Roma, ufficiale l’arrivo di Feratovic. In Slovenia viene accostato a Bonucci

Il giovane difensore classe 2002 ha firmato per quattro anni

Giovane acquisto per la difesa della Roma. È ufficiale infatti l’arrivo di Amir Feratovic, centrale mancino classe 2002 sloveno che arriva dall’NK Bravo. È già stato a Trigoria per la firma sul contratto quadriennale che lo legherà ai giallorossi. Si unirà alla Primavera ma se dimostrerà le doti che hanno intravisto De Sanctis e lo staff di scouting guidato dal neo arrivato Lo Schiavo, potrà affacciarsi in prima squadra. In Slovenia viene accostato a Bonucci per la capacità di far ripartire l’azione.

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“Oggi è un giorno che Amir ricorderà per il resto della sua vita, visto che ha firmato un contratto di 4 anni con un grande club italiano. In qualità di direttore sportivo – le parole di Dejan Močnik – sono orgoglioso di tutto lo staff che ha avuto un impatto sulla crescita di Amir e che ha partecipato ai suoi progressi. Ancora una volta è stato dimostrato che nel nostro club siamo in grado di far crescere giocatori al livello tale da interessare i grandi club stranieri”. 

Addio Olsen e Lopez, in pole Sirigu. Milik prima scelta se Dzeko parte

Sarà rivoluzione anche tra i portieri. Il Napoli offre il centravanti per arrivare a Under

Uno dei primi obiettivi di mercato della Roma, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, sarà quello di regalare a Fonseca un nuovo portiere.

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Sirigu è la prima scelta della Roma, al quale ieri è stato accostato anche Andrada (Boca). Non è un caso che al Torino piaccia proprio l’argentino: ipotizzare una triangolazione con Sirigu nella Capitale e Andrada a Torino (che segue anche Sepe) non è fantacalcio.

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Tuttavia prima di chiudere per il granata, va trovata una sistemazione a Pau Lopez e Olsen. Lo spagnolo preferirebbe tornare a giocare nella Liga. Sul suo conto si è informato il Valencia che tuttavia naviga in pessime acque finanziarie. La formula proposta è quella del prestito che a Trigoria sono consapevoli di dover prima o poi accettare. Difficile immaginare infatti un club disposto a mettere sul piatto una somma superiore ai 20,6 milioni, la cifra che il portiere pesa ancora a bilancio. Olsen, invece, attende di conoscere il suo destino tra il Celtic, il Bayer Leverkusen e il Cagliari. Squadra sarda che aspetta ancora il sì di Juan Jesus. Poi si cercherà una sistemazione a Fazio (Villarreal) e a Perotti (in Turchia o in Russia).

Mercato che non potrà trascurare il capitolo plusvalenze. E sono due, al momento, i club con i quali la Roma sta ragionando: il Napoli e la Juventus. Con gli azzurri si parla da tempo di Under. Trenta milioni la richiesta giallorossa, ritenuta eccessiva. Fienga guarda sempre con interesse a cosa accadrà con Milik (che s’è promesso alla Juventus) ed è in una posizione d’attesa su Maksimovic. Il difensore è un fedelissimo di Gattuso ma ha il contratto in scadenza nel 2021. La richiesta di 2,8 milioni ha indispettito il Napoli che ora non lo ritiene più incedibile. Quello che per la Roma è Veretout. O meglio: a 22 milioni, il francese (richiesto proprio dagli azzurri) non parte. Per far cambiare idea al club, servirebbe una proposta simile alla richiesta del Napoli per Allan (40).

Molto meno invece per convincere Trigoria a privarsi di Dzeko. L’ingaggio di Edin (7,5), l’ago del bilancio. In quest’ottica i discorsi con Inter e Juve (interessata anche a Florenzi che piace anche all’Everton) sono aperti.

Fienga solo al comando. E da oggi inizia a costruire la nuova Roma

Dalle strategie societarie all’area tecnica fino al mercato: Friedkin si fida di lui. Oggi vede Ryan a Londra

“Guido ha dimostrato di essere un ottimo Ceo, sarà soprattutto la sua voce a parlare per la Roma”. Guido è ovviamente Fienga, l’uomo che ha traghettato il club dalle mani di James Pallotta a quelle di Dan Friedkin, scrive Andrea Pugliese su “La Gazzetta dello Sport”.

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E l’investitura è quella ufficiale, del nuovo presidente. Sarà quindi ancora lui a gestire la Roma, oggi anche più che in passato. Un uomo forte al comando, insomma, in un momento in cui la struttura dirigenziale della Roma appare così formata: Francesco Calvo, Manolo Zubiria, Paul Rogers, Morgan De Sanctis, mentre il vicepresidente Mauro Baldissoni aspetta di capire se sarà confermato il suo ruolo.

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All’inizio si è occupato soprattutto dello sviluppo dei media e della comunicazione, poi pian piano si è guadagnato la stima di tutti. Ad iniziare da Pallotta, l’ex presidente, che l’ha prima promosso Coo (Chief Operating Officer) e poi a.d, a gennaio 2019.

La sua prima uscita ufficiale da Ceo è stata l’addio di De Rossi (14 maggio 2019), in cui Fienga raccontò come avesse fatto di tutto per convincere Daniele a non andar via.

Si è costruito anche una rete di rapporti importanti con procuratori e dirigenti. Ed è anche per questo che sarà lui a condurre il mercato, con l’aiuto di De Sanctis. La scorsa estate fu sempre Fienga a condurre le danze per portare a Roma Fonseca, proprio come è stato lui ad essere decisivo nelle trattative per i rinnovi di Zaniolo e Dzeko. Il prossimo sarà Lorenzo Pellegrini, che con Fienga ha un rapporto eccezionale.

Il meeting di Londra Oggi a Londra Fienga parlerà con Ryan Friedkin anche di questo, ma non solo. Sul banco il risanamento del club, le strategie, il management, i conti (opa e aumento di capitale) e il mercato.