato con i compagni, ma solo per guardarsi i match dalla panchina. E ora vive questi ultimi match da desaparecido, scavalcato nelle gerarchie da Zaniolo, Perotti e Perez.

PASTORE E GLI ALTRI: DA SANTON A JESUS, QUANTI ESUBERI

Particolare anche il caso che riguarda Pastore. Titolare nel match vinto contro la Samp al ritorno in campo. Poi uno scampolo di gara a San Siro con il Milan e niente più. El Flaco per i cinque match successivi è rimasto a guardare in panchina inerme. Fonseca non lo ha più preso in considerazione ed è questa la cosa che lascia più perplessi. Il tecnico ha sempre avuto un occhio di riguardo per l’argentino, che se non era fermo per infortunio è stato trattato sempre da prima scelta. Ora, nonostante le difficoltà di Pellegrini, nonostante le esclusioni di Under e Kluivert e le difficoltà di Perotti, non gioca mai. E dal suo entourage smentiscono la possibilità di nuovi problemi fisici. Pastore non ha mai nascosto la volontà di restare fino a fine contratto (2023), ma vederlo un’altra stagione in maglia giallorossa appare francamente difficile.
Nel gruppo dei partenti anche Jesus, Cetin e Santon. Il brasiliano è fuori dalle rotazioni da settembre scorso e aspetta solo la fine della stagione. Il centrale turco, che partirà in prestito (probabile il Verona come destinazione), è sparito dai radar da gennaio e nonostante il passaggio alla difesa a tre non è mai stato un’opzione. Fine della corsa anche per Santon, superato da Peres e Zappacosta. Il terzino è rimasto due volte fuori dai convocati per scelta tecnica e non è sceso in campo nemmeno un minuto in tutto il post lockdown.

FONTE VALERIO SALVIANI

Lo sponsor tecnico lascia la Roma. Altro segnale del cambio di proprietà

Su twitter Al Baker, interessato ad un club italiano, nega: “Che un’offerta fatta per la Roma sia stata accettata”

La Roma e Nike si separano. Il contratto stipulato il 12 marzo 2013 con data di scadenza prevista per il 31 maggio 2024, è stato anticipatamente risolto e volgerà al termine al concludersi della stagione 2019-20.

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Allo stesso tempo, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, le parti hanno stipulato un accordo valido per la prossima stagione in base al quale la multinazionale Usa continuerà a fornire in esclusiva al club il materiale tecnico. Poi toccherà al nuovo sponsor.

In pole c’è Under Armour, ma ci sono contatti in corso anche con altri marchi, tra cui Adidas (in corsa pure Puma e New Balance).

Fonseca e l’amarezza di Zaniolo. Ma con Mancini è chiarimento

Il difensore ha mandato un lungo messaggio a Nicolò chiarendo l’episodio che è rimasto sul campo

Il passaggio alla difesa a tre rappresenta la svolta tattica che ha spinto la Roma sulla strada della ripartenza.

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Quella contro il Verona è la terza vittoria consecutiva per i giallorossi. Complici il cambio di un modulo che sembra vestire meglio le esigenze della squadra. E le scelte nette di Paulo Fonseca. Il tecnico è rimasto deluso dall’atteggiamento di alcuni giocatori e ha deciso di non guardare più in faccia nessuno, a costo di infilarsi in decisioni impopolari, scrive Ferrazza su La Repubblica. 

Zaniolo ci è rimasto molto male per le dichiarazioni del portoghese a fine partita, nel quale l’allenatore ha dato ragione a Mancini in merito alla discussione avuta dai due ragazzi in campo. Il tecnico vuole spronare il ragazzo, che ogni tanto si lascia andare ad atteggiamenti non giusti nei confronti del gruppo. Mancini ieri ha mandato un lungo messaggio al compagno, chiarendo l’episodio, che, di fatto, è rimasto sul campo. Fonseca non ritiene sia accaduto nulla di grave e andrà avanti per la sua strada, senza favoritismi e sconti a nessuno.