Roma, l’UEFA apre un’inchiesta contro Pallotta: “Condotta scorretta”

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Il presidente americano aveva reclamato nel post-Liverpool la Var. La società giallorossa dovrà rispondere di accensione di fumogeni, organizzazione insufficiente e scale bloccate. La commissione disciplinare giudicherà i casi il prossimo 31 maggio

 

Rischiano di costare caro a Pallotta le parole pronunciate nel post partita diRoma-Liverpool. Il presidente americano, arrabbiato per le decisioni di Skomina, ha reclamato con forza l’utilizzo della Var anche in Champions League. Secondo quanto riporta Associated Press, l’UEFA ha aperto un’inchiesta con l’accusa di “condotta scorretta”. La commissione disciplinare giudicherà il caso del numero uno giallorosso il prossimo 31 maggio, cinque giorni dopo la finale tra Liverpool e Real Madrid.
Tra i commenti di Pallotta che hanno maggiormente infastidito l’UEFA, oltre alla richiesta della tecnologia in campo c’è la frase “cose del genere sono uno scherzo”, riferita al mani di Alexander-Arnold ma anche il mancato rigore du Dzeko per fuorigioco inesistente. Nei minuti successivi al fischio finale, infatti, il numero uno di Boston si era lasciato andare: “È inaccettabile quello che abbiamo visto. Mi riferisco all’episodio del fuorigioco fischiato a Dzeko e il fallo di mano nettissimo su El Shaarawy. È assolutamente indispensabile l’utilizzo della Var, altrimenti si rischiano figuracce come questa e addirittura si rischia di scadere nel ridicolo”.
Il presidente rischia una multa o solo un ammonimento verbale.
La società giallorossa sarà invece chiamata a rispondere di accensione di fumogeniorganizzazione insufficiente e scale bloccate.

Soldi, ranking e orgoglio. La Roma ricomincia da 3

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MONCHI

 –  C’è tanto da conservare in questa amara sconfitta per mano del Liverpool, la fine di un sogno da trasformare nell’inizio di un’ascesa. La priorità è chiudere il campionato al terzo o quarto posto, per l’accesso alla prossima Champions League bisogna vincere almeno due delle ultime tre partite nel finale di campionato contro Cagliari, Juventus e Sassuolo. Poi il diesse Monchi potrà iniziare a costruire la squadra dell’anno prossimo con i 100 milioni complessivi ricavati quest’anno dalla Champions. Come riporta Il Tempo, si riparte ovviamente da Eusebio Di Francesco, l’uomo che insieme al ds spagnolo ha portato una nuova mentalità dentro Trigoria. Insieme al mister, i due perni della Roma che verrà dovrebbero essere Alisson e Dzeko. Il resto dipenderà dalle offerte di mercato e dai possibili rimpiazzi, di sicuro non cambierà la filosofia del club: comprare giocatori di prospettiva e vendere qualche pezzo in caso di proposte convenienti. Il primo colpo intanto è già in canna: il giovane centrocampista Ante Coric,classe ’97 della Dinamo Zagabria, è in arrivo a Roma con un’operazione avviata da tempo da circa 7 milioni di euro più 1 di bonus.

FONTE      IL TEMPO

C’è un disperato bisogno di Var

L’Uefa prende tempo ma potrebbe pensarci per le coppe 2018-2019

 

Le due semifinali di Champions, sfregiate dai torti subiti da Bayern Monaco e Roma, hanno riproposto con forza il quesito: è accettabile disputare la massima competizione europea per club senza l’aiuto tecnologico agli arbitri? Visto gli enormi interessi economici sul piatto è impensabile che la qualificazione sia decisa da una svista facilmente cancellabile con la moviola. A maggior ragione se a giugno – riporta “La Gazzetta dello Sport” – vedremo il primo Mondiale con la tecnologia, mentre, dopo Serie A e Bundesliga, da agosto anche altri grandi tornei (Liga e Ligue 1 su tutti) avranno la Var.

Ma l’Uefa perché è contraria alla tecnologia? È una “gelosia” politica?

Potrebbe sembrare così a un’analisi superficiale, visto che due anni fa la Fifa di Gianni Infantino decise di intraprendere la strada della novità tecnologica, mentre l’Uefa scelse di continuare nel solco degli arbitri addizionali, quelli piazzati sulla linea di fondo, ideati da Platini. In realtà Ceferin, successore di Roi Michel, con un discorso forse un po’ ondivago e soprattutto Pierluigi Collina, designatore Uefa, hanno spiegato che nessuno a Nyon è contro la tecnologia.

Cosa ha detto Collina?

Il viareggino è pure il capo della Commissione arbitri Fifa, la carica più alta prevista. E con questo ruolo andrà al Mondiale, quindi inserirlo nel partito anti Var è un paradosso. Collina ha ricordato lo scorso marzo, quando l’Ifab diede il via libera definitivo all’uso delle tecnologia, che l’Uefa in questo momento non è pronta per introdurre la Var. Molti arbitri di piccole federazioni non sanno neppure come funziona.

Ma è così complicato preparare gli arbitri alla Var per Champions ed Europa League?

Non è così semplice: i due tornei iniziano con i preliminari a luglio e si concludono a maggio. In mezzo ci sono tantissime partite e avere la copertura Var su ogni stadio richiede soldi e arbitri ben preparati, altrimenti si rischia un flop pericoloso.

Insomma, niente Var in Champions ed Europa League neppure nel ‘18-19?

I gravi errori commessi in Champions ed Europa League potrebbero aver lasciato il segno e forse si potrebbe arrivare a un compromesso: presentare un progetto all’Ifab che prevede un lavoro di preparazione sugli arbitri nei prossimi mesi, con raduni Uefa mirati alla tecnologia, per poi aprire alla Var dalle gare a eliminazione diretta. Senza dimenticare Euro 2020: sarebbe davvero un insuccesso disputarlo senza tecnologia ben due anni dopo il Mondiale.

Quindi come finirà?

La verità è che gli errori ci sono sempre stati, la differenza è rappresentata dalla Var: ora che c’è e si è toccato con mano la sua utilità (specie in Italia), si fa fatica a farne a meno. La tecnologia non elimina tutti i problemi e le sviste. Di sicuro, però, aiuta parecchio. Ecco perché l’Uefa dovrebbe fare tutti gli sforzi possibili per introdurla. La speranza è che accada già dal prossimo anno.

FONTE             (F. Ceniti)

Roma, la Champions per restare grandi

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 – Tenendo conto del valore della rosa delle quattro semifinaliste, la Roma – ironicamente, secondo il quotidiano argentino Olé – ha vinto la “sua” Champions League. Magra consolazione per i tifosi, che sognano un giorno di poterne vincere una per davvero. Intanto però, possono consolarsi con gli incassi di questa edizione: come riporta il Corriere della Sera, sono 95 i milioni di euro introitati nelle casse giallorosse, e la notorietà raggiunta a livello internazionale ha aiutato Pallotta e soci a stringere rapporti commerciali importanti, primo fra tutti quello con Qatar Airways. Inoltre, i soldi incassati dalla Roma potranno far lavorare con più tranquillità anche Monchi, non costretto a vendere per forza entro il 30 giugno, ovvero prima della chiusura del bilancio.

FONTE        CORRIERE DELLA SERA

 

Dalla Questura: “Bilancio ok col Liverpool”

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LA GAZZETTA DELLO SPORT –  «Nessuna criticità di rilievo è stata riscontrata nel corso della permanenza dei tifosi inglesi nella capitale, grazie ad un piano che ha permesso di realizzare un capillare controllo del centro storico e di ottimizzare le operazioni di afflusso e deflusso allo stadio». È quanto affermato in una nota dalla Questura di Roma, che ha redatto al meglio il piano sicurezza per la gara contro il Liverpool, al fine di evitare gli scontri che hanno caratterizzato la partita d’andata. «La task force impegnata nei controlli per il rispetto delle ordinanze prefettizie e per contrastare l’abusivismo commerciale ha individuato due persone, provenienti dalla città di Napoli, peraltro già note alle forze dell’ordine, che stavano proponendo in vendita, ad un gruppo di turisti, dei biglietti falsi. I due sono stati denunciati e sottoposti alla misura del daspo», l’unica nota negativa. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

FONTE     LA GAZZETTA DELLO SPORT

 

I tifosi….poetano… TONY MONDELLO

Roma-Liverpool, i quotidiani nazionali celebrano i giallorossi: “Solo l’arbitro poteva eliminarli” – GALLERY

Le aperture sono tutte dedicate alla squadra di Eusebio Di Francesco che può recriminare due rigori negati. In Inghilterra celebrano i Reds: “Conquistatori e gladiatori”

 
 

veri campioni sono stati i giallorossi, che hanno sfiorato il miracolo e la finale di Kiev. Le aperture dei quotidiani nazionali sono dedicate ai giallorossi e agli errori di Skomina, protagonista in negativo della serata. “Roma da applausi, abbatte i Reds anche senza un rigore negato”, titola “La Gazzetta dello Sport”. Rincara la dose “Il Corriere dello Sport” che scrive di ingiustizia contro la squadra di Eusebio Di Francesco. Anche il quotidiano torinese “Tuttosport” si schiera con i capitolini: “Solo l’arbitro poteva eliminarla”.“Il Liverpool sopravvive a Roma”. L’apertura del “Guardian” rende bene l’idea. Il Liverpool – contro ogni pronostico di Klopp – ha temuto un’incredibile rimontada parte della Roma. Un’impresa che forse sarebbe riuscita alla squadra giallorossa con qualche decisione arbitrale a favore. Dei penalty non assegnati ai padroni di casa ovviamente non c’è traccia sulle prime pagine dei quotidianibritannici che osannano i Reds definendoli “Conquistatori” e gladiatori. 

FONTE     FORZAROMA.INFO

 

Ignorati i divieti anti-alcol al palo il nuovo codice sulla movida selvaggia

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– Non è la prima volta che un’ordinanza non viene rispettata. È successo anche ieri, peraltro in una giornata considerata ad alto rischio, con i tifosi del Liverpool “ pizzicati” a bere birra per strada anche lì dove erano entrati in vigore i divieti. Un episodio che non rappresenta certo un buon viatico per il nuovo regolamento di polizia urbana al quale il Campidoglio sta lavorando da anni.

D’altra parte, quello attualmente in vigore (che contiene al suo interno anche prescrizioni particolarmente originali) è datato 8 novembre 1946 e avrebbe certamente bisogno di un aggiornamento. A questo, al perfezionamento della parte giuridica, al coordinamento con le norme previste dal decreto Minniti di un anno fa, sta lavorando da tempo Marco Cardilli, delegato alla sicurezza della sindaca che ieri ha rilanciato l’approdo imminente del nuovo regolamento in Aula.
Una promessa che, da parte della giunta M5S, si ripete ciclicamente ormai da quasi due anni, rinnovata nella giornata di Roma- Livepool: si vedrà nelle prossime settimane se, effettivamente, il testo verrà sottoposto all’esame dell’assemblea capitolina. « Se ci fosse condivisione tra le forze politiche — spiega Cardilli — nell’arco di un mese, un mese e mezzo potrebbe essere approvato». In questo caso, il regolamento sostituirebbe le ordinanze anti- alcol, quelle che stagionalmente vengono emesse dal Campidoglio.
La novità principale del nuovo pacchetto di norme sarebbe quella di estendere a tutto l’anno i divieti di consumo e somministrazione di bevande alcoliche secondo la logica che «ormai a Roma la movida non ha più stagioni » , sottolinea Cardilli. Dalle 23 sarà dunque vietato consumare alcol e bibite in vetro in strada e dalle 2 ne sarà vietata la somministrazione in diverse zone della città, da Trastevere a San Lorenzo, da Ponte Milvio a Testaccio. E poi c’è la mappatura della città, con il centro ( già definita area di pregio dal decreto del Viminale) che diventerebbe la principale area in cui applicare il cosiddetto “mini-daspo”, la sanzione accessoria « che può accompagnare — precisa Cardilli — gli illeciti amministrativi riscontrati dalle forze di polizia sia sul fronte dell’abusivismo sia su quello dell’alcol». Resta da capire come verrà fatto rispettare ( a parcheggiatori e ambulanti abusivi o a ubriachi) l’obbligo di allontanarsi dall’area indicata per 24 o 48 ore.
Tra le altre novità contenuto all’interno del nuovo regolamento, spiega ancora il delegato alla sicurezza di Virginia Raggi, ci dovrebbero essere anche norme anti- rovistaggio ( più volte annunciate dalla Raggi) e anche per contrastare il cosiddetto “ accattonaggio molesto”. Infine, secondo il nuovo codice, per chi è visibilmente ubriaco scatta il divieto di utilizzare mezzi pubblici, dagli autobus alle metropolitane: « Chi vuole fruire del trasporto pubblico deve essere messo nelle condizioni di poterlo fare liberamente senza che questo gli sia impedito da comportamenti molesti», conclude Cardilli.
Il delegato alla sicurezza “Potrebbe essere approvato in un mese” Stop ai bicchieri in mano dalle 23 tutto l’anno A chi è sbronzo sarà precluso l’utilizzo dei mezzi pubblici Mini daspo agli abusivi e a chi alza il gomito
FONTE        LA REPUBBLICA – FAVALE

Roma-Liverpool, l’arbitro Skomina distrutto negli spogliatoi dopo gli errori commessi

Il fischietto sloveno si è reso conto dei suoi sbagli durante il ritorno della semifinale all’Olimpico

Per molti ha deciso lui la qualificazione alla finale di Kiev, per tanti altri le colpe sono da condividere con la squadra per il risultato dell’andata. L’arbitro sloveno Damir Skomina è indubbiamente uno dei protagonisti del ritorno della semifinale tra Roma e Liverpool. Secondo il giornalista Tancredi Palmeri, il direttore di gara negli spogliatoi era distrutto dopo essersi reso conto degli errori commessi. Ai giallorossi, infatti, non è bastata la vittoria per 4-2 per regalarsi il Real Madrid: in Ucraina ci andranno Salah e compagni. Nel post partita tante critiche verso l’arbitro, reo di non aver concesso due rigori alla Roma: mani sul tiro di El Shaarawy e il fallo su Dzeko di Karius dopo un fuorigioco inesistente.

Tancredi Palmeri

@tancredipalmeri

ESCLUSIVO: l’arbitro Skomina negli spogliatoi era distrutto dopo aver realizzato gli errori commessi, ammettendo di essersi sbagliato

Roma, la rabbia e gli applausi

Ai giallorossi non riesce un’altra rimonta in Champions. Liverpool battuto ma sono gli inglesi ad andare in finale con il Real. Furia sull’arbitro Skomina

 

Il saluto della Sud ai protagonisti è lunghissimo e coinvolgente. L’Olimpico dei 65 mila, l’amore infinito e il senso d’appartenenza ritrovato non bastano, però, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero, per l’impresa mai vista.

L’eliminazione è la conseguenza del pesante ko del 24 aprile ad Anfield: quel 5 a 2 ha chiuso la pratica già nella partita d’andata. E’ mancata solo 1 rete per gli eventuali supplementari, ma gli ultimi 2 gol sono arrivati tardi, con l’arbitro Skomina che si è messo sul più bello di traverso. Di Francesco, debuttante nella competizione, esce a testa alta, avendo portato la squadra giallorossa nelle prime 4 d’Europa dopo 34 anni e 100 milioni nel forziere di Trigoria.

IL tecnico paga gli errori in partenza di alcuni big che steccano, per la verità solo parzialmente, proprio nella serata più complicata. Il 4-3-2-1, aggressivo e abbastanza compatto, non è però sufficiente a spaventare il Liverpool. Anche perché Schick fatica inizialmente nel palleggio e Dzeko pensa più a far salire i compagni che a cercare la profondità. Solo El Shaarawy, insomma, è in partita.

Klopp, invece, non abbassa mai due-terzi del suo tridente che, dopo lo show di Anfield, lavora bene pure al ritorno: Salah, Firmino e Manè pressano senza sosta su Florenzi, Manolas, Fazio e Kolarov, in particolare sui centrali giallorossi. La linea a 4 va presto in apnea e non riesce a trovare il collegamento con i centrocampisti: Pellegrini è disordinato, De Rossi appare ad intermittenza e Nainggolan esce subito dal match, in tilt per l’omaggio a Firmino nell’azione della rete iniziale di Manè.

La notte, dunque, comincia nella maniera peggiore, anche se il rinvio di Lovren in faccia a Milner vale il pareggio: autogol e sempre 3 reti da segnare per andare a Kiev. Ma il nuovo scarabocchio sulla prestazione permette al Liverpool di tornare avanti: sul corner di Milner, la leggera spinta di Van Dijk sbilancia Dzeko che, toccando di nuca, libera Wijnaldum davanti ad Alisson: colpo di testa e bis dei Reds. El Shaarawy, destro sporcato da fuori, centra il palo.

Dzeko, su conclusione di El Shaarawy respinta da Karius, pareggia ad inizio ripresa: 5° gol nelle ultime 5 gare di Champions. Di Francesco modifica il sistema di gioco: dentro Under per Pellegrini e per il 4-2-4. Ancora El Shaarawy: sinistro al volo e respinta di Alexander-Arnold con la mano. Il rigore è evidente, ma l’arbitro Skomina non lo vede. L’errore pesa, mancando quasi mezz’ora. Under spreca il lancio di De Rossi che poi lascia il posto a Gonalons. El Shaarawy è stanco: debutta Antonucci. Nainggolan, destro dal limite, segna finalmente in questa Coppa. Ma non esulta, stranito dalla gaffe all’alba del match. E concede il bis, su rigore concesso per il fallo di mano di Klavan, nel recupero. Il Liverpool, con il miglior attacco del torneo (40 gol), perde l’imbattibilità. La Roma è fuori per la differenza reti (mai 13 gol in una semifinale di questo torneo) ma incassa gli applausi dell’Olimpico, dopo il 5° successo di fila in casa, mai accaduto nella storia giallorossa.

FONTE     U.  TRANI    MESSAGGERO

Roma-Liverpool: le pagelle dei quotidiani: timbro Dzeko. El Shaarawy regna

Due errori nel primo tempo regalano i gol agli inglesi. Il riscatto giallorossi arriva nel secondo tempo, non l’impresa

 

La Roma sfiora l’impresa contro il Liverpool, portandosi a un solo gol dai supplementari. Pesano in avvio i due gol subiti per due ingenuità, poi il riscatto giallorosso e quattro gol che sanno di beffa. La difesa annienta Salah, il centrocampo aiuta i reparti e l’attacco segna. Grande vittoria, grande rimpianto.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (a cura di M. Cecchini – D. Stoppini)
Alisson 6; Florenzi 5,5, Manolas 7, Fazio 6, Kolarov 7; Pellegrini 6 (8’ st Under 6,5), De Rossi 7  (24’ st Gonalons 6), Nainggolan 6,5; Schick 5, Dzeko 7, El Shaarawy 7,5 (30’ st Antonucci 6). All.: Di Francesco 7.

IL MESSnolas 7, Fazio 6,5, Kolarov 6,5; Pellegrini 5,5 (8’ st Under 6), De Rossi 6,5 (24’ st Gonalons ng), Nainggolan 5,5; Schick 5, Dzeko 7, El Shaarawy 6,5 (30’ st Antonucci ng). All. Di Francesco 6,5

LA REPUBBLICA (a cura di M. Pinci)
Alisson 6,5; Florenzi 6,5, Manolas 7,5, Fazio 6,5, Kolarov 5,5; Pellegrini 6 (8’ st Under 7), De Rossi 6,5 (24’ st Gonalons 6), Nainggolan 6; Schick 6,5, Dzeko 7, El Shaarawy 7 (30’ st Antonucci ng). All. Di Francesco.

IL CORRIERE DELLO SPORT (a cura di G. D’Ubaldo)

Alisson 6,5; Florenzi 6, Manolas 7,5, Fazio 7, Kolarov 6,5; Pellegrini 6 (8’ st Under 6,5), De Rossi 6,5 (24’ st Gonalons 6), Nainggolan 6,5; Schick 5, Dzeko 7,5, El Shaarawy 7,5 (30’ st Antonucci ng). All. Di Francesco 7,5AGGERO (a cura di A. Angeloni)

Alisson 6; Florenzi 5,5, Fazio 6, Manolas 7, Kolarov 7; Pellegrini 5,5 (8’ st Under 6), De Rossi 6,5 (24’ st Gonalons 6), Nainggolan 6; Schick 6,5, El Shaarawy 7,5 (30’ st Antonucci 6); Dzeko 6,5. All.: Di Francesco 6,5.

I tifosi scrivono… M. MONACO

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Sapete che c’è.. quella bandiera dalla finestra non la tolgo. Perché stasera, più che mai sono orgogliosa di essere romana e Romanista. Perché stasera la squadra e tutti noi abbiamo cantato e sudato insieme, più che mai uniti in un idem sentire. Perché questa sera c’è solo orgoglio, i torti lasciamoli agli altri, NOI siamo la Roma. Stasera in campo c’è stata la Roma nella semi finale di Champion League dopo tanto tempo. La mia Roma la nostra Roma, che ha dato tanto, tanto, tanto.. Errori fatti sicuramente si, ma cose meravigliose sopratutto, esserci stasera è il massimo da cui ripartire. Ha dato l’anima insieme a noi tutti. E si rispetta chi da l’anima. Io non tolgo la Bandiera della Roma

FONTE      MARIDA MONACO

A. FELICI

#RomaLiverpool La Roma esce dalla Champions League a testa altissima. Grazie soprattutto ad un secondo tempo ecomiabile per intensità e generosità, arriva ad un solo gol dai tempi supplementari e lascia la competizione con qualche rimpianto. Anche stasera serviva la partita perfetta ma purtroppo nella prima frazione di gioco i giallorossi perfetti non sono stati. Troppo scollati i reparti, troppi spazi lasciati al Liverpool con eccessiva leggerezza. Diversi errori individuali che hanno propiziato le due reti inglesi. All’intervallo sembrava non ci fosse più nulla da fare. Invece nella ripresa, saltato ogni dettame tattico, i ragazzi si sono riversati nella metà campo del Liverpool ribellandosi all’onta della sconfitta. Tuttavia le iniziative sono state frustrate un po’ dalle circostanze, un po’ da una direzione di gara vergognosa che ha negato ai giallorossi due rigori astronomici. Uno sull’1-2 per fallo su Dzeko (azione annullata per un fuorigioco inesistente) l’altro sul 2-2 in seguito ad una clamorosa parata del difensore inglese. Nonostante tutto i giocatori hanno insistito, sperando almeno di vincere la gara. Alla fine si sono dovuti fermare sul 4-2. A conti fatti, quattro clamorose sviste arbitrali tra andata e ritorno hanno condizionato pesantemente l’esito della qualificazione. Non è stata una Roma perfetta. Ma la generosità mostrata nella ripresa è quasi commovente e spinge ad applaudire lungamente questi ragazzi. Ricordiamo sempre che una società che non rientra tra i top 20 club per fatturato ha portato la sua squadra tra le prime 4 d’Europa. Un risultato eccezionale il cui merito va riconosciuto a tutti, ma soprattutto a tecnico e giocatori che sono andati molto al di là delle loro possibilità. Ora occorre blindare il terzo posto. L’Olimpico meraviglioso di stasera, il popolo giallorosso e i protagonisti in campo meritano di vivere altre serate come questa anche il prossimo anno.

Zidane: “La Roma ha ancora chance di arrivare in finale, nel calcio può succedere di tutto”

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Zinedine Zidane, tecnico dei blancos ha parlato al termine della semifinale vinta contro il Bayern Monaco. IlReal Madrid è la prima finalista di quest’edizione della Champions League. Il tecnico francese ha parlato ha parlato del possibile avversario in finale che si deciderà stasera con la sfida tra Roma e Liverpool. Queste le sue dichiarazioni:

“Chi troveremo a Kiev tra Liverpool e Roma? Nel calcio può succedere di tutto, la Roma ha ancora qualche chance. Abbiamo sofferto tanto, contro una grande squadra, ma ce l’abbiamo fatta ancora una volta: all’inizio non siamo partiti bene, ma dopo essere passati in svantaggio ci siamo svegliati e siamo cresciuti. Siamo contenti di essere arrivati nuovamente in finale, ma non chiedetemi quale delle tre preferisco, perché questa dobbiamo ancora giocarla. Un pensiero sulla Serie A? Sono contento per la Juventus

Champions, Klopp su Roma-Liverpool: “Non siamo il Barça, non è facile segnarci 3 gol”

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Il tecnico del Liverpool alla vigilia del ritorno coi giallorossi: “Speriamo che tutti capiscano che è solo una partita di calcio”

“Non siamo il Chelsea e non siamo il Barcellona. Segnarci tre gol è molto difficile”. Non si sente già in finale, Jurgen Klopp, ma si sente molto sicuro di sé e del suo Liverpool dopo il 5-2 dell’andata. E infatti all’Olimpico dice: “Siamo ottimisti, felici perché meritiamo di essere qui. Devo dire che sia noi che loro meriteremmo di giocare la finale”. Il Liverpool però, e Klopp lo ribadisce più volte, si dice certo che per la Roma sarà complicatissimo arrivare a Kiev: “Noi vogliamo arrivarci. Tutti pensano che la Roma debba soltanto vincere 3-0, può succedere perché nel calcio accade di tutto, ma è difficile perché non è facile giocare contro di noi. Se ci riusciranno complimenti a loro. Non vediamo l’ora di scendere in campo, per noi è una grande opportunità perché sono loro che devono correre dei rischi”.
 
TRADIZIONE — Se stamattina Di Francesco non ha voluto parlare della finale 1984 perché troppo lontana, Klopp invece la cita: “È fantastica la tradizione del Liverpool qui a Roma, i nostri avi hanno vinto qui e noi siamo pronti a scrivere una nuova pagina di storia. Ma adesso non carichiamola troppo, anche se noi siamo qui per lottare per i nostri sogni”. Sogni che passano, tanto, dal piede sinistro di Momo Salah. Klopp scherza con un giornalista canadese che rimprovera all’egiziano di non tornare troppo in difesa (“si vede che sei canadese”), poi torna serio: “Salah è maturato, è cresciuto alla Roma dopo un buon periodo a Firenze, adesso siamo fortunati a godercelo noi. Non gli ho insegnato io a segnare, ma lui è migliorato tanto”.
GRAZIE ROMA — Klopp, infine, torna sugli incidenti di Liverpool e si complimenta con la Roma che oggi è scesa in campo per la rifinitura con la maglia “Forza Sean”: “Nelle partite quello che conta succede in campo, quello che è fuori dovrebbe essere off. Dobbiamo far sentire il nostro sostegno alla famiglia di Sean e spero che tutti capiscano che domani ci si deve solo godere un’intensa partita di calcio in una fantastica città. Il gesto della Roma a Trigoria è stato Fantastico, così come ho apprezzato l’omaggio alle vittime di Hillsborough. Ripeto: ci sono due grandi squadre che hanno meritato di essere qui e che si rispettano, tra i giocatori non ci sono stati momenti di tensione”.
NIENTE PAURA — Prima di Klopp aveva parlato in conferenza Wijnaldum: “Non ci sentiamo rilassati – spiega il centrocampista -, anzi siamo delusi che abbiamo preso due gol perché la Roma ha dimostrato di essere una buona squadra. Giocheremo sia noi che loro a viso aperto con fiducia. Non abbiamo paura, ma rispetto, abbiamo già affrontato grandi club e abbiamo fiducia di poter mantenere il vantaggio. Salah ci ha detto che sarà difficile, perché la Roma ha un pubblico molto caldo”. E pensare che lui avrebbe potuto giocare questa partita a parti inverse: “C’è stato qualche contatto in passato con la Roma – l’ammissione di Wijnaldum-, ma poi non si è concretizzato”.
FONTE        Chiara Zucchelli 

Champions. Spegni Firmino e fermi il Liverpool: Roma, occhio al 9 rosso

Con l’aiuto di Wyscout, focus sull’attaccante brasiliano del Liverpool, grande protagonista ad Anfield con la Roma

Roberto Firmino è un regista di culto… e non per l’inquadratura che sceglie quando segna da 10 metri alla Steph Curry.

Il punto è che il 9 del Liverpool è un giocatore quasi unico. Intanto per la tecnica, evidente anche per chi non lo ha mai visto giocare a basket. Poi per la particolarità dell’attacco di Klopp. Abituati a tridenti classici, quelli in cui la punta due volte su tre sta in area e finalizza il lavoro degli esterni, si rischia di restare disorientati di fronte a tagli e ripartenze del Liverpool. I tifosi della Roma sapevano che Salah, quando parte, non si prende. Erano meno pronti a capire che Firmino può cambiare le partite.
 
IL FALSO 10 — Roberto viene da Maceio, dove l’Italia del tennis nel 1992 fece una bruttissima fine in Coppa Davis. Brasiliano. Agli inizi giocava a centrocampo, prima davanti alla difesa, poi da 10. E la posizione di trequartista si ritrova in alcuni momenti nelle partite del Liverpool. Spesso Roberto si stacca dalla linea dei difensori, riceve tra le linee e gioca qualche metro dietro Salah e Mané.
Salah e Mané attaccano l’area, un terzino sale, Firmino fa quasi il 10 (Wyscout)

Salah e Mané attaccano l’area, un terzino sale, Firmino fa quasi il 10 (Wyscout)

UOMO OVUNQUE — Si è scritto che Roberto da piccolo vendeva cocco in spiaggia per aiutare la famiglia e che uno dei suoi primi scopritori faceva il dentista, particolari che in una storia da film fanno la loro figura. A chi prepara una partita contro il Liverpool però interessa molto di più la capacità del 9 rosso di andare in giro per il campo. Quasi sempre con una logica, considerato che l’intelligenza calcistica è una delle sue prime doti. La ripartizione tra tocchi di palla al centro, sulla destra e sulla fascia è impressionante: quasi nessun attaccante distribuisce così equamente il suo gioco.
 I suoi tocchi di palla nella Champions 2017-18, secondo due grafiche Opta

I suoi tocchi di palla nella Champions 2017-18, secondo due grafiche Opta

 
Chi lo conosce bene spiega tutto questo con la capacità di leggere il gioco e spostarsi dal centro dell’attacco per liberare lo spazio agli inserimenti di Salah, Mané e dei centrocampisti (Wijnaldum all’andata, Oxlade-Chamberlain, Milner). Anche per questo i tre del Liverpool stanno così bene insieme: amano giocare in velocità e si completano. I due esterni appena possono vanno in verticale mentre Firmino, con quei piedi, può muoversi per il campo e trovarli a distanza. Normale che i suoi gol, storicamente non tantissimi, non arrivino da una sola mattonella. Anzi, come i passaggi sono distribuiti in verticale e orizzontale.
Se fosse un titolo, Arma Totale (dati Opta sulla Premier, in verde i tiri in porta, in rosso i tiri fuori)

Se fosse un titolo, Arma Totale (dati Opta sulla Premier, in verde i tiri in porta, in rosso i tiri fuori)

FASE DIFENSIVA — Per quanto dà in attacco, l’aiuto di Firmino alla squadra è XL. Nell’altra metà partita, quella in cui il Liverpool difende, il 9 si applica, aiuta, a volte rincorre. Se Salah in fase difensiva qualche volta guarda, Firmino è capace di grandi sforzi. Può capitare di vederlo entrare in scivolata nella sua trequarti contro l’Everton – i tifosi da derby avranno apprezzato – oppure di guardarlo mentre insegue De Bruyne per 40 metri. Sensazione: ci fosse un premio per il giocatore più sottovalutato della Champions, Firmino sarebbe da primi dieci.
FONTE    GDS