Perotti è all’ultimo giro, ma il tango non è detto si fermi

Il Fenerbahce non può garantirgli i tre milioni che prende alla Roma. E allora l’argentino può anche restare

Il contratto di Perotti scade il prossimo giugno e l’argentino ha intenzione di onorarlo almeno fino alla fine. La società invece – scrive Andrea Pugliese su “La Gazzetta dello Sport” – considerando l’ingaggio importante del giocatore (circa 3 milioni di euro) spera che gli arrivi un’offerta maggiore o almeno equivalente. Cosa che non poteva garantirgli il Fenerbahce.

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Trigoria non hanno pretese economiche particolari (Diego è a bilancio a 2,1 milioni), Perotti potrebbe rescindere e il club risparmiare lo stipendio, fosse per lui resterebbe ancora a Roma, convinto di potersi giocare le sue chance pur senza scendere in campo con continuità.

La Roma non ha intenzione di metterlo alla porta, visti anche i buoni rapporti con il suo agente, ma cercherà di trovare insieme a lui una soluzione che vada bene per tutti.

Il piano per la Roma. Squadra, conti, stadio e brand: così Friedkin vuole rilanciare i giallorossi

Ritorno in Champions e plusvalenze le basi per programmare il futuro

Il prossimo sarà inevitabilmente un anno di transizione. Questo, però, non vuol certo dire che la Roma tira i remi in barca, scrive Andrea Pugliese su “La Gazzetta dello Sport”. La società si è posta come obiettivo il ritorno in Champions League. Per mantenere alta la competitività del club si è così deciso di tenere i gioielli (Zaniolo e Pellegrini), che con Pallotta sarebbero invece stati a rischio. Per ora è arrivato un giocatore vincente come Pedro e si punta a riportare nella Capitale anche Smalling.

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Dopo aver appianato i circa 300 milioni di debiti lasciati dalla gestione-Pallotta, Friedkin però non vuole fare il passo più lungo della gamba. Ecco perché nelle prossime tre sessioni di mercato (questa, quella di gennaio e quella dell’estate 2021) la Roma andrà a caccia di circa cento milioni di plusvalenze.

Ovviamente il nodo dello sviluppo futuro della Roma è strettamente legato all’approvazione finale della Convenzione e della Variante Urbanistica per il nuovo stadio di Tor di Valle. La Roma è ovvio che si aspetti il sì definitivo in tempi anche rapidi, per poi avviare i bandi internazionali e procedere finalmente con l’inizio dei lavori. Dovesse arrivare l’okay a settembre, lo stadio a fine 2023 potrebbe essere pronto.

Nel piano industriale che Fienga e la proprietà hanno redatto c’è anche l’intento di “continuare a rafforzare la percezione e la visibilità internazionale del brand As Roma”. A questo, ovviamente, è preposto soprattutto Francesco Calvo, che nel management-team della nuova Roma manterrà il ruolo di Cfo (Chief Operating Officer).

La nuova proprietà vuole poi ricostruire il legame con la città e la tifoseria. Si cercherà di creare empatia, unione di intenti, collaborazione, per rilanciare un rapporto che sotto la gestione-Pallotta ha vissuto momenti di fortissimi criticità. Ma Dan e Ryan Friedkin non vogliono solo ricompattare la tifoseria nella città, ma espandere anche i canali a livello mondiale.

Roma, siamo ai vecchi difetti

Due giorni al raduno, Fonseca con i soliti problemi: lo sfoltimento della rosa e un gruppo di giocatori in partenza

La Roma si raduna giovedì. Trentacinque i calciatori attualmente sotto contratto ai quali è stata inviata la lettera di convocazione. Di questi, soltanto due saranno esentati dal presentarsi. Si tratta di Mirante e Schick. Gli altri 32 tra 48 ore si presenteranno al centro sportivo Fulvio Bernardini per sottoporsi ai tamponi. Il giorno dopo, tutti in campo (le visite mediche valgono quelle post lockdown), meno Pedro e Pastore che inizieranno la stagione in infermeria, scrive Stefano Carina su “Il Messaggero”.

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Il mercato però è fermo, aspettando che qualche cessione alleggerisca il monte-ingaggi e scalfisca quei 100 milioni di plusvalenza che la Roma dovrà effettuare entro giugno 2021. Senza contare il nodo più importante da sciogliere (Dzeko) dal quale dipenderanno le strategie di mercato.

Trova conferma l’indiscrezione di qualche giorno fa che ha accostato Kokorin ai giallorossi. Nel tentativo di trovare una sistemazione in Russia a Pastore (Zenit), alla Roma è stato offerto l’attaccante classe 91. Discorso praticabile (come vice del centravanti titolare) soltanto riuscisse a svincolarsi dallo Spartak, con il quale ha firmato a inizio mese ma è già ai ferri corti.

Mercato Roma – Schick verso il Bayer Leverkusen

Il futuro di Patrik Schick potrebbe essere ancora in Germania. Non al Lipsia però, non nella squadra che lo aveva prelevato in prestito dall’AS Roma la scorsa estate. Sull’attaccante sarebbe forte, infatti, l’interesse del Bayer Leverkusen che ha di fatto salutato nelle ultime ore una delle sue stelle, quel Kai Havertz passato al Chelsea per una cifra superiore agli 80 milioni di euro.

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Le Aspirine, dunque, sarebbero pronte, dopo aver monetizzato, a rinforzare la rosa allenata da Peter Bosz in vista dell’imminente stagione e quello di Schick è diventato di fatto uno dei nomi più caldi. Secondo quanto riportato dalla Bild i rossoneri sono pronti ad offrire alla Roma la cifra giusta per acquistare il cartellino del calciatore, a differenza del Lipsia che più volte ha spiegato, tramite i suoi dirigenti e il suo allenatore Nagelsmann, di non poter pagare quanto richiesto dai giallorossi per il riscatto dell’attaccante.

Sky Sport, sulla vicenda, aggiunge anche che il Bayer Leverkusen, che comunque è in trattativa con la Roma, non sarebbe l’unico club interessato a Schick: sulle sue tracce ci sarebbe anche il Fuhlam.