Si ricomincia: Fonseca dribbla il Covid e carica la nuova Roma

La Roma torna al lavoro. Ieri tutti i giocatori e lo staff tecnico che si sono sottoposti al tampone sono risultati negativi, dando così il via libera al primo allenamento. In serata Fonsecaha dovuto salutare un corposo numero di calciatori, partiti per le nazionali. Il ritorno perciò, peraltro scaglionato, ci sarà fra il 7 e il 9 settembre, cioè quando starà per cominciare il conto alla rovescia per l’avvio del campionato.

VIRTUALSTORE E-COMMERCE
Sei alla ricerca di un marchio importante con  prezzi “ superscontatI “
digita sul link e inizia il
tour inserendo il codice ABCD10% con un acquisto minimo di € 40,00 avrai un ulteriore sconto del 10% per avere informazione clicca
   QUI

Alla prima occasione per parlare alla squadra il tecnico ha ribadito alcuni concetti: massimo impegno da parte di tutti, c’è una nuova proprietà e c’è bisogno di fare bella figura. Fonseca ha ribadito la sua fiducia ai giocatori, spronandoli a fare meglio della scorsa stagione.

Alla dirigenza il tecnico ha comunicato che in partenza vorrebbe mantenere come sistema di riferimento quello che prevede la difesa a tre (e quindi, potendo, il mercato si orienterà in questo senso), ma non esclude certo l’idea di tornare al prediletto 4-2-3-1

Rangnick: “Roma senza titoli da 12 anni, vedremo come i Friedkin la riporteranno al successo”

L’ex d.s. del Lipsia: “È una metropoli, ma ha vinto l’ultimo dei suoi tre scudetti vent’anni fa”

“Sono un trainager. Trainer, allenatore, ma anche manager. Risultato sportivo ed economico fanno parte dello stesso progetto e un head coach dà il meglio di sé quando sceglie i calciatori adatti al suo gioco e non subisce decisioni altrui. Serve sostenibilità a medio-lungo termine e tutto parte da un concetto: l’idea fortissima del calcio da proporre”. Questo il manifesto di Ralf Rangnick. L’ex ds del Lipsia, accostato anche alla Roma, è stato intervistato dal “Corriere della Sera”. Ecco uno stralcio delle sue parole.

VIRTUALSTORE E-COMMERCE

PRENDITI CURA DI Te…  TRATTAMENTI DI BELLEZZA A CASA TUA Clicca    qui

Seguici sulla pagina     



  clicca  qui

Perché il suo progetto ha affascinato il Milan ma non lo ha convinto fino in fondo?
Una risposta semplice può essere: c’è stato il Covid. Ero stato contattato a fine ottobre, quando il Milan era quattordicesimo a 3 punti dalla retrocessione. Mi ha colpito la conoscenza che avevano del mio lavoro passato. Poi Pioli ha vinto 9 partite e ne ha pareggiate 3, così la faccenda è terminata. Eravamo d’accordo sul fatto che cambiare, a quel punto, non sarebbe stato saggio nell’immediato. Sul medio-lungo termine non so e questa può essere una risposta più complessa. Di sicuro non ho cambiato convinzioni e filosofia.

I giochi si sono chiusi quando il Milan ha preso Ibrahimovic e Kjaer al mercato di gennaio?
Sono ammirato dalla forma fisica di Ibrahimovic a 38 anni. Però il mio compito è sempre stato creare valore, non comprarlo.

Gli Ibrahimovic vanno scoperti?
I calciatori vanno cercati quando non li conosce quasi nessuno e quelli più esperti, che sono già nel club e hanno atteggiamento e mentalità convincenti, possono comunque migliorare attraverso il lavoro dello staff. Alla Red Bull abbiamo lavorato di continuo con e sugli scout. Sanno quali sono le caratteristiche che cerchiamo. Può capitare che un procuratore mi proponga un giocatore interessante, ma se è bravo davvero dovevamo già averlo notato noi.

Sarebbe meglio partire da zero o con una proprietà nuova come, per fare un esempio italiano, la Roma?
Roma è una metropoli mondiale e la Roma è un club di tradizione europea, che ha vinto l’ultimo dei suoi tre scudetti 20 anni fa e l’ultimo trofeo 12 anni fa, la Coppa Italia. Sarà interessante vedere come i nuovi proprietari Dan e Ryan Friedkin, imprenditori di successo, cercheranno di rimettere la Roma sulla strada del successo.

Milik-Dzeko, De Laurentiis spara alto e può far saltare le trattative con Roma e Juventus

Il patron del Napoli valuta il polacco ben oltre 40 milioni e oltre a Under e Riccardi ne ha chiesto altri venti, che Fienga non è disposto a dare

Un ruolo decisivo negli incastri legati a Dzeko e Milik lo riveste Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli – riporta il “Corriere della Sera” – rischia di far saltare tutte le trattative vista la richiesta fatta alla Roma per l’attaccante polacco: oltre a Cengiz Under e Alessio Riccardi, il numero uno azzurro vuole anche 20 milioni, per una valutazione complessiva ben oltre i 40. Decisamente troppi per la Roma e per Fienga, considerando che il contratto di Milik scade nel 2021 e da gennaio sarà libero di accordarsi a parametro zero con qualunque club. Nelle prossime ore solo i contatti con l’agente del polacco potrebbero spingere De Laurentiis ad abbassare le pretese. “Ci sono avvoltoi sui giocatori del Napoli, ma non faremo sconti”, ha detto il presidente nei giorni scorsi dal ritiro azzurro.

VIRTUALSTORE E-COMMERCE

PRENDITI CURA DI Te…  TRATTAMENTI DI BELLEZZA A CASA TUA Clicca    qui

Seguici sulla pagina

clicca  qui

Senza sostituto la Roma non potrebbe dare l’ok alla cessione di Dzeko alla Juventus, interrompendo quindi tutti i movimenti degli attaccanti. I bianconeri dovrebbero virare su altri profili (Suarez?) ed Edin resterebbe in giallorosso da capitano a guidare il nuovo corso di Friedkin. Ieri il bosniaco si è allenato regolarmente a Trigoria ed è apparso sorridente nelle foto. Pellegrini e i compagni hanno iniziato da qualche giorno il pressing per convincerlo a restare. Lui e la moglie Amra si trovano benissimo a Roma e a settembre nascerà anche la loro terza figlia.

FONTE Corriere della Sera”