Giuntoli torna alla carica per Veretout

Il Napoli ci sta riprovando a convincere la Roma a cedere Veretout. Giuntoli ha ripreso a la discussione con i dirigenti giallorossi per provare a convincerli: la Roma  valuta Veretout 30 milioni,

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il Napoli ne offre 25. Gattuso ha chiesto espressamente di prendere il centrocampista francese. Con lui, si completerebbe la mediana e il 4-2-3-1 avrebbe gli uomini giusti. Quella di Veretout è una trattativa che non inciderà sullo scambio Milik-Under che le società stanno cercando di definire. L’attaccante polacco si sarebbe deciso ad accettare la proposta della Roma e a trasferirsi nella capitale.

La Roma studia Rangnick. Friedkin tranquillizza Fonseca

Contatto Friedkin-Fonseca. Nelle scorse ore, in videochiamata, il nuovo proprietario della Roma ha rassicurato il portoghese  che il suo posto di allenatore – è sotto contratto fino a giugno 2021 – non è in discussione.

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Dan e il figlio Ryan hanno voluto così far arrivare il loro sostegno a tutto lo staff. Friedkin e i dirigenti giallorossi continuano anche a lavorare sulla figura del direttore sportivo, coperta in questo momento da De Sanctis che, con la professionalità di sempre, sta lavorando senza risparmiarsi anche se non è sotto la luce dei riflettori. Tra i profili studiati c’è anche quello di Ralf Rangnick, che si è detto «curioso di vedere come un grande imprenditore come Friedkin proverà a riportare la Roma al successo». Quello di Rangnick non è l’unico nome in lista. Insieme a lui, per restare in ambito straniero, piace il profilo dello spagnolo Victor Orta, che insieme al «Loco» Bielsa ha riportato il Leeds United agli splendori calcistici e finanziari della Premier League.

FONTE CDS

Si ricomincia: Fonseca dribbla il Covid e carica la nuova Roma

La Roma torna al lavoro. Ieri tutti i giocatori e lo staff tecnico che si sono sottoposti al tampone sono risultati negativi, dando così il via libera al primo allenamento. In serata Fonsecaha dovuto salutare un corposo numero di calciatori, partiti per le nazionali. Il ritorno perciò, peraltro scaglionato, ci sarà fra il 7 e il 9 settembre, cioè quando starà per cominciare il conto alla rovescia per l’avvio del campionato.

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Alla prima occasione per parlare alla squadra il tecnico ha ribadito alcuni concetti: massimo impegno da parte di tutti, c’è una nuova proprietà e c’è bisogno di fare bella figura. Fonseca ha ribadito la sua fiducia ai giocatori, spronandoli a fare meglio della scorsa stagione.

Alla dirigenza il tecnico ha comunicato che in partenza vorrebbe mantenere come sistema di riferimento quello che prevede la difesa a tre (e quindi, potendo, il mercato si orienterà in questo senso), ma non esclude certo l’idea di tornare al prediletto 4-2-3-1

Rangnick: “Roma senza titoli da 12 anni, vedremo come i Friedkin la riporteranno al successo”

L’ex d.s. del Lipsia: “È una metropoli, ma ha vinto l’ultimo dei suoi tre scudetti vent’anni fa”

“Sono un trainager. Trainer, allenatore, ma anche manager. Risultato sportivo ed economico fanno parte dello stesso progetto e un head coach dà il meglio di sé quando sceglie i calciatori adatti al suo gioco e non subisce decisioni altrui. Serve sostenibilità a medio-lungo termine e tutto parte da un concetto: l’idea fortissima del calcio da proporre”. Questo il manifesto di Ralf Rangnick. L’ex ds del Lipsia, accostato anche alla Roma, è stato intervistato dal “Corriere della Sera”. Ecco uno stralcio delle sue parole.

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Perché il suo progetto ha affascinato il Milan ma non lo ha convinto fino in fondo?
Una risposta semplice può essere: c’è stato il Covid. Ero stato contattato a fine ottobre, quando il Milan era quattordicesimo a 3 punti dalla retrocessione. Mi ha colpito la conoscenza che avevano del mio lavoro passato. Poi Pioli ha vinto 9 partite e ne ha pareggiate 3, così la faccenda è terminata. Eravamo d’accordo sul fatto che cambiare, a quel punto, non sarebbe stato saggio nell’immediato. Sul medio-lungo termine non so e questa può essere una risposta più complessa. Di sicuro non ho cambiato convinzioni e filosofia.

I giochi si sono chiusi quando il Milan ha preso Ibrahimovic e Kjaer al mercato di gennaio?
Sono ammirato dalla forma fisica di Ibrahimovic a 38 anni. Però il mio compito è sempre stato creare valore, non comprarlo.

Gli Ibrahimovic vanno scoperti?
I calciatori vanno cercati quando non li conosce quasi nessuno e quelli più esperti, che sono già nel club e hanno atteggiamento e mentalità convincenti, possono comunque migliorare attraverso il lavoro dello staff. Alla Red Bull abbiamo lavorato di continuo con e sugli scout. Sanno quali sono le caratteristiche che cerchiamo. Può capitare che un procuratore mi proponga un giocatore interessante, ma se è bravo davvero dovevamo già averlo notato noi.

Sarebbe meglio partire da zero o con una proprietà nuova come, per fare un esempio italiano, la Roma?
Roma è una metropoli mondiale e la Roma è un club di tradizione europea, che ha vinto l’ultimo dei suoi tre scudetti 20 anni fa e l’ultimo trofeo 12 anni fa, la Coppa Italia. Sarà interessante vedere come i nuovi proprietari Dan e Ryan Friedkin, imprenditori di successo, cercheranno di rimettere la Roma sulla strada del successo.

Milik-Dzeko, De Laurentiis spara alto e può far saltare le trattative con Roma e Juventus

Il patron del Napoli valuta il polacco ben oltre 40 milioni e oltre a Under e Riccardi ne ha chiesto altri venti, che Fienga non è disposto a dare

Un ruolo decisivo negli incastri legati a Dzeko e Milik lo riveste Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli – riporta il “Corriere della Sera” – rischia di far saltare tutte le trattative vista la richiesta fatta alla Roma per l’attaccante polacco: oltre a Cengiz Under e Alessio Riccardi, il numero uno azzurro vuole anche 20 milioni, per una valutazione complessiva ben oltre i 40. Decisamente troppi per la Roma e per Fienga, considerando che il contratto di Milik scade nel 2021 e da gennaio sarà libero di accordarsi a parametro zero con qualunque club. Nelle prossime ore solo i contatti con l’agente del polacco potrebbero spingere De Laurentiis ad abbassare le pretese. “Ci sono avvoltoi sui giocatori del Napoli, ma non faremo sconti”, ha detto il presidente nei giorni scorsi dal ritiro azzurro.

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Senza sostituto la Roma non potrebbe dare l’ok alla cessione di Dzeko alla Juventus, interrompendo quindi tutti i movimenti degli attaccanti. I bianconeri dovrebbero virare su altri profili (Suarez?) ed Edin resterebbe in giallorosso da capitano a guidare il nuovo corso di Friedkin. Ieri il bosniaco si è allenato regolarmente a Trigoria ed è apparso sorridente nelle foto. Pellegrini e i compagni hanno iniziato da qualche giorno il pressing per convincerlo a restare. Lui e la moglie Amra si trovano benissimo a Roma e a settembre nascerà anche la loro terza figlia.

FONTE Corriere della Sera”

I tifosi romanisti aggrappati ad Amra

La Roma continua a lavorare intensamente sul mercato, sia in entrata che in uscita. La giornata di ieri non ha portato alcuna fumata bianca definitiva, ma sono stati fatti dei grandi passi avanti sia sul fronte che coinvolge Dzeko-Milik-Under-Riccardi, sia quello che riguarda la cessione di Kolarov all’Inter. L’affare che coinvolge il terzino serbo è infatti vicinissimo ad una lieta conclusione dopo che negli scorsi giorni il suo nuovo agente, Alessandro Lucci, aveva trovato un accordo contrattuale con i nerazzurri.

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Ciò che manca prima del via libera per il trasferimento in Lombardia e le visite mediche di rito è l’intesa tra le due società. La Roma per privarsi dell’ex City chiede un indennizzo da un paio di milioni, mentre l’offerta di Ausilio, che con questa mossa soddisferà in pieno le richieste di Conte, è di poco superiore al milione di euro. Come di consueto in queste situazioni basterà un leggero sforzo da una parte e dall’altra e si arriverà alle strette di mano, con i giallorossi che si libereranno di un ingaggio da 3 milioni di euro netti a stagione e realizzeranno una plusvalenza intorno ad 1 milione, visto che il giocatore (a gennaio aveva rinnovato fino al 2021 con opzione fino al 2022) ha un ammortamento residuo di circa 600mila euro. Tornando al valzer degli attaccanti il Ceo romanista Fienga ha registrato delle importanti aperture da parte di Milik, impegnato ieri nel primo test amichevole della stagione con il Napoli. L’attaccante polacco oggi partirà per il ritiro della nazionale, ma ha iniziato a capire che la Juventus – da segnalare un contatto tra Paratici e l’agente Pantak –  lo ha sedotto e poi abbandonato, preferendogli proprio Dzeko. Con l’entourage del numero 99 dei partenopei c’è già un accordo di massima per un contratto da 4,5 milioni annui e si aspetta che Milik si convinca pienamente per premere sull’acceleratore che regola tutta la maxi-operazione.

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Praticamente già tutto definito con il Napoli, a cui andranno Under e Riccardi, che avranno una valutazione complessiva da 40 milioni e bonus, una quotazione praticamente identica a quella del centravanti che verrà ceduto dal club di De Laurentiis. Passi in avanti anche sul fronte Dzeko, con la Juventus che ha garantito al bosniaco un biennale da 7,5 milioni netti, la stessa cifra che percepisce nella Capitale. Va trovata un’intesa definitiva tra i bianconeri e la Roma: si ragiona su 10 milioni più 2 di bonus e l’inserimento di alcuni giovani nella trattativa (18 milioni di valutazione complessiva per il numero 9). Il capitano romanista deve inoltre vincere le resistenze della moglie Amra, che il 10 settembre darà alla luce un’altra figlia e preferirebbe restare a Roma. Chiusura su Santon e Karsdorp: entrambi hanno diverse offerte e si stanno valutando le numerose opzioni sul tavolo, tenendo presente che la Roma reputa l’esterno olandese un giocatore dal valore importante e non ha nessuna intenzione di regalarlo come successo lo scorso anno.

FONTE IL TEMPO

Dzeko ha detto sì alla Juve: tutte le cifre dell’affare

Edin Dzeko ha deciso e la Juve non ha altre idee in testa, neppure quella di Suarez, che è stato offerto insistentemente ma chiede ingaggi inarrivabili. Il dado è tratto: il centravanti bosniaco va a Torino, la Roma gira i soldi che prende dal club bianconero al Napoli, insieme a Ünder e Riccardi, per convincere De Laurentiis a trasferire Milik. E’ un giro complesso e tutti i tasselli del mosaico devono andare al loro posto.

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Una vorticosa operazione di mercato che richiederà più di qualche ora, ma si arriverà al massimo all’inizio della prossima settimana.
Da una settimana Dzeko era tentato dalla Juve e giovedì ha sciolto le riserve. Quando il suo procuratore Silvano Martina è andato a trovarlo nella sua villa a Casal Palocco, vicina a quella di Pellegrini. Un incontro breve, il tempo di un caffè, presente anche la moglie Amra, con il pancione, in dolce attesa della terza figlia che nascerà a Roma. Dzeko si è mostrato determinato nell’accettare la corte della Juventus, intravedendo la possibilità di vincere anche in Italia prima della fine di una gloriosissima carriera. La moglie, che un anno e mezzo fa aveva avuto un ruolo determinante per chiudere con un nulla di fatto la trattativa con il Chelsea, questa volta non si è opposta. In ogni caso la signora Dzeko ha sempre sostenuto le scelte professionali del marito. Sarebbe disposta a seguirlo ovunque. Anche se Roma resterà nel cuore di entrambi.

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Martina ha evitato di andare a Trigoria per non dare troppo risalto all’incontro, che di fatto ha chiuso un’era alla Roma. Ieri non c’è stato l’incontro previsto tra il centravanti e Fienga, il centro sportivo di Trigoria è stato chiuso per Covid. Ma i due si sono parlati al telefono, Edin parte nel week end per rispondere alla chiamata della Nazionale, ha voluto chiarire tutto prima. Fienga e Paratici hanno praticamente definito la trattativa qualche giorno fa, la Juve riconoscerà alla Roma 10 milioni più 2 di bonus. Quei soldi per la Roma sono fondamentali, perché poi dovrà girarli a De Laurentiis per chiudere l’operazione Milik. Fienga è stato chiaro con il presidente del Napoli, il club giallorosso non è nelle condizioni di tirare fuori soldi, se non quelli che arrivano dalla cessione di Dzeko. La Juve gli riconoscerà lo stesso ingaggio della Roma: 7,5 milioni. Paratici ha trovato l’accordo con Martina giovedì a cena.

FONTE CDS

Kolarov, tra Inter e Roma balla solo un milione: chiusura più vicina

I giallorossi chiedono 2 milioni, l’Inter è ferma a uno. Per il serbo contratto di un anno con opzione per il secondo

Un milione. Manca solo quello per portare a casa il secondo colpo di questo atipico mercato estivo. L’Inter è sempre più vicina all’acquisto di Aleksandar Kolarov dalla Roma, ma c’è ancora qualcosa da limare tra domanda e offerta per arrivare a dama. E Conte avrebbe già parlato col serbo. Dopo il blitz degli ultimi giorni, che aveva portato all’intesa col giocatore, ieri l’Inter ha cominciato a parlare con la Roma per trovare velocemente un accordo sull’indennizzo da garantire al club giallorosso. Che vorrebbe due milioni per lasciar partire il serbo, che ha un contratto in scadenza nel 2021. L’offerta di Marotta – scrive Vincenzo D’Angelo su ‘La Gazzetta dello Sport’ – al momento è ferma a un milione: con un passo in avanti di entrambi, l’accordo si troverà in breve tempo.

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Marotta vuole accontentare Conte, che vede in Kolarov la soluzione ideale per poter dare un cambio di qualità a Bastoni nella difesa a tre, ma anche per poter far rifiatare Young sulla fascia, senza perdere quell’esperienza internazionale e l’abitudine a giocare un certo tipo di partite che in pochi hanno nell’attuale rosa nerazzurra. Per Kolarov è pronto un contratto di un anno con opzione per il secondo. Aleksandar è pronto a sbarcare sul pianeta Inter sin dal primo giorno di preparazione, per la verità non ancora calendarizzata. E magari potrà essere un nuovo alleato per arrivare più avanti ad Edin Dzeko, da sempre pupillo di Conte. Al momento Edin non è una priorità, ma dovesse partire Lautaro, sarebbe lui la prima scelta dell’Inter. E la presenza di Kolarov ad Appiano potrebbe essere la carta che fa saltare il banco.

Kluivert positivo al coronavirus: è il quarto calciatore della Roma

L’olandese si aggiunge alla lista dei contagiati dopo il rientro dalle vacanze

Justin Kluivert è il quarto positivo al Covid-19 in casa Roma. Dopo Antonio Mirante, Carles Perez e Bruno Peres (il brasiliano ha informato oggi delle sue condizioni tramite il suo profilo Instagram), l’olandese si aggiunge alla lista dei contagiati. Già oggi il club aveva scelto di annullare gli allenamenti, inizialmente previsti alle ore 18, a causa delle condizioni di Bruno Peres. Domani è previsto un secondo ciclo di tamponi e, una volta ottenuti i risultati, si deciderà come riprendere con le attività sportive.

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Kluivert ieri ha incontrato anche il suo agente Mino Raiola che è stato a Trigoria per una visita di cortesia ai suoi assistiti. La ripartenza del campionato è prevista per il 19 settembre e Justin dovrà restare in isolamento fino a pochi giorni prima.

Trigoria, allenamenti annullati dopo la positività di Bruno Peres. Domani nuovo ciclo di tamponi

Le attività erano previste oggi alle ore 18

Il primo allenamento a Trigoria per la nuova stagione, previsto oggi pomeriggio alle 18, è stato annullato. Il motivo è legato alla positività di Bruno Peres, che ieri era presente nel centro sportivo per svolgere i tamponi accompagnato in macchina da un amico.

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La società ha deciso di annullare l’allenamento previsto per oggi e di sottoporre il gruppo squadra ad un nuovo ciclo di tamponi domattina a Trigoria. Solo a quel punto, ottenuti i risultati, si potrà decidere se svolgere il primo allenamento, sempre nel pomeriggio alle ore 18.

Pedro, gli esuberi da rivalutare e un confronto con Dzeko: Fonseca riparte da qui

Oggi di fatto comincia la stagione della Roma.  Fonseca avrà tutti i big a disposizione per due giorni, oggi e domani. Occhi puntati su Kolarov, con le valigie pronte direzione Inter, e Dzeko. I punti cardine della sua prima Roma al momento sembrano più fuori che dentro, ma il bosniaco ha ancora più di qualche dubbio. Con il numero 9 non si erano lasciati bene dopo la partita contro il Siviglia, chissà se il primo allenamento dell’anno sarà l’occasione per un chiarimento o se invece si andrà avanti come se nulla fosse.

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Tra i giovani c’è invece Calafiori, che è piaciuto tanto all’allenatore sul finale della scorsa stagione. Con Kolarov via potrebbe restare fisso in prima squadra, come piacerebbe a lui e al suo entourage (è gestito da Mino Raiola). Infine, primo giorno con Fonseca per Pedro: è l’unico volto nuovo di un gruppo che parte tra mille dubbi e incertezze.

C’è una difesa da ricostruire: Smalling resta la scelta migliore

Il primo nome per ricostruire la linea difensiva della Roma è sempre quello di Smalling. Nonostante filtrino voci di un accordo imminente,  a Trigoria ancora frenano: l’inglese era e resta un obiettivo, il primo ma non l’unico. Piace Romero, ma la concorrenza è enorme, e piace anche Maksimovic del Napoli.

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Un altro nome è quello di Papastathopoulos dell’Arsenal, ma per Fonseca non sarebbe la prima scelta. Nei prossimi giorni sisciogliere anche il nodo terzini. Florenzi e Karsdorp sono in uscita e a sinistra rischia di restare solo Spinazzola. Piace molto Biraghi ma la Roma, attraverso alcuni intermediari, sta sondando anche il mercato inglese.

Cessioni: Fazio interessa a Villarreal e Valencia ma vorrebbe restare, Perotti per ora ha detto no alla Turchia, mentre Calafiori appare destinato a restare a Trigoria. Diawara interessa molto all’Arsenal ma il prezzo è di almeno 25 milioni più bonus.  E’ fredda la pista di uno scambio con Torreira.

Pellegrini, incedibile e capitano: ma il rinnovo non è in agenda

Se Dzeko dovesse lasciare la Roma Lorenzo si ritroverebbe con la fascia al braccio. Nel progetto giallorosso è centrale, ma il contratto può attendere

L’incontro tra la Roma e Lorenzo Pellegrini per il rinnovo di contratto non ha ancora una data. Il centrocampista aspetta da più di un anno di mettere nero su bianco la promessa fatta dalla società.

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Nei piani c’è l’aumento dell’ingaggio (attualmente Pellegrini incassa 2 milioni netti all’anno), il prolungamento e l’eliminazione di quella clausola fastidiosa con la quale potrebbe liberarsi portando un’offerta da 30 milioni divisi in due tranche. Per il momento però è tutto fermo. Il numero 7, che ha un ottimo rapporto con Guido Fienga, sa che ci sono altre priorità. Il mercato assorbe completamente il Ceo, impegnato sul fronte esuberi. Ma Lorenzo conta di discutere la sua posizione a breve con il nuovo presidente Dan Friedkin, atteso nella capitale nelle prime due settimane di settembre.

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Lorenzo Pellegrini e il rinnovo di contratto: la Roma non si muove

Nelle intenzioni Pellegrini è un intoccabile. La nuova proprietà ha fatto già sapere tramite il Ceo Fienga che per lui e Zaniolo non saranno ascoltate offerte. E per quello che vale, anche Fonseca lo ritiene un perno inamovibile della sua squadra. A rafforzare la posizione del centrocampista anche il ruolo di capitano che, con l’eventuale addio di Dzeko (oggi l’incontro decisivo con la società), spetta a lui. Totti ricevette la fascia da Aldair a 22 anni. Lorenzo ne ha 24 e come Francesco è pronto a raccogliere quell’eredità pesante che Florenzi prima di lui non è riuscito a sopportare. Il passaggio di consegne potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo ciclo, di pari passo con l’arrivo dei Friedkin. Per questo e altri motivi, il rinnovo di contratto non potrà essere rimandato ancora per molto. Pellegrini è disposto ad aspettare la fine del mercato, senza fare pressioni. In questi giorni l’attenzione della Roma è tutta sulle cessioni (troppi i 35 giocatori in rosa), necessarie per sbloccare i movimenti in entrata. Per questo ha rimandato ogni discorso. Da ottobre, dopo l’insediamento a Trigoria di Ryan Friedkin e con il mercato alle spalle, sarà il momento delle risposte.

La Roma aspetta il sì di Milik

I giallorossi trattano il cartellino del polacco, che si era promesso alla Juve: si discute sulle contropartite tecniche

Milik tiene sotto scacco la Roma, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. È lui l’erede designato di Dzeko.

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Il problema è che per dar via al domino, manca il sì del polacco. Sedotto e abbandonato: questo è lo stato d’animo del numero 9 napoletano che si sta scontrando con la volontà del presidente De Laurentiis. Nonostante abbia appena un anno di contratto e a gennaio sarebbe libero di firmare per un’altra squadra, il club azzurro continua a chiedere 40 milioni. Cifra ritenuta fuori mercato dalla Juventus, disposta a garantirne poco più (15 milioni) dell’attuale valore dell’attaccante a bilancio (10). Più facile invece trovare l’intesa con la Roma che mette sul piatto Under più un giovane a scelta. A Trigoria avevano offerto Antonucci e Coric, il Napoli ha chiesto Riccardi, ottenendo un’apertura a parlarne. Discorsi che comunque dipendono dal sì di Milik. Che al momento non c’è.

E Dzeko? Edin è in una posizione d’attesa. In caso d’addio probabilmente toccherà fare a lui il primo passo a livello mediatico. Proprio per questo motivo – e scottato con quanto accaduto nella passata stagione – per muoversi vuole che prima sia tutto definito. Ossia, che la Roma abbia il sostituto in mano e che la Juventus non si tiri indietro come accaduto 12 mesi fa con l’Inter. Lasciare Roma gli pesa.

Insieme a lui è pronto a salutare anche il suo grande amico Kolarov. Il serbo (che ha cambiato recentemente agente passando da Berti a Lucci), nonostante il rinnovo sottoscritto a gennaio, è finito nel mirino di Conte, dopo che lo scambio Biraghi-Dalbert è saltato (ora il nazionale è monitorato a Trigoria).

Il suo passaggio in nerazzurro (accordo club-terzino già è stato trovato) è uno dei motivi del viaggio di Fienga a Milano.

Capitolo Juan Jesus: la Roma aveva trovato un accordo con il Cagliari per 3 milioni che avrebbero garantito una piccola plusvalenza, considerando che il difensore attualmente è a bilancio per 1,976 milioni. Il brasiliano, insieme al suo agente, ha però puntato i piedi. A Trigoria pensano che questo sia dovuto al fatto che il ragazzo ha già un’intesa con il Genoa ma vorrebbe essere liberato quasi a zero.

Intanto conoscendo le difficoltà che sta incontrando il club giallorosso per riscattare Smalling (che rimane comunque la prima scelta), Raiola ha offerto Izzo. Il Torino lo ha messo sul mercato visto che Giampaolo (vuole Andersen) non lo ritiene idoneo per la difesa a 4. Costo 20 milioni ma Raiola è convinto di riuscire a portarlo via per 15.

Dzeko-Juve: accordo con la Roma. Atteso il sì di Milik per il via libera

Accordo di massima tra i giallorossi e il polacco. Al Napoli Under e il giovane Riccardi

In un ramo del lago di Como, lontano dalle usuali vetrine milanesi, si è lavorato perché si facessero due matrimoni di mercato. Mercoledì a Cernobbio, subito dopo l’ennesimo appuntamento a Milano tra Paratici e Fienga per parlare di Edin Dzeko (e non solo) in bianconero, la Roma e Arkadiusz Milik, rappresentato dal suo procuratore, si sono scoperti promessi sposi: intesa di massima sull’ingaggio (4,5 milioni netti a stagione più bonus), diritti d’immagine, durata del contratto (quadriennale) e numero di maglia (il 9) in giallorosso.

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Con la benedizione del Napoli: scambio secco con Cengiz Under e il giovane Alessio Riccardi per una valutazione complessiva di 40 milioni da una parte dell’altra. Sposi sì, ma per ora solo promessi: manca il sì definitivo di Milik, che da tempo aveva fatto la bocca alla Juve e ora vuole riflettere sul cambio di destinazione, scrive De Santis su La Stampa. Una risposta arriverà a stretto giro di posta. Ieri a Milano nuovo incontro tra Roma e Juve: accordo sulla valutazione del cartellino di 18 milioni, lavori in corso su come strutturare l’intera operazione.

Inter, tutto su Kolarov: c’è il sì del serbo, ora si tratta con la Roma

Esperienza internazionale, gol, assist e personalità. Jolly perfetto e grande amico di Dzeko, altro pupillo di Conte

Un’inversione a U decisa, che annuncia in qualche modo quale sarà la nuova strategia dell’Inter sul mercato. I giovani possono aspettare. E allora ecco lo sprint – con tanto di accordo già trovato – con Aleksandar Kolarov, 35 anni a novembre, uomo di qualità, esperienza e fortissima personalità, scrive Vincenzo D’Angelo su La Gazzetta dello Sport.

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Che qualcosa si muovesse intorno a Kolarov si era capito già dopo la scelta di cambiare agente, che spesso anticipa novità di mercato. E l’Inter è stata abile a muoversi sotto traccia negli ultimi giorni, ottenendo l’ok del giocatore al trasferimento a Milano. Ora c’è da convincere la Roma a lasciar partire il serbo. Il contratto di Kolarov scade nel 2021, quindi difficilmente la Roma potrà avanzare richieste troppo alte per il cartellino del serbo. E andare a parlare avendo già il sì del giocatore può essere un vantaggio. Ma l’arrivo di Kolarov può essere anche un assist in futuro per Edin Dzeko: i due sono legati da una grande amicizia dai tempi del City e Edin è un pallino di Conte da sempre. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina.